Da Soul kitchen a Fast Food Nation

Finale d’anno all’insegna della satira intelligente al Rifredi di Firenze con la Compagnia spagnola Yllana e il suo visual theatre

Gli ingredienti: il grammelot di Fo; una mimica facilmente interpretabile; semplici giochi di prestigio (in cui il trucco è spesso visibile o intuibile); un uso di luci, suoni e rumoristica espressivo; una scenografia basica ma funzionale; grande capacità di interagire anche con il pubblico e una squadra affiatata; molte idee e un po’ di satira dei costumi che condisce il tutto con la giusta dose di peperoncino. Questa la ricetta di Chefs, piatto che conquista i palati più diversi perché fruibile a più livelli.
Tema centrale della successione di quadri (legati dal tormentone delle stelle Michelin), i diversi modi di estremizzare la passione per la buona cucina. Dalla mania per i concorsi gastronomici televisivi (dove lo chef è il dittatore di una mediatica Repubblica delle Banane) alle porzioni da fame della nouvelle cuisine; dal terrore per il critico in stile Anton Ego (Ratatouille insegna) al linguaggio tra il pindarico e l’eufuistico al servizio degli enologi, invece che del Bardo; dalla Francia della nostra immaginazione, con tovagliette a quadri e tavolini all’aperto dove i commensali si innamorano al primo sguardo, alla cucina cino-giapponese (vista l’incapacità per gli occidentali di vedere il discrimine aldilà del proprio naso) fatta di camerieri vestiti come mandarini cinesi (e non ci riferiamo ai frutti) e dell’arte, tutta nipponica, di tagliare il pesce crudo.
Vizi più che virtù della nostra società dell’opulenza, votata al consumo spasmodico, anche di cibo, e alla sua sublimazione. Una società dove cibo-spazzatura e campagne contro l’ultimo demone gastro-mediatico (spesso incompreso ma non per questo meno paventato da una pubblica opinione sempre più manipolabile) convivono con luoghi comuni, vezzi stereotipati, e una quantità di cibo che sfamerebbe il mondo – se non fosse consumata voracemente solo da una parte di esso. Il tutto servito freddo: ossia con quell’ironia tagliente eppure all’apparenza leggera, che incide in profondità pur lasciando col sorriso sulle labbra.
Uno spettacolo per chiudere l’anno in allegria e, forse, per concedersi una dieta spasmodica – o una terza fetta di panettone – in meno.

Lo spettacolo continua:
Teatro di Rifredi
via Vittorio Emanuele II, 303 – Firenze
fino a lunedì 31 dicembre
orari: feriali ore 21.00, domenica ore 16.30, 31 dicembre ore 22.00 (spettacolo con brindisi)

Yllana presenta:
Chefs
con Susana Cortés, Antonio de la Fuente, César Maroto e Rubén Hernández
scenografia Anna Tusell
costumi Gabriela Salaverri
luci Diego Domínguez e Iván González
suono Iván González

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