Al Teatro Carcano, quattro componimenti di Petrarca e Leopardi, letti da un passionale Massimo Loreto.

È straordinario pensare come due persone, che hanno vissuto a cinque secoli di distanza, abbiano potuto sentire il bisogno di dare sfogo agli stessi sentimenti e sogni, alla medesima rabbia e alle comuni frustrazioni riguardo alla situazione italiana. Entrambi hanno sentito la necessità di esprimere la scomparsa dei valori passati – Dov’è la forza antica, / dove l’armi e il valore e la costanza? / Chi ti discinse il brando? / Chi ti tradì?”, scrive Leopardi – ed è ancora più sensazionale pensare a un Petrarca che, nel 1300, ha la coscienza di un’Italia unita e la consapevolezza di essere italiano, oltre cinque secoli prima dell’effettiva unità del Paese. Le somiglianze tra la canzone All’Italia di Petrarca e il Canto omonimo di Leopardi sono numerose. Ambedue parlano dell’Italia come di una donna bellissima – “fiamma del ciel” la definisce il primo, “formosissima donna” il secondo, il quale, però, aggiunge: “tu fosti donna, or sei povera ancella”, a dimostrazione di una potenza e una ricchezza ormai perduta. Entrambi fanno riferimento al passato, come all’antica Grecia e all’impero romano, e a fatti e personaggi quali Serse, Mario (Gaio Mario) e Cesare. Ma, soprattutto, Petrarca e Leopardi appaiono scoraggiati dalla situazione del nostro Paese, devastato dai tradimenti, dalla lussuria e dal diavolo (Balzebub), come esprime bene il primo.

È una vera e propria lezione di letteratura quella che Massimo Loreto tiene nel foyer del Teatro Carcano, attrezzato con un piccolo palco, sipari ai lati e sedie per gli spettatori. La lettura che Loreto offre dei componimenti sorprende per quanto riesca a essere comunicativa sfruttando solo il tono, la velocità e la potenza della voce: sconforto, disperazione, nostalgia, forza e volontà di riscatto. È subito evidente quanta passione metta nella lettura e quanto, in questa maniera, sia capace di trascinare e incantare il pubblico. Leggendo, Loreto mette molto del suo – meno, nelle spiegazioni, dove si limita a poco più di una parafrasi dei versi. Forse se avesse ampliato maggiormente la trattazione, andando oltre le poesie, l’incontro avrebbe toccato la perfezione.

Focus dell’incontro i due componimenti dedicati all’Italia. Ai margini, sono trattate Fiamma dal ciel su le tue trecce piova del poeta toscano e una parte di La ginestra, dell’autore di Recanati, in cui emerge un forte senso di solidarietà – mai apparso prima nei suoi scritti. Ma, meglio ancora, è da segnalare come Leopardi, nel suo canto All’Italia, si allontani da una posizione nichilista per apparire forte e pronto a modificare la realtà. Anche in questa volontà di cambiamento si legge una matrice comune con Petrarca. Ambedue sentono la necessità di imbracciare le armi per tornare ai valori antichi: basta confrontare questi due passi: vertù contra furore / prenderà l’arme, et fia ‘l combatter corto / ché l’antiquo valore / ne l’italici cor non è anchor morto” (Petrarca); “Nessun pugna per te? Non ti difende / nessun de’ tuoi? L’armi, qua l’armi: io solo / combatterò, procomberò sol io. / Dammi, o ciel, che sia foco / agl’Italici petti il sangue mio” (Leopardi).

Una frase detta da Loreto risulta particolarmente interessante: «La storia, secondo me, ha momenti buoni e altri meno buoni». Il problema è che quelli meno buoni si ripetono sempre più di frequente, toccando punti sempre più bassi. A sorprendere, quindi, non è solo quanto siano simili la situazione dell’Italia e le riflessioni dei due poeti a distanza di cinque secoli, ma come la medesima situazione si ripresenti oggi, quando l’Italia, da bella e formosa donna, si ritrova sempre più “povera ancella” – come scriveva Leopardi. E oggi, come ieri, serve una riflessione in più: sempre “rubando” le parole al poeta marchigiano: Chi la ridusse a tale?”.

Letture utili per conoscere e riflettere sul sul nostro comune passato e, soprattutto, sul mondo che ci circonda.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Carcano

corso di Porta Romana 63 – Milano
lunedì 22 novembre

Progetto Letteratura Italiana
I° ciclo
a cura di e con Massimo Loreto
Il racconto dell’anima, Francesco Petrarca e Giacomo Leopardi

Il tema politico

Due prospettive su un’ipotesi di Italia: Petrarca tardo medievale, Leopardi nell’800 risorgimentale all’interno di uno Stato immobile

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