Il regista Sasà Russo porta in scena al Duse di Roma il suo Coinquilini al loft C, dirigendo un cast affiatato per una commedia divertente e briosa.

Cinque ragazzi vivono disordinatamente nello stesso appartamento di Roma. Cinzia (Valentina D’Amico) è una ragazza della Garbatella dalla marcata espressività e con un bisogno impellente di un caffellatte: ma, mancando il bollitore, scomparso nel caos della casa, l’appagamento di questo suo desiderio si prospetta arduo. Altrettanto ardua è la soddisfazione delle altre “necessità”, questa volta per colpa del suo ragazzo, nonché coinquilino, Costantino (Manuel Ricco): milanese e sempre in tiro, il giovane meneghino sembra preso più dalla cura del proprio aspetto che dalla ragazza al punto che Cinzia non disdegna la compagnia dell’altro uomo di casa, Carmelo (Federico Melis), eterno assonnato e pigro da competizione. I due giovani maschi sono però anche l’oggetto di buffi e isterici corteggiamenti da parte delle altre coinquiline: l’igienista e ordinatissima Clelia (Eleonora Micali) e la più che miope e aspirante ballerina classica Carlotta (Silvia Ferrari).

I cinque personaggi s’intrecciano nella confusione di un appartamento allo sbando, con gag anarchiche e divertenti, che puntano ora sulla fisicità degli interpreti, ora sul mix dei dialetti e dei caratteri dei vari personaggi. La loro già precaria coabitazione sarà infine stravolta dall’arrivo della procace italo-francese Colette che, oltre a scombinare ulteriormente l’eros dell’appartamento, sarà anche ambasciatrice della manifestazione di uno “spirito della casa”. Ma cosa voglia di preciso questa entità non è dato saperlo, almeno non sulle prime…

Uno dei tratti più divertenti della commedia – e senz’altro il più caratterizzante – è il continuo rimando, operato da tutti i personaggi e presente anche nella selezione musicale e nelle scelte di regia, a quella tecnica della “sospensione” – tipica ormai della cultura pop e che deriva dalla serialità televisiva americana. Non mancano infatti, nel corso dello spettacolo, dei “momenti-innesto”, dove il tempo si rallenta, le luci cambiano, la musica si alza e ognuno dei personaggi in scena si astrae dal testo e, in bilico tra la realtà e il sogno della rappresentazione, balla, salta, esulta, picchia o resta immobile. Piccole aggiunte surreali a un testo che fa già dell’accelerazione e di un dinamismo “sovrannaturale” i suoi punti di forza. Interessante indizio sull’effettiva commistione di generi e stili, questa contaminazione è soprattutto una scelta tecnicamente ineccepibile, che fornisce allo spettacolo alcuni dei suoi momenti top per efficacia e divertimento.

Nota di merito, inoltre, per le sibilline staffilate rilasciate qua e là nei confronti della (triste) condizione attuale dell’Italia politica.

Coloratissima commedia corale quella di Russo, che dirige un nutrito numero d’attori con tanto equilibrio da non lasciare che sulla scena nessuno prenda, per ragione alcuna, il sopravvento. Anzi, nonostante le situazioni iper caotiche giostrate con maestria, l’idea sottostante è quella dell’ordine e del controllo totale della situazione: e così, oltre che gradevole, la rappresentazione è assolutamente godibile e la si guarda tutta in un batter d’occhi, ridendo e sorridendo di questa scalcinata convivenza.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Duse

via Crema 8 – Roma
dal 10 al 20 febbraio 2011
dal giovedì al sabato ore 21 (domenica ore 18)

Coinquilini al loft C
scritto e diretto da Sasà Russo
con Silvia Ferrari, Veronica Corsi, Eleonora Micali, Valentina D’Amico, Manuel Ricco e Federico Melis

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