Divertissement in noir

Alessandro Benvenuti torna a Pontedera con Chi è di scena, a pochi giorni dal debutto milanese.

In un appartamento con un arredamento da casetta della strega di Hänsel e Gretel o da Arsenico e vecchi merletti (poltrone a quadri e corpo disteso immobile su chaise longue) arriva un giovane giornalista, armato del fai-da-te che oggi è richiesto alla categoria multitask, per l’intervista della vita. Un’occasione ghiotta, in quanto l’intervistato è da tempo assente dalla scena senza che se ne conosca il motivo.
Fin dalle prime battute, l’ambiente risulta parecchio ostile all’intervistatore: le sagaci metafore e i giochi linguistici con i quali è accolto accrescono il suo disagio e il suo senso di inadeguatezza. Le risposte dell’intervistato vip rimangono sospese, i discorsi si fanno via via meno coerenti e più destabilizzanti, sottintendendo quasi sempre una domanda.
La disperata ricerca del giovane di attenersi alla scaletta è irrimediabilmente compromessa, così come il suo stato d’animo. Si fa strada una domanda sotterranea: chi è veramente l’intervistato? L’angoscia per una situazione sempre più al confine con il surreale si rispecchia in quella, del tutto realistica, che vive il giornalista di fronte a un intervistato ostile – con la voglia di andarsene e sbattere la porta e il bisogno di ottenere l’agognato materiale.

Il pubblico ride, ma comincia anche a porsi le stesse domande del giovane.
Racconti intimi della vita familiare anni 50 si alternano a momenti di puro imbarazzo con confessioni iperboliche. Anche sorseggiare una tisana alla malva può diventare destabilizzante, così come un improvviso black out.
I tempi in cui si faceva lezione di sesso dalla parrucchiera si confondono con squarci di cruda realtà quotidiana, quando il padre (qualsiasi padre) è descritto, vecchio e perso, nel suo abbandono da Alzheimer. Gli argomenti si affastellano: badanti e sindacati, malattia e senilità, con il sottobosco dell’immigrazione clandestina e dello stato di un Paese dove la vecchiaia è una malattia incurabile, che non giunge mai a una morte serena.
La presenza femminile immobile turba, per la sua fissità, l’animo del giornalista (emozione che l’intervistato non cerca minimamente di acquietare). Si accendono i toni, la situazione passa dal comico al tragico in un crescendo da The Rocky Horror Picture Show.
Purtroppo, i molteplici finali (in alcuni casi un po’ troppo dilatati) non rendono giustizia a uno spettacolo che ha nella battuta sagace, a volte irriverente e spesso provocatoria, la propria forza – oltre che nell’ottima prova attorale di Benvenuti, ben supportato dal cast.

Aggiungiamo due righe sulla situazione de La Città del Teatro. Fa specie che a uno spettacolo di Alessandro Benvenuti, che solitamente in Toscana registra il tutto esaurito, ci fossero pochi spettatori. In effetti, gli stessi si sono rivolti all’attore, al termine della performance, per avere delucidazione sul perché non si sia dato risalto alla serata. Anche noi – seppur giornalisti – non sappiamo quasi nulla su quanto stia avvenendo.
Ci sembra però strano che un teatro finanziato a livello regionale e statale (e, in questo caso, su base triennale) non paia avere una programmazione chiara (aldilà della Stagione ragazzi). Di certo, una struttura multifunzionale e con il numero di sale prove e spettacolo come quella de La Città del Teatro non può sopravvivere su eventi spot.
Auspichiamo che, dato anche il momento di grave crisi in cui versano molte realtà teatrali toscane, costrette alla chiusura, si faccia chiarezza su quanto accade in una struttura tuttora finanziata con fondi pubblici.

Lo spettacolo è andato in scena:
La Città del Teatro

via Tosco-Romagnola, 656 – Cascina (PI)
domenica 6 novembre, ore 21.00

Arca Azzurra Teatro presenta:
Chi è di scena
scritto e diretto da Alessandro Benvenuti
con Alessandro Benvenuti, Paolo Cioni e Maria Vittoria Argenti

Lo spettacolo continua in prima regionale:
Teatro San Babila
corso Venezia, 2/A – Milano
da martedì 8 a domenica 13 novembre

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