Dramma da camera al parco

Al Fringe Festival di Roma, agli esordi di questa estate 2015, una lancinante riflessione sull’amore all’epoca dello svilimento dell’anima

La proposta del Fringe di quest’anno, ospitato negli spazi del parco adiacente a Castel Sant’Angelo e accolto con piacere e gratitudine dalla cittadinanza romana e dai turisti vogliosi di muovere i primi passi nell’estate della Capitale, è un serbatoio di emozioni e di proposte molto diversificate, e i tre palchi e i rispettivi tre spettacoli per serata amplificano questa salutare poliedricità della kermesse. Il palco all’aperto può anche essere però occasione di riflettere sulle dinamiche che caratterizzano la società contemporanea, sulla degenerazione dei nostri sentimenti nonché sulla contaminazione delle nostre modalità di relazione interpersonale. Questo per dire che molti degli spettacoli proposti durante il Festival appartengono alla più nobile tradizione drammatica ed è, questo, il caso di Buonanotte, tesoro!, kammerspiel diretto da Danilo Zuliani e scritto da Susanna Gentili che, cinicamente e spietatamente, punta lo sguardo su tre coppie e tre diversi interni familiari, tutti caratterizzati dall’ipocrisia, dall’odio reciproco celato dalla menzogna e da meri calcoli di interesse personale.

Lo spettacolo ammicca a una tradizione sia teatrale che cinematografica particolarmente significativa e nobile, che va da Strindberg a Bergman, e ne attualizza i temi e i contenuti senza però corrispondere alle aspettative; alcune buone intenzioni di ordine scenografico e registico avrebbero potuto contribuire alla buona riuscita dello spettacolo: pensiamo alla figura del tenore che, come una sorta di fantasma, si fa testimone oculare degli eventi che caratterizzano i vari “quadri di coppia”, commentando con l’interpretazione di una serie di arie della tradizione operisitica italiana, da Verdi a Donizetti; oppure al personaggio del giudice divorzista che osserva, sentenzia e accusa dall’alto di una seggiola da arbitro di tennis, facendo cadere svogliatamente i fogli dei suoi verbali come fossero foglie al vento. Questo, però, non basta a dare efficacia a un increccio di dialoghi superficiali e senza mordente, seppur le tre vicende raccontate sarebbero potute essere l’occasione per scrivere un testo ben più incisivo e profondo: infatti, le figure delle vittime e quella degli ipocriti continuamente si invertono, evidenziando la complessità e l’irrisolvibilità del sentimento amoroso.

Purtroppo, lo spettacolo intende dare una risposta sul grande mistero rappresentato dall’amore, attraverso la fin troppo inflazionata riflessione platonica del Simposio e non va oltre la proposte di quadri eterogenei di scene di vita drammatica dove quel sentimento si trasforma in tragedia. La recitazione stessa non aiuta e non contribuiscono neppure i contrattempi di ordine tecnico dell’audio, tra microfoni a volte accesi e a volte spenti, rumori di sottofondo che rovinano l’ottimo accompagnamento musicale. Infatti, una nota positiva dello spettacolo sono le musiche di scena e i pezzi per piano eseguiti come accompagnamento nonché il brano di chiusura dei Deserto Rosso. Questo, tuttavia, non basta a garantire originalità e forza a un testo che nasce stanco, che sarebbe stato ben in grado di sottrarsi alla prevedibilità con delle ottime intuizioni, ma che non riesce a corrispondere a tali intenzioni.

Lo spettacolo è andato in scena:
Roma Fringe Festival 2015 – IV EDIZIONE
Castel Sant’Angelo, Roma
Palco A
1 giugno 22.00, 2 giugno 23.30, 5 giugno 20.30

Compagnia Nomen Omen presenta
Buonanotte, tesoro!
regia Danilo Zuliani
sceneggiatura Susanna Gentili
con Michele Clemenza, Valeria De Angelis, Susanna Gentili, Alessandra Maccotta, Alessio Rizzitiello, Sara Trainelli, Danilo Zuliani, Adriano Gentili

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