La forza delle parole e della determinazione

Anna Marchesini al teatro della Pergola di Firenze conquista il pubblico con il testo da lei scritto e interpretato, Cirino e Marilda non si può fare.

Un lungo tailleur bianco e un paio di ballerine rosse, spiccano sul fondale nero del palcoscenico: Anna Marchesini, elegantissima, si presenta così al pubblico fiorentino che affolla il Teatro della Pergola, completamente sold out. Di lato, leggermente defilati, i musicisti, il trio Aire de Mar, che sottolineerà i momenti cruciali della lettura con soavi note di jazz.

Aggrappata alla sua poltrona, Anna rimane un po’ nascosta  agli occhi della platea dietro a un grosso leggio. Un caloroso applauso le porge il benvenuto sul palco e un senso di amore e protezione sembra aleggiare tra i presenti.

Le prime parole del testo, scritto con abbondante precisione e divertenti sfumature lessicali, arrivano leggermente confuse, poco chiare. Ma superati i primi minuti, sparisce ogni tentennamento. Il silenzio sovrasta immenso: si evitano superflui rumori che possano disturbare le difficoltà di lettura dell’attrice a causa della sua debilitante patologia. C’è talmente tanto rispetto per questa grande figura dello spettacolo comico e teatrale italiano, che un vicino di poltrona protesta con una donna che continua imperterrita a digitare sul cellulare – disturbando tutti con la luce che emette l’onnipresente e abusato oggetto tecnologico.

Anna racconta il suo Cirino, un solitario e abitudinario pensionato, che vive in una pensione gestita da donna Olimpia, al settimo piano di un imprecisato palazzo di un’altrettanta non identificata città portuale.

Due personalità opposte, Cirino e Olimpia, l’uno trasognato e rarefatto, con una vita ripetitiva che sembra appartenere a un altro – quasi un fantasma; l’altra grassa come una megattera e invadente come una mosca.

Cirino non sembra vivere nella realtà, ma ha una fervida immaginazione che, fortuitamente, si accentua con l’arrivo di un nuovo dirimpettaio. «Grazie all’immaginazione puoi riuscire a ottenere e a fare quello che non osi e non hai», sostiene la stessa Marchesini in una nota di regia.

A lei non manca certo l’immaginazione, possiamo affermare noi altrettanto giustamente. Nonostante le sue visibili difficoltà fisiche, tradisce una determinazione, una vivacità intellettuale e una voglia di andare avanti davvero invidiabili. Tutto questo si può constatare nel procedere della lettura del racconto, scritto di suo pugno, con la voce che si è scaldata e corre senza sosta lungo i dialoghi dei due personaggi principali e l’intreccio della storia.

Uno spettacolo di pura emozione, quello che concede Anna Marchesini ai suoi spettatori: attraverso la forza delle sue parole si riesce a entrare dentro i silenzi di Cirino e le curiosità morbose di Olimpia fino a percepire l’inconsistenza delle due personalità.

Anna Marchesini racconta l’esistenza di una coppia qualsiasi di esseri umani che abitano il mondo, ma il messaggio più importante lo trasmette lei, con la sua stessa biografia. Dal palcoscenico, una mano sempre stretta al bordo del suo sedile, insegna involontariamente come apprezzare la vita in tutte le sue forme, nonostante i bastoni tra le ruote che spesso vi si insinuano.

Una donna trasformata nel corpo, dal precario equilibrio fisico, ma con una grande forza spirituale che trasmette con tangibile passione e raffinata creatività. Una fragile e sottile signora che suscita un profondo coinvolgimento e una vera ovazione degli spettatori al termine dell’esibizione – tutti in piedi a inchinarsi a sì tanta carica umana.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro La Pergola

via della Pergola – Firenze
domenica 20 marzo

Cirino e Marilda non si può fare
di  e con Anna Marchesini
musiche eseguite dal vivo da Aire de Mar
chitarra, Martin Diaz
sax e flauto, Marco Collazzoni
percussioni, Saverio Federici
abito di scena Maison Gattinoni

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.