Il teatro non è affatto una cosa facile

Davide Toffolo, fondatore dei Tre Allegri Ragazzi Morti, porta a teatro la graphic novel che ispirò il progetto musicale, con scarsi risultati.

Chi è nato negli anni Ottanta ed ha perciò attraversato l’intensa stagione della musica anni Novanta, è difficile non abbia quantomeno sentito nominare i Tre Allegri Ragazzi Morti, rock band italiana riconducibile a quella categoria (che sarebbe meglio evitare e persino abolire) che risponde al nome di Indie. Eccezion fatta degli autentici fan, in pochi però sanno che il progetto della band, caratteristica per le maschere da teschio indossate in occasione delle esibizioni live, è ispirato a una graphic novel il cui autore era lo stesso Davide Toffolo, leader della band di Pordenone. Si trattava di qualcosa che ben rispondeva allo spirito dei ‘90es, nell’orizzonte dell’immaginario tipico de Il Corvo e dei film di Tim Burton, tra riferimenti vampireschi, personaggi zombie accattivanti e inquietanti, e toni cupi sullo stile dark-gothic. Il tutto condito da uno humour e una modalità comportamentale assorbita dallo strapotere che i manga giapponesi esercitavano proprio in quegli anni.
Ne venne fuori un fenomeno che ancora oggi prosegue nella sua opera di influenza simbolica e che si è tradotto in diverse maniere; basti pensare al revival che proprio il dark ha avuto nell’emo e nel Twilight-style, che come un eterno ritorno dell’identico ha riproposto i modelli degli anni ’90 spostando l’asticella decisamente sempre più sul versante del mercato e del commerciale. Per Davide Toffolo, quello stile è in qualche modo un orgoglio, che infatti la carriera ininterrotta della band testimonia; ma forse l’autore e cantante italiano ha provato un’ulteriore esigenza, quella di tornare alla sorgente originaria, alla storia da lui creata, fatta di adolescenti mezzi vivi e mezzi morti, cannibali e vampiri, che percorrono esistenze assurde scoprendo l’amore e attraversando la propria crescita esistenziale.
L’idea è stata quella di proporre la storia a teatro. E il Teatro Vascello ha accolto la sfida: dal 3 al 12 ottobre si sono alternati infatti i due episodi di Cinque Allegri Ragazzi Morti. Il musical Lo Fi, ovvero L’alternativa e La festa dei morti.
Strana e inadeguata la formula di alternare i due episodi, perché chi si reca al teatro malauguratamente al secondo poco capisce di ciò a cui assiste, ma l’incomprensione generale sembra essere un limite dello spettacolo in sé. Cosa accade sul palco (e fuori, dato che la regia di Eleonora Pippo prevede il coinvolgimento dello spazio spettatoriale) non lo si comprende chiaramente e forse tale incomprensione è dovuta anche alla “tenera” età dei giovani attori, incastrati nel profilo fumettistico e nell’interpretazione dei brani della band. Insomma, non se ne coglie il senso, bisogna ammetterlo, e a salvare la serata di Sabato 11 ottobre ci hanno pensato i Pan del Diavolo, con un mini-concerto, dopo essere intervenuti direttamente nella “recita” (piuttosto che pièce), di alcuni dei brani del loro ultimo disco, dando un pochino più di mordente a una serata per certi versi strampalata, per molti altri anche deludente. In altre parole: hai ispirato almeno due generazioni col tuo stile, sei un ottimo disegnatore, grande compositore e cantante, tutti possono riconoscere il tuo valore creativo e artistico…qualcuno ti ha forse costretto a fare teatro? O, che sarebbe ancora peggio, ti sei forse illuso che fosse facile farlo?

Lo spettacolo è andato in scena:
via Giacinto Carini, 78 – Roma
dal 3 al 12 ottobre 2014

Pubblico Teatro e La Tempesta Dischi presentano
Cinque allegri ragazzi morti. Un musical LO-FI
basato sull’omonimo romanzo a fumetti di Davide Toffolo
regia e adattamento Eleonora Pippo
con Mimosa Campironi, Marco Imparat, Elisa Pavolini, Maria Roveran, Libero Stelluti, Davide Toffolo, Matteo Vignati
musiche Tre allegri ragazzi morti
con la partecipazione dei Pan del diavolo

 

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