Esso è Spettacolo

carrozzerie-notNel nuovo, ‘stilosofico’ e confortevole spazio delle Carrozzerie N.O.T. è andato in scena il comico horror vacui della generazione giovane (per pochi anni ancora) nel limbo del contemporaneo. Replica straordinaria per Gioia Salvatori. E si capisce il perché.

Nel panorama dell’indipendente romano sono poche le sicurezze. In genere, l’esperienza insegna che, tra la miriade di spettacoli, nella costellazione di spazi rionali più o meno canonici allestiti in barba all’emergenza crisi, il clamore e la mondanità di un evento teatrale è inversamente proporzionale ai contenuti presentati. In altre parole, maggiore è la pubblicità, più aumenta il rischio che lo spettacolo sia insulso (regola non applicabile ai buffet). Poi succede il contrario e il pubblico esulta cantando osanna, avendo sacrificato per il teatro una cena a Porto Fluviale. Se poi ci scappano quattro risate, alleluia alleluia. Il progetto Cuoro approda (o dovremmo dire parcheggia?) alle Carrozzerie N.O.T. avendo utilizzato a piena potenza tutti i canali del manuale base nelle scienze della comunicazione dei poveri. Video su youtube, pagina facebook, volantini (anzi, flyer), ufficio stampa, grafiche, foto. Accattivanti, divertenti, buffi, insomma folgoranti, ma al tempo stesso incompiuti perché innescano una curiosità quanto meno rischiosa. Eppure lo spettacolo mantiene la promessa, anzi di più, sorprende. Un miracolo! Un miracolo perché Cuoro ha uno stile originale – nei costumi azzeccati e raggianti, come nelle scenografie forse poco funzionali (alla visione, almeno nella prima parte) ma molto cool di Giuseppe Crisafo -, una regia dinamica ed efficace di Giuseppe Roselli, un linguaggio piacevole, un ritmo brillante e un’attrice a un passo dal fenomenale, Gioia Salvatori. A tutti coloro che ritengono il teatro italiano sia fermo a Nicolaj e Carmelo Bene, oppure spacciato (come l’indecente questione irrisolta dell’Eliseo), si prega di scegliere con più attenzione, vale la pena andarsi a cercare interpreti di livello e contenuti stimolanti negli spazi indipendenti perché c’è fermento, ancora sporadico e dissociato, ma chissà che non diventi un’onda compatta. Se di onda si trattasse (e speriamo), Cuoro sarebbe pura corrente.

Non è uno spettacolo perfetto, ancora, ma certamente gradevole, azzardiamo comico, senza essere però imbarazzante, demenziale o, peggio ancora, demagogico. Un buon teatro nasce da un’idea e da un buon testo. In principio era un blog creato dalla stessa Salvatori. «Un blog importante anche se non sai leggere» per descrivere con arguzia il disagio dell’ormai proverbiale precariato moderno. Prendere la vita con spirito, osservare le manie ossessive, le tendenze assolute, anche solo gli spazi vuoti nella vita di tutti i giorni, perché «ognuno fanno come può», per poi restituirli con brio. Dai numerosi post è poi nato lo spettacolo in collaborazione con Giuseppe Roselli, costruito su misura per la travolgente autrice/attrice. Nella prima parte, più ciarliera, le tematiche sono presentate su due piedi in una scenografia in stile cantiere o zona pericolo. La protagonista in tutù confessa da subito il problema originale, la famiglia, e da lì passa in rassegna le tipologie possibili di esseri umani tra sentimenti buoni e quelli brutti. L’uno e l’altro argomento sono cadenzati da divertenti favole al telefono. Quando poi arriva la questione dell’amore sono dolori. E per uno spettacolo che gioca sulla parola e il simbolo del cuore è un bel dire. La seconda parte assomiglia a un format. Un talk show monologato con tanto di rubriche, giochi e canzoni (eseguite con impressionante vocalità), concluso poi esattamente da dove eravamo partiti. La quadratura del cerchio.
Così che tutto quello che poteva sembrare frivolo e mondano, un semplice e puro spettacolo, diventa una lettura approfondita di chi siamo oggi, meglio di cosa siamo diventati, tra amarcord e speranze reticenti, educate. Dunque una riflessione consapevole sugli stati generali dell’attualità analizzando le relazioni umane, come il rapporto di dipendenza alle mode o alla televisione. Uno spettacolo che unisce Maria De Filippi al dramma di Didone, i Gazosa al dibattito sociale sulle Birkenstock, creando atmosfere surreali senza pedanteria. Ci si allontana dallo spettacolo con rinnovata leggerezza, la nostra situazione pur nella crisi fa ridere, e per chi la vive ogni giorno è un conforto.
Perciò grazie, grazie di Cuoro.

Lo spettacolo è andato in scena:
Carrozzerie N.O.T.
via Panfilo Castaldi, 28/a – Roma
22 novembre 2014 ore 21:00
(durata 80 minuti circa senza intervallo, o forse sì…)

Cuoro
di e con Gioia Salvatori
tratto dal Blog: http://cuoro.tumblr.com/
regia di Giuseppe Roselli
aiuto regia Francesca Romana De Berardis
scene di Giuseppe Crisafio
luci Javier Delle Monache
costumi Le CostuMistiche
registrazioni audio Monkey Studios
video Luca Di Prospero, Maddalena Monti
foto e grafica di Manuela Giusto

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