Un’occasione mancata

La serata si apre alle ore 17.00 con l’attesa inaugurazione dell’opera di Cesare Inzerillo, Container. Molto attesa anche perché avrebbe dovuto (o, comunque, potuto) essere l’occasione per un dibattito pubblico su cosa è accaduto quest’anno al Festival, che si tiene nel borgo di Lari.

Come alcuni ma non tutti sanno, quest’anno Collinarea ha vissuto vicende burrascose, legate alla perdita improvvisa dei finanziamenti necessari alla sua realizzazione.
L’opera dell’artista siciliano, Container, era nata anch’essa in mezzo alla tempesta, come testimonianza, riflessione e provocazione verso uno stato delle cose che, sempre di più, rende a dir poco complicato il lavoro degli artisti.
La grande installazione multimediale è composta da due container, vecchi e antiestetici, posizionati all’interno del borgo di Lari, sotto le mura del castello. Un moderno carro di Tespi decisamente dissonante rispetto al contesto.
All’interno, al buio, una galleria di schermi dai quali parlano a ciclo continuo artisti e intellettuali che, rispondendo all’invito, hanno espresso le loro idee su cinque spunti di riflessione: urgenza, bisogno, ora, il sogno di bambino, lo stato dell’arte. Le loro voci si sovrappongono, rendendo i discorsi praticamente incomprensibili.
Oltre una cortina, solitaria e illuminata da una luce flebile, è stata posizionata una piccola scultura dello stesso Inzerillo, Il padrino parte in quarta. L’osservatore fissa l’opera mentre, alle sue spalle, il brulichio di voci prosegue imperterrito – un sottofondo che rimane alle spalle, pur continuando a essere udibile.
Di fronte alla piccola scultura silenziosa, composta da figure di morti (due cadaveri che si trascinano), e mentre lo spettatore sente quel fiume di parole, ecco che, di colpo, percepisce il senso di una dicotomia, della distanza incolmabile fra parole e stato delle cose; impossibilità di fare, incapacità di fare o di cambiare qualcosa nel concreto. Un’oscura minaccia incombe su di noi.
Di fronte alla complessità della situazione del Festival e al fascino dell’installazione, conoscendone gli intenti, l’intervento di Vittorio Sgarbi, mostratosi ignaro di ciò che stava accadendo e di cui si sarebbe dovuto parlare, è risultato piuttosto deludente. Si è avuta la sensazione di aver perso un’occasione per far sentire la propria voce e il propio dissenso. Anzi. I discorsi di Sgarbi hanno dato prova di quella perdita di pregnanza e lontananza dal contesto che fanno sì che le parole manchino di senso e contatto con la situazione reale e, quindi, della possibilita di un qualche effetto concreto, di un legame a dei fatti. Aria fritta. Mentre le nuvole si avvicinano…

L’installazione continuerà a essere visibile:
Collinarea Festival
fino a sabato 30 luglio
Container è un progetto di Cesare Inzerillo realizzato con la collaborazione di Loris Seghizzi, Yari Andrea Mazza, Gabriele Benucci, Cecilia Bernasconi De Luca, Mirco Mencaci, Michele Fiaschi e Nico Lopez Bruchi
sostenuto da Collinarea Festival / Scenica Frammenti, Comune di Casciana Terme Lari, Giannoni&Santoni, Abate s.r.l., Cioni Multicentro per l’edilizia

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