Chi ha visto Pablo?

Al Teatro Quirino di Roma un gigante del teatro contemporaneo e una straordinaria compagnia di danza garantiscono la buona riuscita di quello che, senza di loro, sarebbe stato un pasticcio mediocre.

Obiettivo: in un atto unico di un’ora e mezza attraversare le passioni e lo spirito di un genio del Novecento, Pablo Picasso, pittore dalla forza proverbiale, che cambiò per sempre la storia dell’arte inaugurando, con il cubismo, la stagione delle avanguardie.

Lo spettacolo – allestito dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia – è interpretato da un istrionico e sempre brillante Giorgio Albertazzi. L’attore, quasi novantenne, rende omaggio all’artista spagnolo recitando passi e aforismi scelti dai suoi testi, in particolare dal diario parigino Le désir attrapé par la queue (Il desiderio preso per la coda). Il carisma di Albertazzi non mette in ombra l’autentico pregio dello spettacolo, le danzatrici della Martha Graham Dance Company, che in un trionfo di coreografie sensuali e affascinanti – guidate dalla calibrata regia di Antonio Calenda – riescono a materializzare lo spirito e le dinamiche psichiche del genio spagnolo.

Il testo – purtroppo spesso retorico e ridondante, addirittura pretenzioso e prevedibile – è decisamente inferiore al livello degli interpreti: se la prima parte dello spettacolo convince, si fa poi evidente come l’immaginario di Picasso venga ridotto al suo celebre amore per le belle donne e alla sua irrefrenabile libido. In tono felliniano – senza però estro né vigore – il novantenne Albertazzi si trova circondato da belle ninfette e continua a rimembrare storie di sesso e di amore, fino a risultare stancante. Inevitabile, per lo spettatore italiano, l’associazione ad altri anziani signori – non spagnoli, stavolta – ossessionati da sconvenienti pulsioni carnali per donne giovanissime e avvenenti: forse per questo, a tratti, può risultare discutibile il tono romantico e vago con il quale simili atteggiamenti sono presentati in scena.

Il colpo di grazia giunge nell’ultima parte dello spettacolo, quando viene proposto l’allestimento di un testo teatrale di Picasso stesso, visionario e onirico, con falli, ragazze nude, cipolle. A quel punto trionfano la noia e la nostalgia inconsolabile del Pablo artista figurativo.

Tutto questo non penalizza, anzi amplifica per antitesi il valore di Giorgio Albertazzi e delle ballerine: un contributo, il loro, che si fa ricordare e riscatta parzialmente l’esito negativo dell’opera.

Lo spettacolo continua:
Teatro Quirino

via delle Vergini, 7 – Roma
fino a domenica 27 marzo
orari: dal martedì al sabato ore 20.45; giovedì 17 e mercoledì 23 marzo ore 16.45; domenica ore 16.45

Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia presenta:
Cercando Picasso
regia Antonio Calenda
con Martha Graham Dance Company e Giorgio Albertazzi

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