Cauto sperimentare

tolentinoIl Castello della Rancia di Tolentino torna a ospitare il bel canto italiano con il debutto di Carmen. Confessioni di un brigadiere per la regia di Paolo Baiocco. Un’opera intramontabile, un mito eterno raccontato attraverso gli occhi del protagonista maschile.

L’adattamento teatrale dell’opera di Bizet proposto da Paolo Baiocco è incastonato in un progetto di più ampio respiro che prende il nome di TeatrOpera. Il progetto, voluto dallo stesso Baiocco – intervistato per noi da Alessandro Alfieri – nasce lo scorso anno con l’adattamento de La Gitana tratta dal Trovatore di Verdi e prosegue in questa stagione col debutto di Carmen. Confessioni di un brigadiere. L’intento è quello di «portare Tolentino ad essere negli anni propositore e protagonista di un grande progetto […] che vuole raccontare in modo nuovo i grandi capolavori del Teatro Musicale, con cantanti, musicisti, attori e danzatori che danno vita ad una forma di teatro nuova e antica allo stesso tempo. Una forma di teatro che ha come modello supremo la Tragedia Greca».
A integrazione della valorizzazione dell’opera lirica e, volendo citare intenti wagneriani, dell’opera totale, sono state coinvolte nel progetto anche diverse realtà artistiche e aziende locali, «sia coinvolgendole nella realizzazione dell’evento, sia sensibilizzandole a partecipare con un contributo economico, proprio per risvegliare quel mecenatismo che storicamente ha sempre sostenuto la cultura e lo spettacolo».
La storia della zingara più affascinante del mondo della lirica si apre a una sperimentazione, che vede convivere sul palcoscenico del Castello della Rancia lirica, appunto, prosa e danza. La vicenda viene traslata in un’epoca a noi più vicina, l’Italia del dopoguerra, e a raccontarla è proprio Don Josè, dopo vent’anni di carcere. Nonostante queste caute modifiche la storia non viene tradita e, anzi, la scelta di mostrare il punto di vista del personaggio maschile risulta decisamente interessante, soprattutto perché la regia di Paolo Baiocco è riuscita a salvaguardare comunque la centralità di Carmen. Con la compresenza in scena di José giovane brigadiere e dell’uomo Don José, a distanza di vent’anni dall’uccisione della sua amata, si mette in luce il suo percorso di crescita ma anche le ragioni profonde che lo hanno portato a un gesto così atroce ed estremo: Josè diventa un uomo che ha perso tutto per Carmen, una donna che alla fine gli ha voltato le spalle.
Il vero errore di Josè è stato quello di credere di poter far per sempre sua Carmen uccidendola ed eliminando, così, qualsiasi possibilità di poterla vedere tra le braccia di altri uomini. Carmen è, però, simbolo della donna libera per eccellenza, che segue il suo cuore, i suoi sentimenti che, proprio come dice Don José in questo spettacolo, segue la regola del «vivere senza leggi, se non quelle della propria volontà».
Un altro elemento interessante è sicuramente l’aver introdotto una danza viva, passionale e dal forte potere drammaturgico come il flamenco per sottolineare momenti particolarmente intensi e pieni di significato, come il monologo sull’amore di Escamillo dove, quello che ricorda un paso doble, diventa appunto metafora dell’amore vissuto come una corrida.
I momenti più intensi sono indubbiamente i duetti lirici fra il giovane José e la bella Carmen. I due interpreti, Paolo Lardizzone e Serena Pasqualini, si distinguono per aver restituito fedelmente i caratteri complessi dei due personaggi disegnati da Mérimeé e Bizet. Un plauso particolare va a Paolo Lardizzone che, dopo un primo tempo non del tutto convincente, sfodera una potenza e un uso magistrale delle capacità vocali ma anche di interprete, donando al suo José tutte le più diverse sfumature emotive da cui è animato.
A non convincere del tutto sono alcune scelte registiche, come l’eliminazione di Micaela, personaggio secondario ma funzionale a mostrare la diversità di Carmen e alcuni sviluppi emotivi di José; si crea inoltre un piccolo vuoto nel momento in cui José, dopo aver deciso di seguire Carmen e quindi di tradire la sua divisa, torna indietro per le cattive condizioni di salute della madre. Nell’opera originale il messaggio viene dato proprio da Micaela, innamorata del nostro brigadiere. Il vuoto è dunque di piccola portata, ma potrebbe creare qualche momento di confusione nello spettatore che non conosce esattamente l’opera. In questo adattamento sono poi molti i personaggi in scena: a far da cornice alla vicenda amorosa dei nostri protagonisti il coro maschile e quello femminile, con i ballerini lasciati, purtroppo, un po’ in disparte proprio per il troppo affollamento su un palco di modeste dimensioni. Forse proprio lo spazio, offerto da una cornice suggestiva come quella del Castello della Rancia, poteva essere sfruttato in maniera differente, posizionando il coro, in alcune scene, nella parte superiore anche per creare una certa dinamicità nell’azione che, troppo spesso, è risultata assente.
Il progetto risulta comunque interessante e l’intento di unire tutte le arti in un solo spettacolo per poter rendere l’opera lirica fruibile anche dai meno esperti, ha sicuramente raggiunto l’obiettivo prefissato, come ha dimostrato la forte e calorosa risposta del pubblico.

Lo spettacolo è andato in scena
Castello della Rancia – Tolentino (Macerata)
Domenica 24 agosto, ore 21.15

Associazione Pro Schola Cantorum “Giuseppe Bezzi”, Città di Tolentino per Progetto TeatrOpera presentano
Carmen. Confessioni di un brigadiere
di Georges Bizet
testo, drammaturgia e regia Paolo Baiocco
personaggi e interpreti:
Brigadiere: Fabrizio Romagnoli, attore
Carmen: Serena Pasqualini, mezzosoprano
José: Paolo Lardizzone, tenore
Escamillo: Fabio Bacaloni, attore
Frasquita: Anna Maria Mazza, soprano
Mercedes: Mariangela Marini, mezzosoprano
Carabinieri gitani : Fabio Caporaletti, Jacopo Nestori, attori
Coro: Schola Cantorum “G. Bezzi” di Tolentino, Schola Cantorum “S. Cæcilia” di Corridonia
Maestro del coro: Alessandro Pucci
Coro: Sperimentale Voci Bianche
Maestro del coro: Tiziana Muzi
Corpo di ballo: allievi di Michele Fossà con la partecipazione straordinaria di Antonio D’Addezio
Chitarrista: Giovanni Brecciaroli
Pianisti accompagnatori: Simone Cartuccia, Cesarina Compagnoni
Aiutoregista: Genny Ceresani, Elena Fioretti
Make-up artist: Giuseppe Leanza per Maxxelle
Costumi: Lombardelli confezioni, Delsa Atelier
Acconciature: Maxxelle
Luci: Tonico Service
Progetto TeatrOpera – promossa e organizzata dalla Schola Cantorum “G. Bezzi” e dalla Pro Loco TCT in collaborazione e con il patrocinio del Comune di Tolentino e della Regione Marche, Provincia di Macerata, Comunità Montana dei Monti Azzurri, STL Monti Sibillini

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