Amore e morte

Continua la Stagione del Francesco di Bartolo di Buti, con ChiCazzoHaIniziatoTuttoQuesto – un testo ibrido che frammenta e ricompone il tema della violenza.

Uno spettacolo, questo di Fattore K, composto da una serie di quadri che propongono le molteplici sfaccettature della dicotomia amore/morte, Eros/Thanatos, con un meccanismo episodico che rimanda agli affreschi altmaniani, e un taglio onirico-surreale con salti temporali che si specchiano nei lavori di altri autori balcanici (Dukovski è macedone), quali il Kusturica di Underground.
Ogni scena ripropone una dinamica violenta (femminicidio, stupro maschile e femminile, omicidio/suicidio) che termina con una perdita, spesso fisica ma a volte anche psicologica (la morte dell’amore tra due donne separate da eventi esterni e dall’incapacità di vivere una relazione omosessuale). Un susseguirsi di storie che, a volte, sembrano rimandare le une alle altre, intrecciando destini e personaggi (una delle donne/amanti, ad esempio, sembra raccontare la sua passione per un uomo violento, quasi fosse la ballerina uccisa dall’amante in una scena precedente).
Un saliscendi da montagne russe che crea un continuum di climax e anticlimax, che nel suo ripetersi ossessivo, svuota di drammaticità l’atto di violenza – quasi che la bulimia di atrocità, alla fine, ne infici la portata tragica. È questa, forse, la pecca più grave di uno spettacolo che, nell’apporto della giovane Agate Øksendal Kaupang, chiamata a rileggere il lavoro di Dejan Dukovski, trova, al contrario, una chiave metateatrale che distanzia lo spettatore da quest’orgia di drammi e gli permette di rileggere la storia europea e, quindi, anche la propria, attraverso i mezzi propri del teatro. Piccoli inserti, quelli di Agate, recitati da un’eccellente Caterina Gramaglia (perfetta in ogni ruolo e, particolarmente, nel quadro della prostituta), che spiegano la difficoltà della giovane scrittrice norvegese e, nel contempo, dell’attrice in carne e ossa sul palco, ad affrontare questa serie infinita di violenze, messe in scena dall’autore macedone.
Una difficoltà che vive anche lo spettatore e che troverebbe il proprio momento catartico nella morte del criminale di guerra (penultimo quadro). Scena, la cui forza e bellezza (anche estetica grazie ai giochi di luce e ai rimandi iconografici) si inficia con un epilogo un po’ stucchevole, che introduce temi altri, quali la vita umana vista come un gioco nella mente di dio/degli dei, che svuota di senso l’assunzione di responsabilità personale e collettiva di noi, uomini e donne, appartenenti a culture, religioni e Paesi diversi – eppure tutte egualmente fallibili.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Francesco di Bartolo

via Fratelli Disperati, 10 – Buti (PI)
mercoledì 12 aprile, ore 21.15

Fattore K presenta:
ChiCazzoHaIniziatoTuttoQuesto
un testo ibrido di Dejan Dukovski e Agate Øksendal Kaupang
regia Alessio Pizzech
con Daniela Giordano, Caterina Gramaglia, Maximilian Nisi e Nick Russo
assistente alla regia Antonio Ligas
luci Richard Gargiulo

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