Solipsimi

teatro-belli-romaIl potere dà alla testa nel Caligola di Salvatore Della Villa, in scena al Teatro Belli dal 4 al 7 febbraio. Vedere per credere.

Scritto nell’occhio del ciclone nazista, Caligola è una delle opere teatrali più complicate e dense del drammaturgo e filosofo francese Albert Camus. Al di là delle letture riduttive che vorrebbero costringere il testo a una denuncia diretta al “semplice” totalitarismo hitleriano, l’imperatore romano messo in scena dal premio Nobel per la letteratura vuole rappresentare quella macchina acefala e pervasiva che è il potere e che oggi infetta i singoli cittadini, senza più bisogno di nascondersi dietro un volto o un’idea.

Il dramma, infatti, è essenziale ed esistenziale perché mette in mostra la vera natura di tutti gli Stati totalitari tramite il geniale autodafé di un tiranno diviso tra la follia e la logica più pura. L’oscenità del potere, la sua schifosa e assoluta pochezza, è la rivoluzionaria rivelazione che Caligola fa ai suoi sudditi, colpevoli di vigliacca compromissione e umiliante connivenza. Quello che Camus riesce a comunicare con assoluta naturalità è che il vero problema non sta nella presenza di personalità fondamentalmente maligne, ma risiede nell’organizzazione nichilista di un mondo malato che ha creato una società involucrata intorno a un vuoto da riempire con un Capo qualsiasi.

L’imperatore gioca allora a carte scoperte. Chiama «bella mia» i suoi senatori, palpeggiandoli e degradandoli sia verbalmente che fisicamente, e si lascia andare a orge di sangue e di piacere. Il potere fine a se stesso; una macchina, appunto, che abbandona chi ne è succube «alla completa mercé del caso e dell’assurdo, cioè della poesia», e sprofonda chi ne è al comando nell’apatia burocratica e meccanica della politica scinta da qualsivoglia sentimento umano.

Tutto questo, e molto di più, nel Caligola di Camus. Poco o niente, invece, nella rappresentazione della compagnia Salvatore Della Villa. L’oscenità del potere si traduce in volgare mostra di carne, urla e crapula debosciate. La follia è ridicolizzata e sminuita e i personaggi non riescono a raggiungere il loro pieno potenziale espressivo. Un lavoro solipsistico e fine a se stesso, che non rende giustizia né al testo né al “buon vecchio” imperatore, qui relegato al semplice ruolo di matto burlone e sanguinario.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Belli

Piazza di Sant’Apollonia 11 – Roma
dal 4 al 7 febbraio 2016
da giovedì a sabato ore 21.00, domenica ore 17.30

Caligola
di Albert Camus
adattamento e regia Salvatore Della Villa
con Salvatore Della Villa, Carla De Girolamo, Alfredo Traversa, Maria Margherita Manco, Lele D. Stifler, Giuseppe Calamunci, Piergiorgio Martena, Angelo Longo, Domenico Carusi, Dante Lombardo, Debora Celentano, Emanuela Orru e Laura Joana Mihai
musiche originali e sonorizzazione Gianluigi Antonaci
movimenti coreografici Enza Curto
visual designer Hermes Mangialardo
video di scena David Melani, Giuseppe Pezzulla
scenografo costruttore Piero Cafiero
costumi Elena Cretì, Claudia Cenere
realizzazione costumi Staff Degas
tecnica Delta Service
graphic designer Linda Rizzo
addetta stampa Leda Cesari
consulenza artistica Gianfranco Protopapa
organizzazione Sara Perrone

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