Viaggiare, incontrare, cambiare

Li abbiamo lasciati al compleanno numero diciotto, segnato dalle difficoltà causate dall’improvviso venir meno del sostegno di Fondazione Pontedera Teatro. E against all odds, li ritroviamo quest’anno.

Un festival per Lari, quello del 2016, che ha avuto come titolo l’Urgenza e si è caratterizzato dalla volontà di artisti e organizzatori di resistere.
Ora, dalle allusive parole di Loris Seghizzi, direttore artistico, che nella presentazione dell’iniziativa Mamme Narranti afferma di essere: «libero da complicazioni politiche, burocratiche e amministrative», immaginiamo un festival che, raggiunta la maggiore età, trova nuove forme per continuare la sua avventura.
È infatti il cambiamento, si legge sempre nelle presentazioni a Collinarea, a segnare questa edizione.
Un cambiamento verso un più spiccato impegno politico e sociale – nella doppia declinazione dei temi di infanzia e integrazione – e verso una più viva attenzione alla vicinanza col pubblico, che da quest’anno sarà ancora più marcata in forza della scelta di non utilizzare lo spazio chiuso del teatro comunale («spazio invernale», si legge) ma di far scegliere agli artisti l’angolo preferito del piccolo borgo per portare in scena i propri spettacoli. Soltanto uno chapiteau, infatti, sarà l’elemento aggiunto per trasformare lo spazio – elemento che però rimanda a una tradizione e a universi di significato altri ed eccentrici anche rispetto al fare teatrale.
Al circo contemporaneo e agli acrobati sono dedicati molti momenti, da Mattatoio Sospeso, con i suoi artisti che sfidano il vuoto, presentando Out! (11 luglio); alla Compagnia Ribolle, con il suo circo di bolle di sapone e Di tutti i colori (sempre l’11 luglio). Dal Circo El Grito che propone – all’interno dell’iniziativa Mamme Narranti – Scratch and Stretch (dal 14 al 16 luglio), a MY!LAIKA con Popcorn Machine (a domestic apocalypse, dal 14 al 16 luglio). Sempre dedicato all’universo del circo, il laboratorio con Jean Ménigault, in arte Méningue, stage per esplorare il clown in se stessi e cimentarsi nel confronto col pubblico (10-16 luglio).

Sul versante infanzia e integrazione, troviamo diverse iniziative: prima di tutto il Festival nel festival Mamme Narranti, ideato e diretto da Andrea Satta, che vede giungere a Lari genitori da varie parti d’Italia e da altri Paesi «da cui si fugge», per raccontare le loro storie della buonanotte. Il progetto prevede momenti di condivisione, di elaborazione delle storie con i quattro capocomici che hanno aderito all’iniziativa (ovvero Paolo Hendel, forse Lella Costa, Ulderico Pesce e Koryu) e, per finire, la lettura della fiaba più bella durante il gran finale della manifestazione, in cui il racconto sarà letto dalla mamma narrante e dai capocomici, e disegnata in diretta da Sergio Staino.
L’importanza della narrazione e del racconto, nel tramandare tradizioni e rinforzare legami, torna anche nel laboratorio di narrazione teatrale diretto da Fabrizio Saccomanno e Gigi Gherzi, anch’esso caratterizzato dalla centralità del tema dell’integrazione e dell’incontro con l’altro (12-14 luglio)
A dare voce ai migranti, ossia a quei personaggi che oggi non hanno voce, è il laboratorio Personnages… in cerca di autore di Cathy Marchand del Living Theathre (9 -13 luglio); mentre #MUTA L’umanità in cammino (16 luglio), della Compagnia Civilleri/Lo Sicco, sarà l’atto conclusivo di un laboratorio con i migranti realizzato a Lari.

Ricordiamo solo alcuni degli altri artisti e spettacoli in cartellone: Teatro Popolare d’Arte (Mare Mosso, 11 luglio), Guascone Teatro (Balla!, 12 luglio), Dimitri Grechi Espinoza (12 luglio), Cantieri Teatrali Koreja e Gemma Carbone (Gul uno sparo nel buio, 12 luglio), Scenica Frammenti/Todomodo Srl/Achab (Chanson Indi-Geste, 12 luglio), Ura Teatro/Fabrizio Pugliese (Transumanze, 13 luglio), Andrea Satta e Ulderico Pesce (La fisarmonica Verde, 13 luglio), Ura Teatro/Fabrizio Saccomanno e Gigi Gherzi (Il paese che non c’è, 14 luglio), Effetto Collaterale/Collettivo ONOMA (Walter Wendy Carlos, 14 luglio).

Inoltre, come l’anno scorso, verrà dato spazio all’arte contemporanea: un’opera di Cesare Inzerillo, Finale di partita occuperà il teatro comunale; Paese che vai, santo che trovi, di Milena Manzella sarà invece dislocata nel borgo, con tabernacoli affissi nelle vie di Lari e dedicati ai santi – nomadi per eccellenza.

Collinarea Festival 2017
da lunedì 10 a domenica 16 luglio
Lari, varie location (PI)

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