Resistere e reagire

Presentata a Firenze, presso il caffè letterario delle Murate, la piattaforma di crowdfunding per le arti performative, Crowdarts.

Pensata come un servizio per artisti, luoghi dello spettacolo e dell’arte, e pubblico; è soprattutto un modello di innovazione e di resistenza a una crisi che taglia i fondi alla cultura. Il crowdfunding è infatti una forma di finanziamento partecipato dal basso, una pratica con la quale si promuovono le proprie iniziative creative, sociali, imprenditoriali attraverso la rete – con lo scopo di reperire i finanziamenti necessari alla loro realizzazione. Per facilitare l’incontro fra ideatori di progetti e finanziatori, sono nate negli ultimi anni molte piattaforme che mettono in contatto le due realtà, e che si differenziano sia per il tipo di donazione e investimento proposto che per la tipologia di iniziativa presentata all’attenzione del pubblico.

Crowdarts è la prima piattaforma dedicata esclusivamente alle arti performative, e ha ottenuto, prima in Europa, il finanziamento dell’Unione Europea a sostegno delle startup creative e tecnologiche del settore culturale.

Una tra le caratteristiche del progetto, che balza subito all’occhio, è che si tratta di una proposta giovane, dinamica, agguerrita, ideata da una under 35. Serena Telesca, fondatrice di Crowdarts, parla del suo progetto in modo chiaro e determinato. La situazione è considerata in modo obiettivo: artisti, teatri, luoghi dello spettacolo in generale risentono della crisi, dell’allontanamento del pubblico e delle riserve che, quest’ultimo, manifesta nei confronti dei nuovi linguaggi. Inoltre, molti progetti che puntano sulla ricerca, la sperimentazione e l’impegno sociale faticano a trovare un sostegno.

Di fronte a un presente fatto di tagli agli investimenti, disaffezione del pubblico, difficoltà di artisti e strutture a trovare le risorse per svolgere la loro attività, Crowdarts si presenta allora come una struttura di sostegno, fondata su un ideale di sostenibilità e finanziamento dal basso – alternativo; proponendosi di avvicinare e mettere in relazione fra loro pubblico, luoghi e artisti, ossia i tre attori dell’evento performativo.

Rispetto ad altre piattaforme, Crowdarts offre alcuni servizi importanti. Per prima cosa, artisti e professionisti che propongono un progetto sono supportati dalla piattaforma attraverso forme di tutoring e coaching – in modo da rendere efficace dal punto di vista comunicativo e imprenditoriale la loro campagna di crowdfunding. Altro servizio peculiare di Crowdarts è quello del Marketplace, che si propone di favorire i luoghi dello spettacolo (spazi, festival, biblioteche, ossia tutti coloro che effettuano una programmazione) nella diffusione di produzioni già realizzate, attraverso la creazione di una vera e propria agorà di livello internazionale. La circuitazione è infatti considerato un momento molto importante nella vita di un progetto artistico: produrre non è un traguardo sufficiente; una volta realizzati, i progetti necessitano di incontrare il pubblico (più o meno esperto) per poter crescere ed evolvere.

Essendo una piattaforma reward based – che si serve di forme di finanziamento focalizzate sulla donazione modale (la ricompensa ottenuta da chi dona non ha corrispettivo rispetto al valore monetario della donazione), il pubblico ha la possibilità di fare una donazione in cambio di varie ricompense, che vanno da un ritorno in termini di visibilità (ringraziamento) alla possibilità di vivere una vera e propria esperienza connessa al progetto finanziato.

Se talvolta si sente commentare, rispetto allo strumento del crowdfunding, che si tratta di una panacea cui si ricorre in tempi di crisi; occorre invece sottolineare un aspetto interessante, connesso proprio al tipo di ricompensa esperienziale prevista in Crowdarts.

L’idea sottostante è quella di provare a rispondere alla difficoltà di relazione col pubblico con la proposta di un avvicinamento. Offrendogli, in altre parole, l’opportunità di vivere direttamente un’esperienza collegata al progetto finanziato. A ciò si accompagna una riscoperta della relazione diretta fra artisti e pubblico e del valore intrinseco di questa relazione, aspetto ben noto a chi è del mestiere, ma non sempre presente al pubblico, che è anzi più avvezzo alla mediazione del mezzo tecnologico.

Sarebbe interessante e rappresenterebbe una grande vittoria se questo tipo di piattaforme fosse in grado di creare una comunità che, formatasi nella rete, riuscisse poi ad attuare concretamente, nel mondo reale, idee e progetti apprezzati e condivisi, e finanche a incontrarsi.

Crowdarts si presenta come un’azione coraggiosa, una scommessa che punta su un bene considerato necessario – in cui pochi, al momento, danno prova concreta di credere: la cultura. È quindi anche un grande atto di resistenza e di speranza: credere che il pubblico voglia essere coinvolto e voglia sostenere e riconoscere il valore della cultura e rivendicarne un ruolo che lo Stato, per primo, dimostra di non ritenere fondamentale (parliamo di tagli al mondo dello spettacolo, certo, ma anche di scuola e di beni artistici).

Il progetto Crowdarts sarà presentato pubblicamente e ufficialmente sabato 19 marzo presso lo spazio Impact Hub, a Firenze, a partire dalle ore 16.00. Un momento pensato dai suoi organizzatori come festa, in cui oltre alla presentazione della piattaforma, avrà luogo la presentazione dei progetti già promossi, oltre a un dibattito dal titolo Le performing arts e nuovi modelli di impresa. Seguiranno aperitivo dj e networking.

La conferenza stampa ha avuto luogo:
Le Murate, Caffè letterario
piazza delle Murate, Firenze
mercoledì 9 marzo, ore 12.30

Presentazione del progetto Crowdarts
interventi di:
Massimo Bressan, Presidente del Teatro Metastasio
Vieri Calogero, Co-Fondatore di Impact Hub Firenze
Serena Telesca, Fondatrice di Crowdarts

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