Profluvio di applausi per il piano solo di Barenboim

Al Teatro alla Scala, Daniel Barenboim affronta con la consueta maestria le ardite costruzioni strumentali per pianoforte di Franz Schubert.

Scala sold out, scrosci di applausi e un bis hanno contrassegnato il recital pianistico di Daniel Barenboim, che ha eseguito di fronte al pubblico scaligero la Sonata in sol magg. D 894 Fantasia e la Sonata in do min. D 958 di Franz Schubert.

Abbandonata per una sera la bacchetta, Barenboim si è seduto al pianoforte – lo strumento che frequenta dall’età di 5 anni e che gli ha regalato i primi successi e il debutto sul palcoscenico a soli 7 anni – per interpretare, ancora una volta (dopo il successo ottenuto al Teatro la Fenice per il Feniceday 2010), l’alternarsi di emozioni schubertiane – dalla serenità luminosa della Sonata in sol maggiore alla danzante cascata di note della Sonata in do minore.

La scelta del maestro scaligero è caduta sulla sonata D 894, composta nel 1826, sicuramente la più serena e completa, dotata di una compattezza rara in Schubert ma, forse, meno coinvolgente da un punto di vista emotivo e controbilanciata da un’architettura che rasenta la perfezione, con una ripresa continua dei motivi dominanti. L’aderenza di Barenboim al dettato schubertiano in questa prima parte è completa.

Di seguito, la sonata D 958, che fa parte del cosiddetto ultimo trittico schubertiano e, insieme alla 959 e alla 960, ha subito il medesimo destino: pubblicata una decina d’anni dopo la morte del suo compositore e lasciata a impolverarsi nei cassetti della storia della musica per tutto l’Ottocento. La D 958 possiede uno stile maturo con diversi tratti unici – quali, ad esempio, la struttura ciclica – e, per questo, non si può considerare propriamente una sonata. Infatti, soprattutto i primi movimenti, decisamente estrosi, oscillano fra l’intensità dell’adagio e la levità dell’andante liederistico. Ci avviciniamo a una forma del tutto nuova – quasi da improvvisazione – che regala però momenti profondamente emozionali. L’allegro finale, scritto in 6/8 – quasi una tarantella – termina con la reintroduzione del primo tema che, gradualmente, raggiunge l’apice emotivo con un fortissimo che raccoglie – quasi come atto liberatorio – l’applauso del pubblico. E proprio questo carattere di improvvisazione è quello che Barenboim riesce a trasmettere e la standing ovation finale ne è il suggello.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro alla Scala
piazza della Scala – Milano
(Biglietteria: via dei Filodrammatici 2)
domenica 13 marzo, ore 20.00
(biglietti da 5 a 55 Euro)

Recital di Pianoforte 2010 – 2011
pianoforte Daniel Barenboim
Franz Schubert
Sonata in sol magg. D 894 Fantasia
Molto moderato e cantabile
Andante
Menuetto (Allegro moderato) – Trio
Allegretto
Franz Schubert
Sonata in do min. D 958
Allegro
Adagio
Menuetto (Allegro) – Trio
Allegro
www.teatroallascala.org

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