Un cocktail ubriaco di parole

teatro-oscar-milano1La rassegna su Thomas Stearns Eliot, al Teatro Oscar di Milano, si incaglia in un testo verboso e datato.

Si può essere grandi poeti, come Thomas Stearns Eliot (1888-1965) aver scritto capolavori come La terra desolata e Assassinio nella cattedrale. E aver firmato anche opere teatrali noiose. Può essere che The Cocktail Party, quando fu composto, tra 1948 e 1949, potesse apparire nelle sue improbabili elucubrazioni para-psicologiche e le sue derive mistiche, un testo innovativo e sorprendente. Ma perché metterlo in scena oggi? Gli attori, tutti abbastanza disinvolti e spigliati, sembrano alla fine stanchi essi stessi del fiume di parole inutili che si trovano a rovesciare sugli altrettanto stremati spettatori.

Fra l’altro, in questa commedia non accade proprio nulla per gran parte del tempo: una moglie borghese si fa una fughetta di mezza giornata, il marito sottomesso ma fedifrago si agita, l’amante di lui ha una crisi esistenziale e l’innamorato dell’amante di lui, deluso, decide di andarsene in California. A un certo punto finiscono tutti da un improbabile psichiatra o psicanalista che è una via di mezzo tra un diavolo e un ciarlatano. Alla fine uno dei personaggi finisce addirittura mangiato dai cannibali (i cannibali?!) come vittima sacrificale.

All’inizio si ride un po’, poi si scivola nella ripetizione, alla fine ci si annoia mortalmente e l’unica cosa che si desidera è un buon cocktail per dimenticare l’accaduto. Questa dualità, il passaggio dal comico alla “riflessione” era voluto dallo stesso Eliot: il risultato è un’inutile schizofrenia compositiva. Si rimpiangono le risate iniziali. Ci si irrita per la deriva mistico-delirante.

Peccato per gli attori. Peccato per l’Eliot migliore, che è mistico, che è poco realistico. Ma è grande poeta, capace di scrivere versi come quelli de Il canto d’amore di J. Alfred Prufrock: «E in effetti ci sarà tempo/ per il fumo giallo che scivola lungo la strada/ grattandosi il dorso ai vetri delle finestre;/ ci sarà tempo, ci sarà tempo per preparare/ una faccia per incontrare le facce da incontrare;/ ci sarà tempo per uccidere e creare/ e tempo per tutte le opere e i giorni delle mani/ che alzano e depongono una domanda sul tuo piatto… », etc etc.

Lo spettacolo è in scena
Teatro Oscar
Via Lattanzio 58 – Milano
dal 18 febbraio al 2 marzo 2014, ore 21

Progetto Cocktail Eliot (fino al 2 marzo)
Cocktail Party
testo di T. S. Eliot
traduzione di Maris Teresa Petruzzi
regia di Annig Raimondi
con Maria Eugenia D’Aquino, Massimo Loreto, Riccardo Magherini, Annig Raimondi, Antonio Rosti, Vladimir Todisco Grande
musiche originali Maurizio Pisati
scene Giuseppe Marco Di Paolo
produzione PACTA. dei Teatri
(durata: un’ora e 50)

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