Perfetta letizia

Al Teatro Morlacchi va in scena una favola che nasce ad Assisi nel Medioevo dove tutto era contrasto, diceria, magia: Cantico, nella visione di Giulia Zeetti.

Che si tratti di racconto, novella o canto, ciò che caratterizza lo spettacolo Cantico rispetto ad altre rappresentazioni che hanno per tema la vita del poverello d’Assisi è la rielaborazione in chiave moderna di componimenti tratti dalla tradizione gregoriana e dai Laudari. Se a questo si aggiunge che la pièce ha un doppio punto di vista, quello del Santo e quello del giovane nipote realmente esistito, allora è facile intuire come la recita si presenti decisamente sui generis.

La scelta della narrazione musicata, a cura de La Compagnia dei Giovani accanto ai musicisti Francesca Breschi e Peppe Frana, richiama l’idea del racconto in prima persona perché, come afferma la Zeetti nelle note di regia, il fine a cui tende la rappresentazione è quello di scuotere «il bambino dentro ognuno di noi che ascolta ancora le fiabe intorno al fuoco e crede ai miracoli».

Cantico. Narrazione in musica prende forma fra il brusio di una piazza brulicante. Lo spettatore osserva passare, da un capo all’altro di un telo, una candela che è portata dalla mano della Zeetti, fino a che, una volta di fronte al pubblico, viene spenta e il racconto ha inizio. Un gesto che psicologicamente ha l’effetto di far intendere la narrazione in prima persona, come il racconto di sé.

All’interno della rappresentazione, la figura del bambino che osserva gli eventi è quella di Piccardo. Tutta la luce del mondo il romanzo di Aldo Nove su San Francesco di Assisi, da cui la pièce è ispirata, componendosi anche della vita del nipote Piccardo alla ricerca dello zio, di Santa Chiara, di frate Leone, della famiglia del Santo e della civiltà dell’epoca con l’immaginazione e la suggestione a giocare un ruolo fondamentale e la musica, in questo, ad aiutare efficacemente lo spettatore a calarsi nella vicenda.

Cantico è uno spettacolo audace, che certa di scuotere con la dolcezza e la musica. La bontà d’animo è così manifesta, anche per merito della scenografia creata dall’artista giapponese Ayumi Makita che ha vestito gli interpreti con i colori della natura e della vita, da rendere i primi applausi quasi invadenti, prima che il pubblico si lasci andare. La storia, idealmente raccontata attorno a un fuoco, ha il pregio/difetto di mantenere le atmosfere su una stessa linea narrativa per permettere alle due figure dei protagonisti (Francesco e Piccardo) di trovare naturale unione nell’incontro che andrà a realizzarsi. Fanno eccezione alcuni momenti in cui le luci diventano intermittenti, quasi accecanti, e i suoni distorti e cupi.

Questa prodotta dal Teatro Stabile dell’Umbria è una storia che meriterebbe di essere ulteriormente sviluppata per essere rappresentata anche al di fuori dei confini regionali, come, infatti, suggerisce il termine della vicenda che si conclude nel momento in cui la candela torna ad accendersi, forse proprio per essere narrata altrove.

Lo spettacolo continua
Teatro Morlacchi

Piazza Morlacchi, 13, Perugia
da martedì 19 a giovedì 28 aprile,
tutti i giorni ore 21, eccetto sabato ore 18 e domenica ore 17, lunedì riposo.
Durata spettacolo 1 ora atto unico.

Cantico. Narrazione in musica
tratta dal romanzo Piccardo. Tutta la luce del mondo di Aldo Nove e dalle Fonti Francescane
con Francesca Breschi, Peppe Frana, Giulia Zeetti
regia ed elaborazione drammaturgica Giulia Zeetti
musiche composte ed eseguite dal vivo da Francesca Breschi e Peppe Frana
scene e costumi Ayumi Makita
luci Simone De Angelis
produzione Teatro Stabile dell’Umbria
in collaborazione con Piccolo Teatro degli Instabili di Assisi
con il patrocinio della Basilica Papale e Sacro Convento di S. Francesco in Assisi
si ringraziano gli studenti della Scuola di Scenografia dell’Accademia di Belle Arti P.Vannucci di Perugia

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