La “sua” generazione ha perso… e la nostra?

La società italiana analizzata da tre performer che recitano, cantano e si interrogano su “dove spostare una sedia”. Il teatro-canzone del Signor G torna protagonista.

La Compagnia Il Volo di Jonathan rispolvera il teatro-canzone di Giorgio Gaber. Lo spettacolo, diretto da Enzo Iacchetti e presentato al pubblico di Rozzano – nella periferia milanese – è un’analisi lucida e avvilente della decadenza della società nostrana.

I tre attori – giovani ma bravi – Alice Alessandro, Martino Iacchetti e Elena Martelli, all’apertura del sipario si trovano indecisi su dove spostare la famosa sedia del titolo. Questo espediente permette loro di costruire – attraverso un’alternanza di dialoghi e canzoni – la vita quotidiana, le grandi tematiche e i problemi generazionali che contraddistinguono il nostro periodo storico, così travagliato.

I numerosi argomenti affrontati sono suddivisi in una decina di scene che si concludono quasi tutte con una canzone di Gaber – talvolta rivista e corretta, altre mantenuta nella sua interezza. I temi sono esposti, spesso, con ironia tagliente, oppure con desolante partecipazione, e l’attualità dei testi del Signor G è sfruttata al meglio. I testi originali, purtroppo decisamente contemporanei, sono parzialmente riadattati e arricchiti da esperienze personali, sogni e speranze che hanno accompagnato – e accompagnano tuttora – i protagonisti nella loro pur breve esperienza di vita. I giovani interpreti dimostrano, infatti, di conoscere molto bene le problematiche che affliggono la nuova generazione x e di saperle mettere in scena in modo chiaro e diretto, riuscendo a far riflettere anche il pubblico più maturo.

Alessandro, Martelli e Iacchetti danno voce alle parole rabbiose del compianto cantastorie: parole che rotolano come pietre su un’Italia e una società contemporanea che non sembrano essere cambiate negli ultimi cinquant’anni – stessi vizi e stesse storture di sempre.

La sedia diventa simbolo e metafora di un potere fermo e statico, rappresentazione di un mondo che non tende la mano alle nuove generazioni. Al contrario, mentre i poteri aumentano e si sommano su quella sedia solitaria – protagonista ed espediente narrativo della messinscena teatrale – noi ci dibattiamo inutilmente cercando di spostare un carico sempre più pesante.
Durante la rappresentazione le sedie arriveranno a moltiplicarsi, invadendo il palcoscenico, diventando sempre più ingombranti: autentici ostacoli insormontabili. Alla fine, chi riuscirà a spostarle tutte?

Gaber cantava “La mia generazione ha perso”. La nostra non ancora – per ora aspetta. Speriamo bene…

Lo spettacolo è andato in scena:
Cinema Teatro Fellini
viale Lombardia, 53 – Rozzano (Milano)
domenica 13 marzo ore 21.00

Il Volo di Jonathan presenta:
C’è una sedia da spostare
di Alice Altea Alessandro, Elena Martelli e Martino Iacchetti.
regia di Enzo Iacchetti
con Alice Altea Alessandro, Elena Martelli e Martino Iacchetti

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