Una Cio-Cio-San multimediale

teatro-del-giglio-lucca1È andato in scena al Giglio di Lucca un disitillato del dramma scritto nel 1903, riproposto in versione contemporanea – con intermezzi rock and roll, ma un importante battito sentimentale.

Ecco come trasformare la Madame Butterfly di Puccini in una performance di 50 minuti – attraente e significativa sia per un pubblico di bambini, che per una platea adulta. Un’armonia non facile da trovare, fino a convogliare forma e sostanza, invenzioni sceniche e musica lirica, con un punto di vista mobile e trasversale su più stili e generi – che è poi il punto focale della ricerca del collettivo Kinkaleri. Un collettivo che non si pone limiti, esplora nuove tecniche e, in questo caso, le sperimenta con i bambini, la cui reazione è stupore e accoglienza mentale. Forse qualcuno di loro si ricorderà per sempre di questa Butterfly vista al Giglio di Lucca una mattina del 1° marzo, e da grande potrebbe a sua volta realizzarne una propria versione.
Convince, e non poco, l’idea di suddividere lo spazio sul palco con un rotolo di nastro adesivo bianco, disegnando prima la casa di Cio-Cio-San e Pinkerton e poi il giardino zen – nel tentativo di restituire cioè quella tipica stilizzazione giapponese, che subito appare folgorante.
Aggiunge una prospettiva innovativa l’uso di una telecamera zenitale, con cui le azioni sono riprese e proiettate sullo sfondo, in uno sdoppiamento dei piani visivi, dal verticale all’orizzontale e viceversa. Questo permette di sfruttare al massimo l’arte corporea e plastica del movimento (che, peraltro, il danzatore conosce bene). Trovata insolita, che dà vita e una sensazione stimolante sia per il pubblico che per gli attori, in una rifrazione distorta del sé.
Salpiamo quindi in acque esotiche insieme al bravissimo Marco Mazzoni, figura neutra e narratore, che si fa a sua volta personaggio, grazie all’utilizzo di maschere in stile cartoon, quasi però a risuonare quell’universo di maschere utilizzate proprio nel teatro tradizionale del No.
La narrazione è ricreata con un’atmosfera festosa e danzante all’inizio, per poi spezzarsi in qualcosa di diverso, che il cambio luci sottolinea con violenza, ovvero l’atto del potere colonialista e dell’egoismo maschile da parte dello straniero, il marito, sulla innocente Butterfly, abbandonata, e privata dell’unico figlio. Non solo la recitazione poetica delle parole del libretto, ma anche – e soprattutto – l’alternanza di registri caratterizza questa crezione: da quello aulico dato dal canto dell’interprete lirica a quello iconico e simbolico del gesto, dalla relazione con il pubblico che richiama una tradizione clownesca a momenti solo verbali, fino al piacere delle immagini proiettate sullo schermo.
Kinkaleri ha provocato l’intelligente e felice rinascita di una Butterfly, dalla crisalide al palco. Ma c’è troppa primavera per questa farfalla ferita, c’è troppa luce per lei, e la lama di una spada le trafigge l’esile corpo. Finale importante (forse pedagogico) per i bambini che hanno assisitito allo spettacolo, e che forse saranno adulti migliori di alcuni dei personaggi pucciniani.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro del Giglio
Piazza del Giglio, Lucca

Butterfly
liberamente tratto dalla Madame Butterfly di Giacomo Puccini
adattamento e regia Massimo Conti, Marco Mazzoni, Gina Monaco
con Yanmei Yang e Marco Mazzoni
produzione Kinkaleri
in collaborazione con Teatro Metastasio Stabile della Toscana, Fondazione Toscana Spettacolo
con il sostegno di Regione Toscana, Mibact

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