«…and I go back to black» o del blues e dell’autodistruzione femminile

Sul palco del Teatro delle Moline di Bologna debutta Cosa beveva Janis Joplin?, omaggio alle grandi dive della musica blues precocemente scomparse.

Un’asta con un microfono al centro, due o tre casse a bordo palco, una poltroncina vicino ad un tavolinetto con una bottiglia di liquore, dell’acqua e qualche bicchiere. Intorno il buio. Questo l’incipit dello spettacolo della compagnia Le Brugole, attualmente impegnata a indagare le tematiche del femminile attraverso varie forme.
Cosa beveva Janis Joplin? non è uno spettacolo teatrale, nemmeno un concerto. È qualcosa di ibrido che contiene in nuce caratteristiche dell’uno e dell’altro e le miscela a piacimento, rendendo omaggio alle regine del blues precocemente e, nella maggior parte dei casi, tragicamente scomparse. Mà, diva alcolizzata e con qualche problema interpersonale, torna a casa per una grande serata live dopo una carriera costellata di successi, di violenze non indifferenti e di episodi difficili da dimenticare. Ad accompagnarla per il grande evento una chitarrista con cui non ha mai suonato, sostituta della sua spalla destra. Pi, introversa e misteriosa, contraltare della blueswoman con cui duetta, dialoga, litiga fino allo svelamento di un segreto sepolto da troppo tempo che la lega profondamente alla cantante più di quanto quella non immagini.
Intermezzi musicali si inseriscono perfettamente tra un dialogo e l’altro, tra il racconto di una violenza subita e un ricordo infantile, tra riflessioni di chi nella vita ne ha passate tante e molto, troppo dolore.
Lo spettacolo scorre in un soffio e nel piccolo Teatro delle Moline risuonano le note dei capolavori di donne indimenticabili come Bessie Smith, Billie Holiday, Nina Simone e Janis Joplin, per finire con Amy Whinehouse, cronologicamente l’ultima dipartita. Accomunate da un triste destino, vittime di violenza di chi le avrebbe dovute amare o affette da dipendenze da alcool e droga per ingannare la vita o forse solo sé stesse, le dive vengono omaggiate come fossero le “protettrici” di un modo di cantare e fare musica, il blues appunto, che al giorno d’oggi forse è fin troppo relegato ad una nicchia. Scadere nell’imitazione è un rischio comune quando si mettono in scena operazioni del genere, soprattutto restituendo un panorama musicale vario e diversificato, rischio che Roberta Lidia De Stefano e Flavia Ripa hanno sapientemente arginato interpretando la trama drammaturgica di Magdalena Barile con sorprendente spontaneità e naturalezza.
Cosa beveva Janis Joplin? è unico nel suo genere, per chi vuole accostarsi al misterioso mondo delle grandi regine del blues, per chi vuole rendere loro omaggio e per chi ama il blues che, come ricordato più volte dalla protagonista, «se non hai dentro un dolore non puoi cantare.» Dopo i racconti, gli aneddoti, le riflessioni sulla vita e sull’amore, le dipendenze varie ed eventuali e le litigate furibonde resta solo la musica, e quella è per sempre.

Lo spettacolo è andato in scena
Teatro delle Moline di Bologna
via delle Moline, 1/B
da sabato 27 a domenica 28 ottobre
sabato ore 20.00, domenica ore 16.30

Cosa beveva Janis Joplin?
testo di Magdalena Barile
con Roberta Lidia De Stefano e Flavia Ripa
costumi Barbara Bessi
residenza artistica Il lavoratorio Firenze
produzione le brugole&co

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