Sesso, evasione e amore nel cielo di Manfredini

Riapre le porte agli spettatori il Cinema Cielo, grazie all’omonimo spettacolo di Danio Manfredini in scena al Teatro Franco Parenti fino al 18 dicembre.

Vincitore nel 2004 del Premio Ubu come Miglior Regia, Danio Manfredini scruta e indaga minuziosamente, come con una lente d’ingrandimento, la piccola umanità che popola la platea del Cielo, un tempo storico cinema a luci rossi di Milano. Un’umanità in cerca, attraverso il sesso e gli incontri occasionali, dei sogni e dei momenti di evasione che possano dare senso alla sua giornata – anche se solo per un attimo.

E mentre noi osserviamo quest’umanità, a nostra volta veniamo scrutati da lei – mentre i piani si confondono. Merito di una geniale intuizione registica e scenografica che trasforma il palco in una perfetta ricostruzione di una platea cinematografica, dove stanno seduti anche alcuni spettatori attenti: manichini dal sapore kantoriano.

Così, per uno strano gioco a effetto, ci trasformiamo in voyeur e, nel contempo, in protagonisti di quel variegato circo umano, seguendo con interesse le storie quotidiane che nascono, finiscono e s’intrecciano al Cinema Cielo: l’immigrato che si prostituisce nei bagni, il travestito che balla al ritmo della disco dance, il paralitico in cerca di compagnia, un Babbo Natale funambolico giocoliere, e tante altre vicende alle quali si sovrappongono quelle delle due cassiere, che si danno il cambio, e del proiezionista – personaggi che, dopo la loro presentazione durante la quale si mischiano quasi ai manichini presenti in scena, impariamo a conoscere meglio scoprendone i lati più intimi e fragili, come, ad esempio, quelli  della dolce transessuale, interpretata magistralmente da Manfredini, in cerca di amore tra le file della platea del cinema.

Personaggi intensi, ottimamente interpretati solamente da quattro attori (Danio Manfredini, Patrizia Aroldi, Vincenzo Del Prete, Giuseppe Semeraro) che, con pochi elementi e semplici gesti, riescono a rendere perfettamente credibili i loro ruoli con una caratterizzazione ad hoc.

Nel frattempo, sullo schermo invisibile del cinema, si proietta un ipotetico adattamento cinematografico del libro Nostra Signora dei fiori (Notre Dame de Fleurs, 1944) dello scrittore, drammaturgo e poeta francese Jean Genet, in cui si descrivono la vita e gli amanti del travestito Louis, conosciuto da tutti come Divina, e di Nostra Signora dei Fiori, seducente assassino. Di questa ipotetica proiezione al pubblico giunge solo l’audio, che spesso dà voce a quei manichini, presenze silenziose e immobili che – dall’inizio dello spettacolo – ci osservano e con cui incrociamo lo sguardo. Altre volte il sonoro permette di approfondire determinate situazioni o personaggi, riuscendo così a non rimanere slegato e parallelo a quanto proposto in scena seppur tra i due – azione e audio –  permanga costantemente una forma di autonomia complementare.

Lo spettacolo continua:
Teatro Franco Parenti
via Pier Lombardo, 14 – Milano
fino al 18 dicembre
orari: giovedì e venerdì, ore 21.15 – sabato, ore 19.30 – domenica, ore 16.30
 
Cinema Cielo
ideazione e regia Danio Manfredini
assistente alla regia Patrizia Aroldi
luci Maurizio Viani
realizzazione colonna sonora Marco Olivieri
con Patrizia Aroldi, Vincenzo Del Prete, Danio Manfredini, Giuseppe Semeraro
produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione, Festival Santarcangelo dei Teatri

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