Il Teatro all’antica italiana

Al Teatro della Cometa, fino al 3 marzo è in scena Cavoli a merenda – Pino Strabioli racconta Sergio Tofano. Una narrazione ironica e scanzonata, grottesca e divertita, tratta dalle opere di Sto, con la collaborazione di Andrea Calabretta (burattini, oggetti, ombre) e Dario Benedetti alla chitarra.

Pino Strabioli racconta il poliedrico “Sto”, lo pseudonimo, l’acronimo di Sergio Tofano, non solo un attore, capocomico, regista, scrittore, scenografo, e illustratore, ma soprattutto una figura centrale e culturale del Novecento e del nostro paese.
Tofano nasce a Roma 1886 e nel 1917 «mette al riparo i bambini dalla guerra inventando il Signor Bonaventura»: proprio nel 2017 sono stati celebrati i cento anni dalla nascita di questo personaggio rappresentato come un uomo alto, con giacca e cappello rossi, pantaloni bianchi larghi e l’inseparabile bassotto col muso giallo.

Le sue storie sono raccontate «con un italiano lontano, ma limpido, surreale», lo stesso con cui Strabioli le rimette in scena in questo delicato ed elegante omaggio, supportato dall’estro di Andrea Calabretta, che con i burattini e i vari giochi di ombre anima le storie narrate e dalla musica della chitarra di Dario Benedetti.
Uno spettacolo dunque fatto di parola, carta, fantasia e ombre, che ripercorre le vicende di alcuni buffi personaggi come “Checco povero Checco”, col merito di aver rallegrato la fanciullezza di diverse generazioni dell’epoca. È questa una novella che parla di musica e che giunge al cuore divertendo, attraverso incredibili situazioni tutte da ascoltare e vedere.
Successivamente è la traumatica infanzia del piccolo Aniceto a cui i familiari, fino all’età di quindici anni impongono sei istitutrici di diversa nazionalità, a essere rievocata dal bravissimo Strabioli; si tratta proprio di una delle novelle presenti nel libro I cavoli a merenda, uscito nel 1920 e per molti lettori “il più incantevole libro per bambini scritto in Italia nel nostro secolo”.
“Come furono inventati gli attaccapanni”, «questo oggetto della suppellettile casalinga inventato da un raperonzolese», è, invece, uno dei racconti che si trovano ne La Pricipessa dalle lenticchie e altri racconti (senza lenticchie), che sempre il talentuoso attore, con maestria, racconta con la sua arte a un pubblico divertito, prima dei saluti finali, in cui non dimentica di ringraziare Franca Valeri, la quale ha contribuito in qualche modo al ricordo dell’istrionico Tofano.

Un’ora in cui sembra di aver ripercorso veramente un secolo di storia, se pensiamo ad oggi e a come sia cambiato il modo di fruire un racconto, che avviene per lo più attraverso lo schermo di uno smartphone. La realtà virtuale ha infatti preso il sopravvento e ritrovare, se non addirittura scoprire, la magia che semplici figure cartonate, accompagnate da suoni e dalla bravura di un mimo, hanno di rendere speciale un racconto, porta i più sensibili a rimpiangere certa creatività.

Cavoli a merenda, “partitura per attore, burattini e musica” resta in scena al Teatro della Cometa fino a domenica 3 marzo, ed è un’occasione imperdibile per permettere a tutta la famiglia (considerando piccoli e nonni) di trascorrere una serata, o parte di un pomeriggio, in modo leggero e intelligente, per mettersi in ascolto e per capire quante cose al mondo d’oggi sono cambiate. Se prima infatti certe storie sembravano essere surreali, oggi è il vivere quotidiano a essere inaspettatamente più grottesco.

Lo spettacolo continua:
Teatro della Cometa
via del Teatro Marcello, 4 – Roma
fino a domenica 3 marzo
orari: da martedì a venerdì ore 21,00, sabato ore 17.00 e 21, domenica ore 17.00
(durata 60 minuti circa senza intervallo)

Produzione Teatro Verde Roma Veronica Olmi presenta
Cavoli a Merenda – Pino Strabioli racconta Sergio Tofano
di Pino Strabioli
con Pino Strabioli, Andrea Calabretta, Dario Benedetti
luci e audio Enrico Biciocchi

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