Misteri e apparenti contraddizioni

Un workshop e lo spettacolo Calcinculo: due eventi speciali con Babilonia Teatri (compagnia Leone D’argento alla Biennale di Venezia 2017) per la Stagione di Fuori Luogo a La Spezia

Si rimane davvero a bocca aperta, incantati, catturati dall’avvio di Calcinculo. Musica, un testo ironico e irriverente e che fa pensare, energia e coinvolgimento. Dopo questo avvio sorprendente, però, l’esperienza di visione riserva delle sorprese. Rapiti dall’incipit, si passa ai quadri successivi. Nelle fasi seguenti, come in una sorta di schema, si alternano brani musicali e quadri, in una serie di sequenze che, al terzo ciclo, comincia a diventare monotona: energia sempre al massimo, senza variazioni, toni omogenei privi di oscillazioni – un costante parossismo. Facciamo un esempio: il primo monologo è una tirata su follia e paranoia – e per quanto possa essere essa stessa (nella sua forma) una manifestazione evidente della stessa paranoia, a lungo andare stanca. Così come appaiono noiosi altri monologhi, quale il “calcinculo in coro”, sempre per via di una certa monotonia ma anche per la difficoltà a intenderne fino in fondo il senso.

Si fa fatica a comprendere la necessità della sfilata dei cani. Sebbene la sequenza racconti di promesse non mantenute, della contraddittorietà dei discorsi, dei sistemi decisionali, con proclami che fanno il verso al mito della democrazia e al ritorno dell’uomo forte (il famoso uomo capace di prendere una decisione al momento opportuno); il sottoporre gli animali a tutto quello stress (piuttosto evidente in un paio di cani) sembra francamente non necessario (ovvero: il contenuto è essenziale ma la forma non lo è). Raccapricciante la volpe quale trofeo del gioco alle giostre. Un raccapriccio che urta ma che, in ogni caso, sottende un senso e definisce un qualcosa. Da quel fastidio, da quella violenza senza ragione percepiamo il marchio di una società, di un’atmosfera, di un atteggiamento. Ci urla in faccia quello che siamo a livelli più sottili, simbolici. È il marchio di un atteggiamento che condividiamo. Società del divertimento che sguazza in infinite forme di violenza (a volte estrema).

Il fatto di collocare il punto più intenso, l’apice dello spettacolo, nella fase iniziale (mi riferisco alla sequenza del calcinculo, a partire dalla canzone sulla depressione, per arrivare alla musica e ai gettoni), rende il resto dello spettacolo una discesa, con un finale sottotono e, oltretutto, caratterizzato da un’energia non adatta: la presenza del coro, infatti, con degli estranei allo spettacolo presenti in scena, permea l’ultima sequenza con una sensazione di ansia e disagio. Eppure, nonostante alcuni aspetti, e questo elenco di annotazioni, resta il fatto che Calcinculo colpisce non solamente con il suo stile e la sua energia – così efficace e coinvolgente – ma anche per le tematiche che affronta e le modalità prescelte (considerate in generale). Ironico e graffiante, parla del mondo di oggi, invita a rifletterci su, ci getta in faccia le nostre stesse schifezze.
Pochi gli elementi in scena, ma fortemente evocativi, suggestivi, in sé opulenti: le bandiere, gli estintori, i ventilatori e il calcinculo. Spoglio eppure ricco il palco, di un barocco metropolitano di grande effetto e gusto.
Dissacrate e sarcastico, ritratto, denuncia e sberleffo, Calcinculo infama e mette a nudo il mondo che ci circonda, le sue dinamiche, le sue psicologie e filosofie. Si ha voglia di rivederlo, vuoi per entrarci dentro, vuoi per rituffarsi nell’energia, ma è una di quelle rare occasioni in cui ne vorresti ancora. Si è in qualche modo ebbri. Misteri dell’esperienza teatrale.

Lo spettacolo è andato in scena:
Centro Giovanile Dialma Ruggiero
via Monteverdi, 117 – La Spezia
domenica 17 febbraio, ore 18.30

Calcinculo
di e con Enrico Castellani e Valeria Raimondi
e con Luca Scotton
musiche Lorenzo Scuda
fonico Luca Scapellato
direzione di scena Luca Scotton
produzione Babilonia Teatri, La Piccionaia
coproduzione Operaestate Festival Veneto
scene Babilonia Teatri
foto di scena Eleonora Cavallo
produzione 2018
si ringraziano il Coro Ana Valli Grandi e Cuore Husky rescue

www.babiloniateatri.it

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