Al Teatro Libero va in scena l’ironia targata Fo-Rame, in bilico tra contingenza e assoluto.


La contingenza è il tradimento da parte dell’uomo: tema ricorrente nella vita e nell’immaginario di molte donne. L’assoluto, il desiderio di sacrificio e l’educazione dell’angelo del focolare che deve mandare avanti un rapporto nonostante tutto: tradimenti compresi. Lo sfondo: il mondo borghese della fine degli anni 70 – che aveva sublimato il marito che, di nascosto, andava al bordello nel marito democratico che andava a universitarie liberate – ma anche quello di una certa sinistra che teorizzava la coppia aperta come fine di quel rapporto patriarcale, maschilista e sciovinista – usiamo anche un po’ di cari vecchi termini – che la famiglia nucleare esprimeva al peggio.

Queste le premesse. In parte anche nobili. Ma se indagate con l’argutezza e l’ironia della coppia Fo-Rame – e in questo testo il peso del pensiero femminile è decisamente preponderante e con esso il gusto per il paradosso e l’intelligenza di Franca Rame – quello che ne emerge non può che essere il quadro di una coppia stanca e disillusa dove l’uomo rivendica il proprio diritto al tradimento come bisogno di libertà professando – a parole – il diritto della moglie a fare altrettanto.

Con un testo giocato in due parti, dove nella prima una divertente Domenique Evoli racconta il suo passato di tentati suicidi e scenate da operetta – attraverso un monologo brillante che nasconde abissi di verità – e, nella seconda, la coppia ricostruisce gli eventi presenti recitando l’ultima scena – quando è la donna a rivelare di essersi finalmente resa indipendente, trovando un lavoro, nuovi interessi e finalmente un altro uomo – lo spettacolo scorre leggero verso un finale che rompe finalmente con l’happy ending borghese, ossia il riunirsi della coppia in nome della famiglia e di quel malsano senso del sacrificio, descritto fin troppo bene in Donne che amano troppo.

Teatro di parola, naturalmente, ma testo attualissimo nonostante sia stato scritto nei primi anni 80. Linguisticamente giocato su una serie di iperboli e paradossi oltremodo godibili che, alla fine, ci lasciano con un sorriso sulle labbra perché, questa volta, è la donna quella che se ne va sulle proprie gambe – augurio sincero ed esortazione per tutte quelle che, ancora oggi, muoiono (e non è retorica ma matematica) per mano di fidanzati, mariti e amanti abbandonati, incapaci di elaborare il lutto della fine di un rapporto o, più semplicemente, di fare a meno del loro possesso.

Lo spettacolo continua:
Teatro Libero
Via Savona 10 – Milano
fino a sabato 29 maggio
orari: da lunedì a sabato ore 21.00 – domenica ore 16.00
Teatro Olmetto – Associazione Teatrale Duende presentano:

Coppia aperta quasi spalancata
di Dario Fo e Franca Rame
regia Eugenio de’ Giorgi
con Alberto Faregno e Domenique Evoli

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