Bellezza e orrore fuori e dentro di noi

Al Teatro Ringhiera doppio spettacolo: Boh, il paradossale dialogo tra un armadio dei ricordi e una donna alla ricerca della propria identità e Modelli tagliati in carne, un ritratto inquietante dei rapporti che si instaurano tra vittima e carnefice.

Un viaggio attraverso la poetica dei Sanpapiè – compagnia molto apprezzata all’estero e ospite di alcune delle migliori rassegne teatrali di Spagna e Regno Unito – che ripropone a Milano questo dittico di spettacoli diversi per tematiche (nostalgiche ed esistenziali in Boh; legate invece alla violenza fisica e psicologica in Modelli tagliati in carne) ma uniti dalla medesima carica fisica ed emotiva – caratteristica propria della compagnia – e caratterizzati da modalità espressive lontane dalla retorica e, anzi, affascinanti e nuove nella loro semplicità.

In quello che potremmo definire il “primo tempo” – ossia Boh – la signorina L. gioca con un armadio rosso che, come una sorta di scatola magica dei ricordi, si sposta, possiede vita propria e, soprattutto, le getta addosso – a sorpresa – oggetti di vario genere, coi quali il corpo dell’attrice interagisce mettendosi a contatto con le proprie ansie, le paure, un passato di bambina e un presente di donna che ha difficoltà nelle relazioni umane e sentimentali. Un titolo che dimostra bene come l’uso della parola, qualche volta, sia quasi un limite quando si vogliano esprimere le infinite possibilità emotive che, al contrario, un corpo – solo in scena – può ottimamente rappresentare.

Nel “secondo tempo”, con Modelli tagliati in carne, il palco si fa completamente spoglio per lasciare spazio ai corpi di Lara Guidetti (unica ballerina del precedente Boh) e Francesco Pacelli: ancora una volta il corpo racconta – meglio di qualunque discorso verbale – le diverse tipologie di sottomissione, violenza e forme di dipendenza tra vittima e carnefice, in un continuo alternarsi di piaceri morbosi nel vedere l’altro strisciare davanti a sé, di violenze palesate o nascoste – dietro una parvenza di normalità. E a ogni passaggio cambia il carnefice perché tanto le donne quanto gli uomini sembrano sapere come si giocano entrambi i ruoli.

Non a caso, questo spettacolo è stato patrocinato da Amnesty International.Performance che ci permette di riflettere sia su tematiche personali e legate al nostro vissuto, sia su problemi più generali – come quello delle violenze, al plurale, che crediamo lontane da noi e dal nostro quotidiano ma delle quali siamo vittime inconsapevoli – anche nelle piccole dinamiche familiari e amicali nonché lavorative – perché oltremodo subdole.

Il doppio spettacolo è andato in scena:
Teatro Ringhiera
via Boifava, 17 – Milano
fino a sabato 9 aprile

Boh
drammaturgia Sarah Chiarco
scoreografie Lara Guidetti
con Lara Guidetti
musiche Marcello Gori
produzione Sanpapiè

Modelli tagliati in carne [per l’esecuzione di un soggetto]
drammaturgia Sara Chiarcos
coreografie Lara Guidetti e Francesco Pacelli
con Lara Guidetti, Francesco Pacelli e Marcello Gori
musiche originali Marcello Gori
produzione Sanpapiè

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