L’arrivo dell’autunno sulle note dello spirito italiano

tempiettoI Concerti del Tempietto continuano a proporre serate di grande musica anche in questa fine di settembre.

L’avvento dell’autunno segna sempre, suo malgrado, qualche commiato, specie se ci si riferisce alla scena culturale di una città come Roma; dopo l’esplosione di eventi e concerti che hanno caratterizzato i mesi estivi, molti dei quali all’aperto, l’offerta cambia necessariamente. A questo proposito, un’attenzione particolare meritano le attività dell’Associazione Il Tempietto, che proseguono oltre il limite estivo “invadendo” l’autunno con la loro kermesse del Festival Musicale delle Nazioni.
I Concerti del Tempietto, infatti, vanno avanti ancora fino a metà ottobre, cambiando location seppur spostandosi di pochi metri: dall’incantevole ambiente del sito archeologico del Teatro Marcello, ora si tratta di trascorrere l’autunno all’interno dello splendido cortile del Chiostro Campitelli, sempre in compagnia di grande musica e talentuosi esecutori. Grande protagonista della serata è stato uno dei più grandi orgogli nazionali, ovvero Giuseppe Verdi; a presentarsi a un pubblico numerosissimo, il coro Nuova Arcadia diretto dal maestro Pier Giorgio Dionisi accompagnato dal piano di Fiamma Giampaoli.

Lo spirito di questo talentuoso ensemble è palese nella precisione dell’esecuzione e nell’ottima resa dei brani proposti, una selezione che già evidenzia l’intenzione, dichiarata espressamente a fine concerto da Dionisi, di “sdoganare” Verdi riconoscendolo come uno dei compositori più grandi di sempre, anche e soprattutto, per tecnica ed eleganza. Per questo, dei tantissimi cori che animano i capolavori verdiani, ne sono stati scelti alcuni raramente ascoltati, perché appartenenti a titoli meno noti: I Lombardi (O Signore dal tetto natio, Gerusalem), Ernani (Si ridesti il leon di Castiglia); Macbeth (Che faceste?, Sicari, Incantesimo, Ondine e Silfidi, Patria oppressa) e Don Carlo (Spuntato ecco il dì). Brani meravigliosi e spesso ingiustamente trascurati, ma per una ragione più che dignitosa: le vette che l’arte di Verdi raggiunge coi suoi grandi classici sono talmente radicati nell’immaginario collettivo e popolare italiano da essere diventate tesoro di ciascuno. Per questo la seconda parte è all’insegna delle arie da tutti conosciute e cantate, dall’Aida (Possente Ftah, Gloria all’Egitto) al Nabucco (Va pensiero, Gli arredi festivi) e alla Traviata (Coro delle zingarelle, Coro dei mattadori); nel bis finale, anche un omaggio al Trovatore.
Come è lo stesso Dionisi a dirci, Verdi non può venire considerato un compositore da banda, come lo è stato per diverso tempo; la produzione lirica, corale e sinfonica dell’artista italiano è a tutti i titoli paragonabile a quella degli altri immortali della musica classica, ponendosi spesso ai vertici del genere. Il fragore del coro e l’impetuoso spirito emanato dalle note del genio italiano ci aiutano ad affrontare l’arrivo dell’autunno, con una buona dose in più di gisutificato orgoglio.

Lo spettacolo è andato in scena:
Chiostro di Campitelli al Teatro di Marcello
Piazza Campitelli, 9 – Roma
lunedì 21 settembre, ore 20.30

Concerti al Tempietto presenta
Cori dalle opere di G. Verdi
I Lombardi, Ernani, Macbeth, Don Carlo, Aida, Nabucco, La Traviata
coro Nuova Arcadia
direttore Pier Giorgio Dionisi
piano Fiamma Giampaoli

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