Ritratti d’autore

Con Fedra di Seneca cala l’ultimo tramonto della stagione INDA, Istituto Nazionale del Dramma Antico. Si affievoliscono le luci sugli spettacoli che a Siracusa vivono, si nutrono e si circondano di patrimoni mondiali dell’umanità riconosciuti dall’Unesco: dal Teatro Greco del V secolo a.C. in cui si svolge la tragedia, all’orecchio di Dionisio (a pochi passi da lì), alla grotta dei Cordari, alle latomie del Paradiso immerse nella vegetazione di limoni in fiore, aranci, palme, magnolie e papiri spontanei.

Tutto inizia nella scenografia di un bosco ora dorato come il trono di Fedra, ora verde e rigoglioso come la natura in cui vive Ippolito, il bello e ribelle arriva al centro del teatro con i suoi seguaci bucolici tra danze tribali, con lance in mano e foglie per capelli.
Ippolito è il figlio illegittimo di Teseo nato da Antiope, somiglia molto al padre, l’attore Fausto Russo Alesi non a caso li interpreta entrambi. Il giovane rifiuta il lusso della polis, ne detesta la cupidigia, vive di natura benigna, ha perso la madre, da allora si consola odiando tutte le donne, ne ripudia ogni contatto. Di Ippolito si innamora la matrigna Fedra, moglie di Teseo; Imma Villa porta in scena una donna effettivamente e affettivamente vedova, una moglie perennemente abbandonata, tradita e umiliata dai piaceri del marito verso altre donne, il suo sposo infedele è stato ormai inghiottito dal regno dei morti.
Lei, empia per amore, è vittima e carnefice di ciò che accade in scena.
Lo scenario di Roberto Crea, i costumi di Alessandro Ciammarughi, le coreografie di Dario La Ferla hanno rapito lo sguardo del pubblico sin dai primi istanti. Straordinaria la loro cura dei dettagli, la varietà dei colori e la ricerca dei suoni di Paolo Coletta. Il coro è dominante, è un protagonista tra i protagonisti. Ai giovani professionisti del terzo anno dell’Accademia d’Arte del Dramma Antico è stata assegnata la menzione speciale dell’Assostampa di Siracusa: lodati da Lavia per Elettra e da Lievi per Alcesti, Cerciello con Fedra li ha particolarmente valorizzati.

Emerge un coro protagonista nella sua regia, oltre alle doti teatrali sembra che lei abbia voluto moltiplicare i linguaggi artistici di questi giovani attori sulla scena, è così?
Carlo Cerciello: «Si, questo coro è una forza della natura, gli attori della scuola del Dramma Antico sono molto bravi, con Fedra ho voluto che il coro diventasse polifunzionale; Seneca gli affida la filosofia, io con la mia regia l’ho veramente utilizzato in tutte le sue possibilità: il coro è diventato personaggio, danza, recita, canta, è lirico e poetico, è diventato l’aspetto più spettacolare della tragedia».

Imma Villa interpreta Fedra, chi è questa donna?
CC: «Fedra è una donna di oggi che ha la capacità e la forza di alimentare i propri sentimenti fino all’ultimo istante, combatte tra desiderio e rifiuto del desiderio, tra pudore e furore, il senso di colpa la divora. Quella di Fedra è la tragedia delle contraddizioni umane, assistiamo tutti i giorni a simili tormenti psicologici, nessuno è condannabile, non si possono dominare le passioni in maniera razionale».

Eppure prima per Ippolito e poi per Teseo, Fedra è empia, lei ha amato entrambi, ma loro l’hanno maltrattata, rifiutata e infine uccisa. Per i suoi uomini è la peggiore delle donne, l’affogano nella vergogna, la giudicano come una donna contronatura, ma anche loro sono contronatura, Fedra cosa ama di loro?
CC: «Teseo e Ippolito sono i due emisferi di Fedra, nella sua follia si sovrappongono e si confondono. Sono gli opposti, l’uno dell’altro. Fedra rivede suo marito nelle espressioni di Ippolito e se ne innamora, è attratta dal suo essere contronatura, Ippolito difende la povertà contro i ricchi, è ribelle, combatte la corruzione di palazzo, è traumatizzato dalla morte della madre, l’unica consolazione è di fronte alla perdita della madre, è odiare le donne e amare tutto il resto della natura. Fedra è rapita dal suo senso di libertà e dalla passione che lui emana. Il crudele Teseo è il marito infedele cui lei aveva dedicato la vita, è l’uomo che ha seminato dolore e che non contento torna anche dal regno dei morti, e proprio per questo suo tornare contronatura dovrà vedere ciò che contronatura accade nel regno dei vivi».

