Il Teatro Carcano di Milano, diretto da Giulio Bosetti, presenta la stagione teatrale 2009 – 2010.

Il centro di Milano, nella zona di Porta Romana, una platea affollata di aficionados e di giornalisti, riuniti in una brumoso giornata di giugno. Anche il tempo sembra rinviare al prossimo autunno, l’epoca in cui teatri, cinema e mostre tornano a riempire il vuoto metropolitano. In questa cornice, costellata di signore attempate vispe nel loro interesse culturale, il teatro Carcano ha presentato il cartellone 2009-2010, un mix di classici e qualche novità, con alcune piacevoli sorprese.

La stagione si inaugurerà il 7 ottobre con uno spettacolo che è l’esito di un laboratorio teatrale diretto da Gabriele Lavia. Un’occasione per vedere sul palcoscenico una ventina di giovani attori impegnati in Molto rumore per nulla, commedia molto godibile sia perché frizzante caleidoscopio di invenzioni e personaggi, sia perché Shakespeare la scrisse in gran parte in prosa – una prosa ricca di colori e immagini – invece di utilizzare il consueto blank verse.

A seguire, il 28 ottobre andrà in scena la più sgradevole tra le “Commedie Sgradevoli” di George Bernard Shaw, La professione della signora Warren. Per comprendere quanto potesse essere caustico il suo teatro di idee, basterà ricordare l’aneddoto che si racconta – e che potrebbe non essere vero ma calza a pennello il personaggio. La storia narra che la splendida Isadora Duncan suggerì a Shaw di avere un figlio insieme: «Pensi! Un bambino con il suo cervello e il mio corpo sarebbe meraviglioso», al che Shaw avrebbe risposto: «Sì… ma se avesse il mio corpo e il suo cervello?».

Dopo due compagnie ospiti, mercoledì 11 novembre sarà la volta di una produzione del Carcano, L’attore, di Mario Soldati, libero adattamento firmato a quattro mani da Tullio Kezich e Alessandra Levantesi. Kezich, tra l’altro, è l’autore di La coscienza di Zeno, l’adattamento del libro di Svevo con il quale esordì nel 1964 e che Massimo Dapporto ha riproposto sul palcoscenico nel 2003 in una versione davvero riuscita.

Il 9 dicembre, nuova messinscena per Platonov, un testo incompiuto, eccessivo, prolisso e pubblicato postumo – forse contro la volontà dello stesso Čechov. A tentarne la regia, Nanni Garella, avvezzo alle sfide impossibile che, against all odds, riesce spesso a vincere. Non ultima quella di realizzare con la compagnia Arte e Salute, in coproduzione con il Teatro Arena del Sole, un nutrito numero di spettacoli di ottima fattura. Nulla di strano? No, se non fosse che il progetto Arte e Salute mira a produrre spettacoli teatrali professionali avendo per protagonisti i pazienti del dipartimento di salute mentale di Bologna – che hanno frequentato corsi di formazione per attori e per arti burattinaie. Anche questo è Nanni Garella.

Terminate le feste natalizie, il viaggio teatrale del Carcano continua. Il 13 gennaio 2010 sarà di scena Il giuoco delle parti, prodotto dallo Stabile di Calabria per la regia di Egisto Marcucci ed Elisabetta Courir. Marcucci è recentemente tornato a lavorare dopo un forzato allontanamento dalla scena. Ne siamo contenti perché ci è mancato e ci è mancata soprattutto la sua sagace rielaborazione del linguaggio comico, che sapeva sfiorare con abilità grottesco, surreale e ironia, attraverso i lavori teatrali della sua Compagnia, I Fratellini, fondata insieme agli attori Marcello Bartoli e Dario Cantarelli.

A seguire, da mercoledì 27 gennaio, un one woman show per una tra le mattatrici del teatro comico italiano, Lella Costa, che torna sulle scene con Ragazze. Nelle lande scoperchiate del fuori. Su una pedana inclinata, metafora dei tempi e dell’instabile condizione della donna, la Costa racconta l’incerta ma testarda volontà di Euridice e di tutte le ragazze di farcela da sole – insieme protagoniste e vittime di oltre duemila anni di storia.

