Io sono Maria

Sul palco del Teatro Forte Fanfulla va in scena Crepacuore, con Diletta Acquaviva, per la regia di Martina Ruggeri. Prodotto da Industria Indipendente, questo recital urticante e teso è stato vincitore di MArteLive 2011.

Maria è una giovane ragazza pugliese, figlia di una prostituta. Lei adora le ciliegie, quelle buone, quelle nel barattolo: le mangia avidamente, succhiandole, e sputando lontano i noccioli, mentre parla a bocca piena degli amori della sua vita. Sulle faccende d’amore la mamma l’ha messa in guardia e sempre le ripete: «Impara il cuore e mettilo da parte, non sia mai che poi ti serva veramente. Se ti affoghi, finisce che dura poco». Maria si specchia nella madre, nel destino che sembra essere lo stesso perché «riccia mia madre, riccia io, mezza cieca mia madre, mezza cieca io, puttana mia madre, puttana io». Questo pensa e racconta, mentre mangia avidamente le ciliegie, seduta su una sedia.
In un paese della Puglia scorre la sua vita di ragazza, tra il disprezzo della gente e le maldicenze dei compaesani, mentre suo fratello maggiore fa incetta dei gattini della casa, per esercitarsi con il fucile a pompa: dice che un giorno gli servirà, un bel giorno toglierà di mezzo le donne della casa, per togliersi lo scorno dell’infamia: una mamma puttana e una sorella tale e quale! In casa con la famiglia vive anche il nonno, che non rinuncia a consegnare i pruriti all’età e si affida a un porno per eccitare le parti mollicce. Così morirà il nonno: con le mani sul piacere e un infarto fulminante, davanti a un altro film porno.
Maria ci fa sorridere, racconta dei suoi primi innamoramenti, della sua vita semplice e di pensieri comuni, con accento marcato e profumato di una Puglia assolata, da cartolina. La tragedia resta in sottofondo, tra una battuta e una ciliegia. Non si notano subito le foto che campeggiano sulla scena, tre foto con relativi numeri, che rievocano scene di omicidi. Un giorno più indifeso di un altro, la casa resta aperta e degli sconosciuti ci s’infilano dentro. Maria è incollata davanti alla tv, perché la squadra blu della De Filippi è in vantaggio sulla bianca; dalla cucina arrivano le voci confuse del fratello e di sua madre che tentano di difendersi da quegli intrusi: gli insulti, le parolacce e poi la voce di sua madre, a cui quegli uomini vogliono fare la festa, «come si fa con le puttane», dicono; le grida del fratello, poi un tonfo sordo come di una testa che batte sul pavimento. Poi più nulla.
Gli applausi del pubblico riempiono il silenzio alla fine di questa performance che non svanisce nel ricordo, per il profondo timbro emotivo di cui è carica. Intensa, toccante e semplice: una storia come tante che non si consegna al sensazionalismo della tragedia strillata, che vive e soffre sommessamente, umanamente. Bellissimo spettacolo, eccellente la sceneggiatura e la regia. Diletta Acquaviva, nei panni di Maria, dà al suo pubblico una prova di bravura fuori dal comune.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Forte Fanfulla
via Fanfulla da Lodi, 5 – Roma
venerdì 30 novembre, ore 21.00

Crepacuore
di Erika Z. Galli
regia Martina Ruggeri
con Diletta Acquaviva

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