I numeri dell’INDA nel 2016 segnano un successo da record: 42 spettacoli, dal 13 maggio scorso al 26 giugno; 115.498 presenze, di cui circa 1000 disabili accolti grazie al progetto dell’associazione Sicilia turismo per tutti; gli spazi del sito archeologico sono stati resi più accessibili e gli spettacoli sono stati anche tradotti in LIS, la lingua dei segni. Cos’altro di più può fare l’INDA a Siracusa per valorizzare le tragedie classiche?
CC: «La grande sfida del Teatro Greco è l’uomo, che al centro non è niente. È talmente devastante la bellezza naturale del teatro greco, rispetto agli altri teatri che siamo abituati a vedere, che la grande sfida è quella dell’ascolto dell’uomo che vi sta al centro. In questa stagione c’è stato un importante successo per l’uomo, c’è stato un grande ascolto. Si può e si deve fare di più. In Sicilia ci sono molti talenti, Siracusa è un territorio formativo molto forte, qui ci sono risorse che non andrebbero sprecate. L’INDA vive nel Teatro Greco, gli attori siciliani crescono e respirano in questo luogo di ritorno dei fantasmi del passato. Queste pietre dovrebbero essere l’impulso per la creazione di un teatro che a Siracusa non può più esser limitato ad andare in scena solo d’estate, si dovrebbe continuare al chiuso anche in inverno. Questo arrestarsi è uno spreco. Bisognerebbe valorizzare ancora di più le preziose tragedie classiche e renderle fruibili tutto l’anno».

Nell’isola siciliana la tournée di Fedra con la regia di Carlo Cerciello andrà in scena in altri due teatri di pietra, il 31 luglio a Segesta, il 3 e 4 settembre a Taormina.

Lo spettacolo è stato in scena al
Teatro Greco di Siracusa

Viale Paradiso, 96100 Siracusa SR
dal 23 maggio al 26 giugno 2016

Lo spettacolo andrà in scena al
Teatro Greco di Segesta

il 31 luglio 2016
Area Archeologica di Segesta, Acropoli Nord, 91013 Calatafimi TP

Teatro antico di Taormina
Via del Teatro Greco, 1, 98039 Taormina ME
il 3 e il 4 settembre 2016

Fedra
di Seneca
regia di Carlo Cerciello
con Imma Villa (Fedra), Fausto Russo Alesi (Ippolito e Teseo), Bruna Rossi (Nutrice) e
Sergio Mancinelli (Messaggero)
con le corifee Elena Polic Greco, Simonetta Cartia, Federica Cavallaro, Maddalena Serratore, Nadia Spicuglia, Claudia Zappia
al coro gli attori dell’ Accademia d’Arte del Dramma Antico, sezione Scuola di Teatro Giusto Monaco: Valerio Aulicino, Dario Battaglia, Alessandro Burzotta, Andrea Cannata, Aurora Cimino, Carla Cintolo, Cinzia Coniglione, Corrado Drago, Alice Fusaro, Desiree Giarratana, Marcello Gravina, Ivan Graziano, Virginia La Tella, Anita Martorana, Riccardo Masi, Vladimir Randazzo, Sabrina Sproviero, Francesco Torre, Giulia Valentini, Arianna Vinci
traduzione di Maurizio Bettini
scena di Roberto Crea
costumi di Alessandro Ciammarughi
musiche di Paolo Coletta
coreografia di Dario La Ferla
direttore di scena Mattia Fontana
regista collaboratore Raffaele Di Florio
assistente alla regia Walter Cerrotta
scenografie del Laboratorio di scenografia Fondazione Inda Onlus
assistente scenografo Michele Gigi
costumi del Laboratorio di sartoria Fondazione Inda Onlus
costumista assistente e responsabile sartoria Marcella Salvo
progetto audio di Vincenzo Quadarella
progetto luci di Elvio Amaniera
responsabile trucco e parrucco Aldo Caldarella
fotografi di scena Maria Pia Ballarino, Franca Centaro, Gianni Luigi Carnera, Maurizio Zivillica

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