Con l’arrivo della primavera, due appuntamenti teatrali che si giocano tra passato e presente. Il 23 febbraio, La locandiera, testo sacro di Goldoni ma rilettura contemporanea firmata da Elena Bucci e Marco Sgrosso; e il 10 marzo, La Commedia di Candido. Ovvero avventura teatrale di una gran donna, tre grandi e un grande libro (con tutto lo scompiglio che seguì), testo originale di Stefano Massini, che nel 2005 ha vinto il Premio Pier Vittorio Tondelli per la scrittura teatrale. Un tourbillon di battute taglienti e scene frenetiche, un’ambientazione settecentesca, tre grandi personaggi: Denis Diderot, Jean-Jacques Rousseau e François-Marie Arouet, più noto come Voltaire, per affrontare “en travesti” grandi temi che ci riguardano ancora da vicino, dalla libertà di pensiero all’integralismo religioso. E per fare tutto questo, due soli interpreti: Ottavia Piccolo e Vittorio Viviani. Sfida impossibile? Vedremo. Infine, il peregrinare di questa specie di carrozzone che, in fondo, era e rimane il simbolo del mestiere dell’attore, ci porta a Napoli, con la commedia partenopea di Armando Curcio, I casi sono due, per la regia di Carlo Giuffrè.

Da segnalare anche alcune chicche, come Mistero Buffo, uno tra i capolavori di Dario Fo, che sarà proposto in occasione della Festa del Teatro – che si svolgerà a Milano e provincia l’ultimo week-end di ottobre, mentre lo spettacolo andrà in scena da giovedì 22 a domenica 25.

Per i più piccoli, Pippi Calzelunghe – adattamento teatrale del libro di Astrid Lindgren da un’idea di Gigi Proietti; per festeggiare l’ultimo giorno dell’anno un “classico” del balletto classico, Il lago dei cigni, interpretato dal Balletto di Mosca-La Classique; e per chi fosse interessato alla danza contemporanea, da giovedì 25 a domenica 28 marzo, il Balletto di Milano e Luciana Savignano presentano Red Passion – che nulla ha a che vedere con la pubblicità di un noto aperitivo.

In un contesto a-narrativo dove è sovrana la rappresentazione dei corpi, i danzatori si trasformano in simboli e archetipi, su coreografie di Cristiano Fagioli e Cristina Ledri e musiche ipnotiche dei Massive Attack e Loreena Mckennitt. Infine, martedì 13 aprile, la Compagnia del Teatro Carcano presenta Sei personaggi in cerca d’autore. Torna il classico di Pirandello per la regia di Giulio Bosetti, direttore artistico del Carcano, ma anche attore cinematografico e teatrale, che esordì sulle scene nella Moscheta del Ruzante, nel 1950, con la mitica Compagnia dell’Università di Padova diretta da Gianfranco De Bosio. Il suo ruolo allora era quello di Tonin, il soldato bergamasco.

Un elogio infine va a due iniziative che riteniamo particolarmente interessanti perché teatro non significa solamente spettacolo, ma anche cultura, scambio, un luogo dove la comunità si riunisce per discutere e confrontarsi. Il teatro, del resto, nasce nell’antica Grecia come momento in cui un’intera cittadinanza si confrontava con i propri miti e la propria storia per riconoscersi parte della polis. Da lunedì 2 novembre, quindi, prenderanno il via gli incontri di Teatro in Matematica, un’iniziativa drammaturgica che unisce cultura scientifica e umanistica, arte e teatralità. Un modo originale per scoprire i misteri della matematica e non solo.

Gli appuntamenti di quest’anno saranno I numeri primi e la crittografia (il 2 e il 3 novembre), L’irrazionale leggerezza dei numeri (il 16 e il 17 novembre), Parallelismi: geometrie euclidee e non (il 30 novembre e il 1° dicembre) e Il caso, probabilmente: la partita a dadi (il 18 e il 19 gennaio). Mentre, proprio al teatro classico, va l’ultima nota, con i due incontri del Progetto Miti. Il 19 e il 26 aprile, si terranno le iniziative dedicate a Euripide, il più moderno e “femminista” fra i tragediografi dell’antica Grecia, del quale saranno analizzati alcuni brani tratti soprattutto da opere che hanno al centro le grandi figure femminili, da Medea a Fedra.

Queste le premesse sulla carta. Per tutti i nostri lettori un’assicurazione: seguiremo la stagione e vi terremo aggiornati.

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