Le radici del male

All’Arena del Sole di Bologna è andata in scena l’ultima replica di Caino, spettacolo firmato dal Teatro Valdoca. Un lavoro che si focalizza sulla scelta tra bene e male – imprescindibile fin dagli albori dell’umanità.

Il Valdoca è un gruppo di ricerca teatrale fondato a Cesena da Mariangela Gualtieri, drammaturga-poetessa, e Cesare Ronconi, regista. La coppia lavora su messinscene che prediligono il corpo-figura e l’annullamento del personaggio nel senso tradizionale del termine. Dal punto di vista drammaturgico, inoltre, il testo mette al centro la parola, orientando però l’attenzione dello spettatore sul significante – piuttosto che sul significato – esaltato grazie a una sagace ricerca sulla voce, ripulita da ogni residuo di quotidianità o immedesimazione.

Tutti questi elementi si ritrovano in Caino. Lo spettacolo si basa sull’omonimo testo della Gualtieri, che trasforma in protagonista il figlio di Adamo ed Eva – sottratto al contesto biblico e analizzato dal punto di vista dei nostri contemporanei. Un testo che dimostra un sentimento di pietà verso il personaggio, visto come un uomo afflitto dalla frustrazione di non essere amato da Dio quanto il fratello Abele. E sarà questo stato d’animo che lo porterà a scegliere il male e a diventare un assassino – una decisione che peserà su tutti i credenti.

L’intero spettacolo si presenta come una riflessione sulla scelta di Caino, ovvero la scelta del male – che ricadrà sui suoi discendenti. Caino, infatti, il primo assassino della storia – per la Bibbia – sarebbe anche il fondatore della prima città, e colui cha avrebbe insegnato a lavorare i metalli, il materiale più importante per il costituirsi di una forma di vita organizzata.

Protagonista della scena, quindi, la parte oscura dell’essere umano, quel pozzo buio che è necessario esplorare, per poterlo risalire e rinnovarsi, nella speranza di essere, un domani, “animali” in grado di dare amore senza aspettarsi nulla in cambio. Proprio per questo, molti sono i riferimenti ai mali della Storia, quali i regimi totalitari – soprattutto il Nazismo e l’Olocausto – ma non solo. Per rappresentarli, una miriade di personaggi: Caino (Danio Manfredini), vestito con maglia e gonna nera che si aggira sul palco ricurvo e nervoso, e sarà “tentato” per l’intero spettacolo da due personaggi: l’Angelo bianco, seduto alla destra del palco (Mariangela Gualtieri, che torna a recitare), e l’Illusionista (Leonardo Delogu), una sorta di Lucifero animalesco con un lunghissimo mantello e, insieme, Caino giovane. A latere, anche Abele, muto, spesso disteso come una salma; l’Alato, che fa da tramite fisico con l’angelo e il bene; il Coro e, infine, il Fabbro percussionista (Enrico Malatesta) che, nascosto dietro a un velo nero, esegue la colonna sonora: chiaro riferimento all’attività di lavorazione del metallo, propria degli abitanti della città fondata da Caino.

La bellissima poesia di Mariangela Gualtieri purtroppo appare, a tratti, soffocata dalla messinscena – ricca di soggetti ed elementi che si muovono in contemporanea. La voce degli attori – in sé bella e particolare – risulta a volte monotona, e questo ha – inevitabilmente – l’effetto di diminuire l’espressività delle parole. Molto intensa, al contrario, la lotta tra Caino e l’Alato, come pure il soffocamento di quest’ultimo e dell’Illusionista, dove i movimenti si trasformano in una splendida danza.

Il Teatro Valdoca si conferma una realtà con caratteristiche drammaturgiche e interpretative originali e ben delineate – forse in questo spettacolo, a tratti, autoreferenziali, ma sicuramente sempre interessanti e che suscitano grande entusiasmo nel pubblico.

Lo spettacolo andato in scena:
Teatro Arena del Sole
via Indipednenza, 44, Bologna
mercoledì 28 e giovedì 29 marzo
Teatro Valdoca presenta:

Caino
testo Mariangela Gualtieri
regia Cesare Ronconi
con Danio Manfredini, Raffaella Giordano, Mariangela Gualtieri e Leonardo Delogu
spettacolo presentato in collaborazione con Centro la Soffitta del Dipartimento di musica e spettacolo Alma Mater Studiorum – Università di Bologna

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