Dell’attore e di altre creature

Il Festival Collinarea 2016 procede, dando voce nel suo terzo giorno al teatro sommerso con Magnifico Visbaal Teatro, Moj Theatre, e le peripezie acrobatiche di Mattatoio Sospeso.

La serata si inaugura con Concedimi di diventare niente di Magnifico Visbaal Teatro. Primo studio di un’opera dedicata al mestiere dell’attore, alle sue fatiche, ai suoi paradossi. Al suo corpo che si fa segnare dalle parole, che è esposto alla violenza di chi lo guarda (lasciando trapelare anche una sorta di masochismo nel farlo). Ai dubbi, le ansie, le sofferenze di chi – ogni sera – si mette in gioco, a disposizione del pubblico.
Il pubblico è invitato a entrare in scena, ossia nella casa dell’attore, gli si siede intorno e da lì assiste e prende letteralmente parte all’azione. Molto forti alcune immagini e passaggi: la scrittura sul corpo realizzata dagli spettatori con un pennarello, la flagellazione con la cintola e, soprattutto, il buio improvviso che inghiotte la scena (dove si trovano a stretto contatto attore e spettatori) – metafora potente di una situazione quasi ontologica di distanza e incomunicabilità che separa il performer dal pubblico.
Per finire, il rimando alla celebre frase di Eduardo De Filippo, sul teatro come gelo. La citazione merita, a nostro parere, una breve riflessione. Non si tratta del primo spettacolo in cui la sentiamo (tornava, ad esempio, in un recente lavoro che Massmiliano Civica aveva dedicato al drammaturgo napoletano). E, questa, non è la prima performance che riflette sulla condizione del teatrante (si pensi all’intenso Vocazione di Danio Manfredini). Viene, quindi, da chiedersi perché gli artisti sentano la necessità di proporre questi temi, di far sentire la loro voce in quanto artisti, di rivendicare il loro impegno, il loro sacrificio, il loro mettersi in gioco. Perché questa richiesta di ascolto? Una domanda che, in qualche modo, mette in discussione il ruolo dello spettatore, in quanto protagonista altrettanto importante del gioco teatrale. Per prendere parte al gioco occorre essere solidali, partecipi, lasciarsi andare. Spesso, però, lo spettatore è prima di tutto critico, distante perché fermo all’analisi, al momento razionale, al soppesare, valutare, criticare ciò che gli si propone. Oppone resistenza. È troppo restio al semplice prendere parte al rito. Il gioco risulta impari e, proprio come quando è nato, rimane sacrificio di un capro espiatorio da parte della comunità. Occorre ricordare, seguendo la richiesta degli attori, che cosa significhi andare in scena, realizzare spettacoli. Forse quello che questi spettacoli sottolineano è l’assenza di una comunità in grado di capirli nel profondo – una comunità consapevole di se stessa.

La serata di Collinarea prosegue con La signora di Moj Theater, gruppo di origini iraniane attivo da diversi anni in Italia.
Chiusa in un appartamento di un quartiere povero di una città iraniana, una donna, La signora, sfoga la sua rabbia, dà spazio alle sue speranze, ai suoi ricordi, restando sospesa fra un futuro foriero di battaglie e di imprese impossibili, o il rimpianto e il rimorso di ciò che è stato e non può più essere cambiato.
Lo spettacolo offre alcuni momenti intensi, soprattutto nella sua capacità di restituire un racconto e uno sguardo femminile sincero e autentico (e spesso tabù) su alcuni lati della maternità e del desiderio.

Ultimo appuntamento della giornata con lo spettacolo aereo di Mattatoio Sospeso, Les amants du ciel. Spettacolo tragico-romantico di danza verticale per due acrobati che volteggiano appesi a funi, passeggiando lungo i muri.
La cornice narrativa che introduce e struttura lo spettacolo è divertente e conivolgente, bella e forte la caratterizzazione dei due personaggi, la cui alchimia nel volteggiare lascia senza parole. Veramente due amanti sospesi nel cielo. Attori molto bravi, in uno spettacolo emozionante e carico della naturale poesia che caratterizza la danza verticale.

Gli spettacoli sono andati in scena:
Collinarea Festival 2016

Lari (Pisa)
lunedì 25 luglio, ore 19.00
Teatro di Lari
Magnifico Visbaal Teatro con Peppe Fonzo presentano:
Concedimi di diventare niente
(studio numero 1)

ore 19.45
Castello
La signora
di Arash Abbasi
traduzione Sanam Naderi

ore 22.45
piazza Matteotti
Les amants du ciel – duo tragicomiromantico
creazione Marco Mannucci e Alessandra Lanciotti
regia Marco Mannucci
con Marco Mannucci e Alessandra Lanciotti
musica dal vivo Maestro Marco Bellagamba

In Ogni Caso Nessun Rimorso
ispirato al romanzo di Pino Cacucci In ogni caso nessun rimorso
con Elisa Proietti, Andrea Sorrentino, Mauro Pasqualini
musiche originali dal vivo Adele Pardi
curatrice del movimento scenico Annalisa Cima
sartoria Loretta Bertoni, Elisa Proietti
regia/occhio esterno Mauro Pasqualini
drammaturgia Borgobonó
produzione Borgobonó
in collaborazione con Teatro di Anghiari, Fondazione Sipario Toscana Onlus – La Città del Teatro, Armunia, Associazione MaMiMò, Teatro Era, TRA-Teatro Rossi Aperto, Macelli di Certaldo, Centro di Palmetta/Associazione Demetra

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