Aspettando God

Un mondo rifiutato, una storia di amicizia, di fuga e di condivisione, nell’attesa di un improbabile messia.

Tancredi e Bebo sono due ragazzi chiusi dentro una stanza. Tancredi e Bebo sono due amici in un rifugio. È un luogo che li protegge, anche se è piccolo e sporco. Fuori da questo spazio c’è qualcosa di inquietante, di distruttivo, che fa paura. Tancredi e Bebo sono due amici intimi, si conoscono da molto tempo e i loro dialoghi, sotto lo scherno della familiarità, tradiscono un’unione che dà forza per resistere al “fuori”. I due amici giocano con i nomi, cambiano la loro identità. Chi vuole essere Bric e chi Brac? Questi due nomi vuoti gli ricordano qualcosa, ma non sanno bene cosa. Probabilmente un episodio della loro vita passata, quando entrambi vivevano in quella civiltà consumista e imperante. Bric e Brac hanno paura della folla, descrivono un esterno dove si aggirano cani diventati lupi, mostri, persone ridotte all’inumanità. Tancredi e Bebo combattono un esterno che incute timore, è pericoloso, per questo aspettano qualcuno che li venga a salvare. Un odierno Godot, che in effetti non arriverà mai. A bussare alla loro porta è invece Alma, una ragazza che conoscono molto bene, un’amica, un’amante. Alma fa shopping tra la folla, va in palestra con la sua amica Francy. Alma è cieca davanti a una civiltà che corre così tanto da lasciare irrimediabilmente indietro chi non ce la fa. Alma potrebbe essere un pericolo perché porta con sé tutto quello da cui Tancredi e Bebo stanno scappando. L’amica riflette uno spicchio di realtà e di passato. Tra litigi e nostalgie, il trio, ripercorre gli eventi che per lungo tempo li hanno uniti. Non si può scappare dalla propria vita senza riordinare i pezzi che l’hanno formata e Alma, pur rappresentando l’omologazione, è lì per aiutarli. Un percorso di crescita dal quale anche lei non è esente. Un confronto sincero tra le tre vittime, forse anche colpevoli di tale cultura individualista, che li porta a una rinascita che non sarebbe stata possibile con una fuga. Per Tancredi è la paura che lentamente si scioglie per dare spazio al coraggio di uscire e affrontare quel mondo. Per Alma è la presa di coscienza della sua vulnerabile cecità.
Un testo contemporaneo che riflette l’ansia moderna e la difficoltà di fare parte di un tutto che a volte spaventa. La speranza che in una società post-moderna e globalizzata l’individuo possa trovare il posto che gli spetta.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Furio Camillo
via Camilla, 44 – Roma
lunedì 12 dicembre, ore 21.00

Bluestocking presenta
Bric a Brac
di Lucilla Lupaioli
regia Alessandro Di Marco
con Antonio De Stefano, Flavia Pinti, Claudio Renzetti

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