Quattro personaggi in cerca del testo

pim-off-teatro-milanoIl teatro della contemporaneità di Deflorian\Tagliarini in Ce ne andiamo per non darvi altre preoccupazioni riflette sulla crisi economica e mette in scena un percorso artistico. Senza un copione “forte”.

Il gioco è ambizioso: raccontare qualcosa senza ricorrere alla rappresentazione mimetica e, invece, costruire uno spettacolo usando il classico escamotage del teatro nel teatro. Percorso che in Ce ne andiamo per non darvi altre preoccupazioni si traduce in spettacolarizzazione del processo di analisi che porta alla messa in scena.
Il gioco è scoperto: «Non siamo pronti… Pensavamo di non farlo», dichiara immediatamente con voluto artificio retorico Daria Defloran. Il perché di questa incertezza è presto spiegato in scena (metateatro): gli attori hanno lavorato troppo al progetto. Sono partiti dalle pagine di L’esattore (2011) di Petros Markaris, giallo che si apre col suicidio collettivo di quattro pensionate della Grecia della crisi economica. «Ce ne andiamo per non darvi altre preoccupazioni. Risparmierete sulle nostre quattro pensioni e vivrete meglio» si legge nel biglietto d’addio delle donne.
Monologo dopo monologo i quattro attori raccontano l’impossibilità di impersonare le anziane suicide senza fare sentire «il fuori, il caos, il rumore delle saracinesce dei negozi che si abbassano».
Nel continuo oscillare dalla storia inventata alla vita vissuta, alla rappresentazione si sostituisce il flusso dei pensieri di vite precarie in tempi di crisi: «pensieri corti, pensieri da discount».
E’ un’attualità che parla di noi, dei nostri anni, dei giorni dell’incertezza, dei nostri cuori e cervelli attanagliati, paralizzati, rimpiccioliti dalla crisi. Parla del futuro che ci è stato rubato, scippato con violenza. Un flusso di coscienza che diventa rabbia, grido disperato, quando l’obiettivo passa dalla Grecia all’Italia, quando si rappresenta l’essere quarantenni senza certezze, senza lavoro e senza famiglia, in ritardo su tutto.
I quattro attori (Daria Deflorian, Antonio Tagliarini, Monica Piseddu e Valentino Villa) si muovono con bravura nella dimensione meta-teatrale ma, tolte le pagine di Petros Markaris, si sente la mancanza di un testo forte, testo sostituito in questo “spettacolo oratorio” da una lunga serie di pensieri quotidiani, pensieri già pensati, già sentiti, banali.

Il tema della crisi è usato per dare vita a uno spettacolo che della crisi non dice nulla di più di quello che già sappiamo, o che già viviamo. Paradossalmente Ce ne andiamo per non darvi altre preoccupazioni regala emozioni quando gli autori-attori concedono al loro spettacolo immagini teatrali che ci fanno sentire la crisi economica in tutta la sua drammaticità: un cellulare poggiato sul pavimento trasmette musica greca, Antonio Tagliarini, nero vestito, compreso volto e mani, tenta di scomparire, ton sur ton, sul fondale.
Teatralissimo e bello il finale, con la scena (sedie, tavolo, bicchieri e bottiglia) vestita a lutto dagli attori.

Lo spettacolo è andato in scena
Teatro PimOff
via Selvanesco, 75 – Milano

Deflorian/Tagliarini
Ce ne andiamo per non darvi altre preoccupazioni
Un progetto di Daria Deflorian e Antonio Tagliarini
con Daria Deflorian, Antonio Tagliarini, Monica Piseddu e Valentino Villa
collaborazione al progetto Monica Piseddu e Valentino Villa
luci di Gianni Staropoli
consulenza per le scene Marina Haas
una produzione Planet3 & dreamachine
coproduzione Teatro di Roma / Romaeuropa Festival 2013/ 369 gradi
in Collaborazione con Festival Castel dei Mondi

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