Donna nei secoli

Al teatro Sette va in scena Cinque donne del sud, titolo autoesplicativo che però riserva piacevoli sorprese.

Beatrice Fazi si presenta sola sul palco per interpretare cinque donne che, nel corso delle generazioni, ripercorrono temporalmente gli eventi dai primi anni del ‘900 fino ai giorni nostri.

Si parte dalla vita di campagna di un piccolo paesino del sud, dove la donna aveva ancora l’unico ruolo di gestire la casa; dunque si rievoca un ambiente nostalgico ponendo l’accento sulla sua (controversa?) semplicità e spensieratezza. Segue la sfrenata routine di una fervente attivista di New York, una femminista dedita al riscatto dei diritti delle donne che cerca di coinvolgere la propria figlia, la quale, però, ha deciso di intraprendere tutt’altra strada e di vivere secondo lo stile dei figli dei fiori. La quarta ci mostra l’atmosfera di una Milano laboriosa e dell’indipendenza lavorativa, senza dimenticare di soffermarsi sugli eccessi di sfrenatezza e alcohol. Infine, si arriva al ventunesimo secolo con una classica teenager ribelle, cui è dato l’onere di chiudere lo spettacolo e lasciare al pubblico il ricordo di aver assistito all’evoluzione secolare della figura femminile in una sola sera.

La rappresentazione propone un ampio spaccato di storia, descrivendo l’evoluzione topica della donna. Beatrice Fazi riesce a caratterizzare bene i personaggi, aiutata anche da costumi e musiche suggestive; si sentono le personalità delle protagoniste, ognuna ben marcata e distinta dalle altre grazie a un caratteristico linguaggio del corpo e a un mirato uso degli accenti e dei dialetti.
Sebbene lo spettacolo si presenti come monologo,  tra le protagoniste non mancano interazioni che riescono a garantire una piacevole dinamicità e a non restituire la sensazione di un semplice elenco di personaggi, a loro volta legati dal filo rosso di un destino che, pur separando temporalmente, unisce sotto un unico scopo: vivere al meglio la propria condizione di genere e dimostrare la propria fondamentale importanza in qualsiasi epoca.

Il pubblico si immerge nei vari quadri e vi si immedesima. La atmosfera favorisce il proprio climax provocando il vissuto dello spettatore, al quale l’ottima performance della Fazi dona l’opportunità di sperimentare in prima persona le situazioni descritte. A questo scopo vengono in aiuto le storie con cui genitori e nonni fanno sognare a occhi aperti i loro bambini, un po’ come questo spettacolo che cerca di ricreare la familiarità di un racconto di vita.
La rilevanza che la società ha dato alle donne è sempre stata marginale e, malgrado sia stata raggiunta una formale parità, esistono ancora discriminazioni. Cinque donne del sud non mira direttamente alla denuncia sociale quanto a dare una semplice, ma fondamentale consapevolezza del ruolo femminile nel passato e nel presente, strizzando così l’occhio anche al futuro.

Lo spettacolo continua
Teatro Sette

via Benevento, 23 – 00161 Roma
dal 17 al 22 aprile
dal martedì al sabato ore 21:00, domenica ore 18:00

Cinque donne del sud
con Beatrice Fazi
scritto e diretto da Francesca Zanni

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