Un recital travestito da spettacolo sostituisce l’annunciato Don Chisciotte, eliminato dal cartellone del Carcano a causa dei continui tagli del Fus.

Buongiorno contessa: il titolo è mutuato dall’incipit di una bellissima poesia di Palazzeschi – Visita alla Contessa Pizzardini – che, in realtà, comincia con “Buonasera”, ma si immagina che l’attore, entrando in scena, si sbagli e dia inizio a un duetto intrigante e perfettamente orchestrato, formato da Mariano Rigillo e Anna Teresa Rossini.

La scenografia è composta da un fondale dipinto – che rimanda forse ad alcuni soggetti di De Chirico – dove, al centro, si apre una sorta di foglio/schermo sul quale sono proiettati i titoli dei brani presentati; l’arredo è completato da una poltrona, un appendiabiti, una sedia e uno scrittoio. Questo fantomatico salotto si trasforma di episodio in episodio, diventando a sua volta una spiaggia, l’inferno, il paradiso, l’interno di una Cinquecento, una stazione. Sì, perché la pièce è un insieme di momenti apparentemente a sé stanti, uniti in realtà da grandi filoni tematici che tripartiscono la serata – quasi come una forma sonata.

E così si ha la prima parte dedicata all’amore con poesie di De Filippo, Prévert, Lerici e un esilarante Diderot da I gioielli indiscreti, riproposto e rielaborato con umorismo dalla Rossini – divertentissima nel gran valzer poliglotta dove inglese, latino, francese e spagnolo si susseguono vorticosamente per descrivere i tanti incontri amorosi.

La seconda sezione ha come tema il mare e il viaggio – e qui Rigillo dà un’ottima prova d’attore in Riviere di Montale e O’Mare di De Filippo e lascia il pubblico senza fiato con la magistrale interpretazione del Canto XXVI dall’Inferno della Divina Commedia che strappa, alla fine, un lungo e commosso applauso a scena aperta. Le sorprese, però, non finiscono qui: che l’attore napoletano avesse un’affinità elettiva con il grande Eduardo già lo si era capito – in quanto unico autore presente in tutte le sezioni del recital – ma di certo non si poteva prevedere l’abilità e la naturalezza con le quali, in perfetto dialetto, avrebbe raccontato agli spettatori – rapiti come bambini che ascoltano per la prima volta una favola – la tragicomica vicenda di De Pretore Vincenzo (compresa nell’ultima parte dedicata ai giorni).

La poesia e la simpatia partenopea fanno da padrone e Rigillo gioca bene anche la carta della comicità, caratterizzando macchiettisticamente San Giuseppe e tutto il Paradiso. Una vera ventata di aria fresca che prosegue con Le piccole cose di Stefano Benni, recitata con ironia e un pizzico di sarcasmo da Anna Teresa Rossini.

A fine serata è inevitabile ripensare con amarezza alla premessa allo spettacolo che accompagnava il programma di sala, a quel Don Chisciotte che doveva essere e non è stato. Però, con un mezzo sorriso, viene anche da pensare che tra tutti i danni inestimabili che sta provocando il continuo taglio del Fus, paradossalmente si è stati testimoni di un evento che doveva essere un ripiego e che, al contrario, ha dimostrato tutte le caratteristiche del grande teatro.

Lo spettacolo continua:
Teatro Carcano

c. so di Porta Romana, 63 – Milano
fino a domenica 6 marzo
orari: da martedì a sabato ore 20.30 – domenica ore 15.30

Buongiorno contessa
spettacolo ideato e messo in scena da Mariano Rigillo
con Anna Teresa Rossini
musiche originali Paolo Coletta
scene Paolo Petti
costumi Via del Teatro
luci Gigi Ascione
produzione DoppiaEffe

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