A un anno dalla scomparsa, il Teatro della Cooperativa dedica una serata ad Alda Merini – poeta del dolore.

Il periodo dei ponti, come questo di Ognissanti, per i teatri non è ottimale.

Il Teatro della Cooperativa, da sempre originale nelle sue scelte, sfida le esondazioni del Seveso e del Lambro e le ovvie defezioni da weekend lungo, e propone una serata in ricordo di Alda Merini, personaggio controverso e poeta di grande umanità.

Renato Sarti, Marta Marangoni e Rossana Mola salgono sul palcoscenico per raccontare, attraverso una breve biografia e stralci di alcune interviste rilasciate da Merini, il volto autentico della donna che si specchia sempre nella sua poesia – fatta di sofferenza, frammenti di passato, giornate in manicomio, volti e corpi di donne, amori sbagliati e tradimenti, botte e sporcizia. Un universo tragico come era tragica non solo la follia ma anche la semplice appartenenza al sesso femminile per coloro che hanno vissuto sulla propria pelle matrimoni sbagliati, in un sistema – quello patriarcale – che imponeva loro di ricoprire un ruolo determinato senza tenere conto del desiderio, prima ancora del progetto di un’esistenza altra.

Merini cerca – dall’inizio alla fine – di trovare una propria voce, un proprio timbro, un modo per esprimere se stessa e il proprio universo di donna e di malata e lo fa sottraendo termini, contraendo spazio, prosciugandosi fino a diventare l’epigrafe di se stessa. La poesia di Merini in alcuni momenti raggiunge i livelli di Urlo di Allen Ginsberg, in altri tocca le comuni corde di Sylvia Plath (morta suicida a soli trentun anni).

Ancora una volta Renato Sarti, sensibile al tema di quella che fu un’autentica carcerazione dei malati mentali, affronta questo argomento – usando però parole non sue ma di una donna che quell’esperienza non solo l’ha vissuta ma ha saputo trascenderla grazie alla poesia. Alda Merini.


Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro della Cooperativa

Via Hermada 8 – Milano
Lunedì 1° novembre ore 20.45

Serata omaggio ad Alda Merini
con Renato Sarti, Marta Marangoni e Rossa Mola
in collaborazione con Giuseppe Landonio

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