Una commedia che va a pezzi con successo

Divertente, ben costruita, con un gran ritmo, ma un po’ sopra le righe la pièce britannica scritta per il Mischief Theatre al Carcano di Milano.

Sta andando in giro per il mondo e fa ovunque il tutto esaurito. Il pubblico, compreso quello del Carcano di Milano, applaude e ride dall’inizio alla fine. E forse la cosa più sorprendente è proprio questa: la pluripremiata The Play that goes wrong, in italiano Che disastro di commedia, viene allestita in tutto il mondo nella stessa maniera. Testo, scene, costumi, gesti, in qualche modo anche la recitazione si equivalgono. E pubblici diversissimi la trovano irresistibile.

La trama è presto detta: una filodrammatica dal passato poco esaltante (in Inghilterra The Cornley Polytechnic Drama Society, in Italia una scalcagnata compagnia amatoriale piemontese) mette in scena un classico giallo britannico degli anni 20. E nulla va come dovrebbe in una progressione di guai che arrivano alla catastrofe finale. Senza che questo intacchi né lo svolgimento della storia né la tempra degli attori, che, per arrivare alla fine del racconto, sono costretti ad acrobazie e trovate sempre più audaci. La macchina, creata da Jonathan Sayer, Henry Shields e Henry Lewis, per la compagnia Mischief Theatre, è stata tradotta e messa in scena in oltre 20 Paesi, sempre diretta da Mark Bell: è sbarcata in Australia, Nuova Zelanda e negli Stati Uniti, a Broadway, dove l’ha prodotta Jeffrey Jacob Abrams che in genere si occupa di film tipo Guerre stellari e Star Trek e in questo caso era al suo debutto nel mondo del teatro. Gli attori si rivelano davvero acrobati e la perfezione della progressiva catastrofe non può che lasciare ammirati: viene da chiedere se durante le prove nessuno si sia mai fatto male. Fatto sta alla fine qualcosa, per il palato forse sempre troppo viziato del critico teatrale non va: è vero che si tratta di una compagnia amatoriale e quindi gli attori devono recitare male. Ma perché tanta enfasi da cinema muto all’inizio e perché tanti strilli? Forse, con meno toni acuti, l’effetto comico aumenterebbe. Di sicuro lo stile è poco britannico. Ma, appunto, il pubblico gradisce senza riserve. E va detto, a onore di testo e messa in scena, senza il sostegno di alcuna volgarità. Tutto esaurito. E vista la fatica di troupe e attori, è giusto così.

Lo spettacolo è stato in scena 
Teatro Carcano
Corso di Porta Romana, 63 – Milano
dal 3 al 13 maggio 2018

Che disastro di commedia
di Henry Lewis, Jonathan Sayer, Henry Shields
traduzione Enrico Luttman
regia Mark Bell
con Alessandro Marverti, Yaser Mohamed, Marco Zordan, Luca Basile, Viviana Colais, Stefania Autuori, Valerio Di Benedetto
e la partecipazione di Gabriele Pignotta
progetto artistico di Gianluca Ramazzotti
scene Nigel Hook, riprese da Giulia De Mari
costumi Roberto Surace, ripresi da Francesca Brunori
disegno luci Marco Palmieri
musiche Rob Falconer
produzione AB Management e Opera Prima

(durata: 2 ore più intervallo)

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