Un sogno lungo 27 anni potrebbe diventare il vostro

Alla conferenza del Piccolo Teatro Studio, Essere un clown, attore/acrobata nel Cirque du Soleil, il casting della compagnia seleziona giovani talenti, mentre si racconta e lancia nuove, incredibili sfide.

Fin da subito è chiaro che avremo a che fare con una conferenza “sui generi”. In effetti, ancor prima dell’inizio dell’incontro – mentre Yves Sheriff (Senior talent scout del Cirque du Soleil) è alle prese con un’intervista – l’interprete dell’incontro si sbizzarrisce in gag e giochi da mimo – solamente in seguito scopriremo che si tratta di un artista molto noto: Onofrio Colucci, che ha lavorato per anni col Cirque in produzioni come O, Zaia e Zed.

In apertura, Sheriff presenta un video che ripercorre la storia della compagnia: dalle foto in bianco e nero che immortalano i “padri fondatori” – Guy Laliberté, Gilles Ste-Croix e Icarò, tre artisti di strada – mentre si esibiscono nei primi, rudimentali numeri circensi; al tendone di Montreal, ottenuto solamente nel 1984 – grazie a una strategia esilarante: unendosi alle manifestazioni della comunità francese che in Canada richiedeva maggiori riconoscimenti legali e civili, i tre percorsero la distanza tra Baie-Saint-Paul e Montreal (oltre 3 km) esibendosi lungo tutto il percorso in numeri circensi di ogni genere; via via fino a spezzoni di video che mostrano, come in un caleidoscopio multicolore, i primi spettacoli negli Stati Uniti, a Las Vegas, e quelli più recenti in tournée mondiale. È una carrellata emozionante: nella sala del Piccolo Teatro Studio si può avvertire il fiato sospeso del pubblico e, spiando le espressioni, ci si accorge che basta un filmato per coinvolgere la platea di fronte ai numeri del circo più famoso al mondo.

La grinta degli inizi contraddistingue l’ensemble ancora oggi: il gruppo che “osò” rifiutare le offerte dei maggiori produttori – pur di non scendere a compromessi e di non perdere la libertà creativa e organizzativa – possiede tuttora quello spirito d’indipendenza che permette al Cirque di ideare spettacoli costosi e di alta qualità, senza dimenticare le motivazioni di fondo: coltivare un’idea di circo onirico, che susciti le emozioni più autentiche in adulti e bambini, rispettando – nel contempo – la dignità di qualsiasi artista o tecnico che lavori nella grande famiglia “del sole”. D’altro canto non va sottovalutato lo sforzo di ciascuno: ogni produzione richiede come minimo sei mesi di lavoro pratico e continuativo, per non parlare dei mesi necessari per elaborare l’idea base col regista.

In questo momento il Cirque cerca nuovi talenti e se pensate di essere pronti per fare il grande salto, dovrete essere consapevoli dello stress e delle corvées alle quali sarete sottoposti, ma anche della contropartita che vi attende: come spiegato dai clown italiani presenti in teatro – il già citato Onofrio Colucci e Mauro Mozzani – aneddoti divertenti e momenti di grande emozione riempiranno la vostra vita come di certo non accade nel nostro quotidiano o in attività più comuni.

Una grande occasione, quindi, quella che si apre – soprattutto in tempi di crisi come questi – per chi studia arti acrobatiche o clownerie, di entrare a far parte di un circo che si differenzia dagli altri sia per il rispetto dell’essere umano e della natura – non è presente né sfruttato alcun animale negli spettacoli del Cirque – sia la perfetta fusione tra intelligenza imprenditoriale e cura del dettaglio artistico. Un mix che ha saputo sviluppare negli anni un linguaggio emotivo e immaginifico unico nel suo genere eppure amato in tutto il mondo.

L’incontro si è tenuto:
Piccolo Teatro Studio Expo
via Rivoli 6
mercoledì 5 ottobre, ore 17.00

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