L’Italia si destasse!

Al teatro Stanze Segrete di Roma Ennio Coltorti dà vita a un Cavour carismatico e coinvolgente, che ipnotizza il pubblico e riaccende il sogno di un’Italia orgogliosa ed esemplare. Un’Italia unita veramente.

Per un’ora il tempo si ferma in questo scampolo di Capitale, e una porta immaginaria si spalanca sugli ultimi giorni di Camillo Cavour, l’uomo che ha fatto la storia del popolo italiano e che ha lottato per il suo Paese come un amante per la donna amata.
Gli spettatori ne seguono parole e gesti, spiano ogni prospettiva del suo corpo inquieto e malato attraverso i numerosi specchi affissi alle pareti della sala. Cavour è davanti a loro, e la verosimiglianza della splendida interpretazione che ne dà Ennio Coltorti è tale da parere verità assoluta.
Cavour – L’amore e l’opera incompiuta ricostruisce fedelmente l’identità e il pensiero del grande statista; ne ripercorre le scelte politiche – ponderate e agite con coerenza inossidabile – e le conseguenze che ne derivarono, il conflitto aperto con la Chiesa che gli valse la scomunica e i rapporti tesi con il re Vittorio Emanuele, che pure riponeva in lui totale fiducia. Leggi, riforme, sommosse, guerre: frammenti di storia d’Italia si ricompongono nei monologhi pronunciati dal protagonista con impeccabile naturalezza, e nei dialoghi con i personaggi, in primis Bianca Ronzani (la bravissima Daniela D’Angelo), compagna audace e devota che lo tenne per mano fino all’ultimo respiro. Ma il ritratto che ne emerge non è solo quello del Cavour politico, proiettato con fermezza all’unificazione del Paese e concentrato sulle disarmanti problematiche che il progetto comportava, ma anche e soprattutto dell’uomo, amante appassionato, irruento e romantico, che dedicò alle donne lo stesso impegno intransigente che investì nelle cose dello Stato. Attraverso i ricordi e i sogni prodotti nei deliri della febbre, il protagonista apre al pubblico il suo cuore, e sdipana il racconto della relazione tormentata con Nina Giustiniani (interpretata da Adriana Ortolani), donna amatissima che lo ricambiò con pari ardore, ma imprigionata nelle trame di un matrimonio di convenzioni e soprusi, che la rese infelice e schiava tanto da condurla al suicidio; ma il sentimento, pur così esclusivo e totalizzante, non impedì a Cavour di tradirla con Clementina Guasco, qui resa viva dalla voce fuori campo di Daniela Barra, che nel ricordo dialoga con il giovane amante (la voce è di Lorenzo Venturini). L’impavida donna tentò di arrivare dalle lenzuola del conte fino al suo cuore, invano. Infine la storia con la ballerina Bianca Ronzani, che divise con lui la vita da quel momento in poi in una convivenza irregolare e inaccettabile per i tempi, simile in tutto a quelle attuali.
Spicca – fra i numerosi pregi di questo Cavour – la solida modernità del testo – firmato da Maricla Boggio – che non perde mai ritmo e scansione anche nei passi più didascalici e storici, e scorre forte e sicuro senza mai annoiare. Incanta l’allestimento, creato ad hoc sulle caratteristiche strutturali di Stanze Segrete: sulla scena vera e propria agiscono il protagonista e i suoi interlocutori, mentre sul livello superiore – una sorta di primo piano ricavato da un soppalco – la regia visionaria di Coltorti colloca i “quadri” relativi al ricordo e al sogno, velati da teli bianchi che talvolta si aprono come esili sipari, talaltra restano chiusi a delineare il confine tra i diversi piani temporali. Determinante per la resa scenica il disegno luci, che scandisce il ritmo drammaturgico con straordinaria efficacia.
Una recitazione intensa supporta e conclude quest’opera: splendide le interpretazioni – finora non citate – di Eugenio Marinelli nei panni di Vittorio Emanuele e del marito di Nina, e di Massimo Roberto Beato che impersona Frate Giacomo; non convince invece Adriana Ortolani, che a tratti pare non sostenere il peso del suo personaggio – brani splendidi e strazianti scivolano via senza pathos – o forse il confronto con le presenze che la attorniano.
Uno spettacolo imperdibile per chi davvero sente sotto la pelle il desiderio ardente di un rinnovato spirito patriottico, e per chi voglia rinfrescare il ricordo di una politica coerente e franca, votata a ideali e principi incrollabili. Una politica che in questo Paese, da molte generazioni, si può solo – o forse neanche questo – lontanamente intuire.

Lo spettacolo continua:
Teatro Stanze Segrete
via della Penitenza, 3 – Roma (zona trastevere)
fino a domenica 4 dicembre
orari: dal martedì al sabato ore 21.00, domenica ore 19.00

LOGOS presenta:
Cavour, l’amore e l’opera incompiuta
di Maricla Boggio
regia Ennio Coltorti
con Ennio Coltorti, Adriana Ortolani, Eugenio Marinelli, Daniela D’Angelo, Massimo Roberto Beato, Lorenzo Venturini (voce), Daniela Barra (voce)
costumi Rita Forzano
allestimento scenico Ennio Coltorti, Jacopo Bezzi
assistenti alla regia Jacopo Bezzi, Massimo Roberto Beato
sartoria BiMi
materiale elettrico-fonico Feliciangeli

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