Genesi storica di un personaggio inventato

Chi era, cosa faceva e quali sono state le vera gesta di Cyrano de Bergerac, l’eroe nato dalla penna di Rostand? La nascita del paladino dei letterati raccontata da Alessandro Preziosi al Teatro Vascello di Roma.

Cyrano è lo schermidore dal naso improponibile, l’uomo dal sarcasmo più affilato della spada, innamorato di Rossana, suggeritore dimesso di Cristiano. Cyrano è l’eroe immaginato da Rostand, l’intellettuale guerriero, capace di destreggiarsi con le armi e con la parola. Cyrano è «solo un povero cadetto di Guascogna che non sopporta la gente che non sogna» della celebre canzone di Francesco Guccini. Cyrano è tutto questo, la summa e il punto d’incontro al vertice di tre differenti uomini, di tre fili che il testo di Preziosi riesce a tenere separati in una treccia lunga e precisa: il Cyrano storico, il personaggio teatrale a lui ispirato e Rostand stesso, con le sue idee e le sue vicissitudini. Cyrano sulla Luna, ovvero l’altro mondo o Gli Stati e gli imperi della Luna ci svela chi era Savienien Cyrano de Bergerac, il letterato poliedrico, ma ricordato da tutti per il suo naso poco discreto. Il suo capolavoro è un testo di fantascienza nel quale si descrive un viaggio meraviglioso nei Paesi della Luna e del Sole, tra popolazioni strane e sconosciute, dove il protagonista giunge in volo grazie a una sorta di razzo.

Attraverso le pagine di questo testo, il monologo di Alessandro Preziosi ci conduce nel viaggio alla scoperta del modello di Rostand, molto diverso dallo spadaccino agguerrito in cui è stato trasformato, e ci mostra uno scrittore curioso e schivo, propugnatore ante litteram del fate l’amore, non la guerra, colto dello scibile, che “fu tutto e non fu niente”, per il suo capriccio di non asservirsi ai potenti, di non scrivere per campicchiare all’ombra di un mecenate, per quella sua capacità di dire “no, grazie”. I suoi scritti rimasero così senza i lustri della fama e della gloria, le sue lettere d’amore appannaggio esclusivo di qualche donna amata e forse anche la sua vita sarebbe scomparsa intabarrata dietro il mantello scuro, calato come un sipario alla fine della sua esistenza, se la penna di Rostand non l’avesse inchiodata alla pagina e consegnata alla memoria collettiva, facendola diventare un “classico”, un libro che non si legge, ma si ri-legge, come nota Preziosi. Si rilegge un classico anche se lo si sfoglia per la prima volta, perché in qualche modo è già dentro di noi, interiorizzato da una conoscenza ancestrale divenuta ormai genetica. Così è Cyrano, l’uomo intelligente e indignato con il potere, che sa dire di no, ma si ritira in un quieto vivere lontano dalle turbolenze politiche. Cyrano appartiene a tutti perché non è un eroe, perché vive, ama, combatte nobili tenzoni quotidiane, si difende dalle sue palesi imperfezioni, ma a differenza dell’uomo comune compie ogni sua azione con eleganza e arguzia irraggiungibili, che lo staccano dalla massa e lo rendono un modello da ammirare e da adottare, forse anche da adattare, ciascuno alle proprie esigenze, gettandogli addosso il proprio cappello.

Così la scenografia ci viene incontro, facendo avvertire la presenza di Cyrano come un manichino che assume le sembianze delle vesti che porta, che può essere tutto, ma che non è niente.

L’interpretazione di Preziosi, enfatica e cadenzata, appare distaccata nella fase iniziale,  ma addentrandosi nell’opera si fa naturale e disinvolta, fino a raggiungere momenti notevoli di recitazione. L’andamento, nel suo complesso, è una climax ascendente che non può che strappare meritati applausi.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Vascello
via Giacinto Carini, 78 – Roma
fino a giovedì 27 marzo 2014
orari: da martedì a sabato ore 21.00, domenica ore 18.00
(durata 1 ora e mezza circa)

Cyrano sulla Luna, ovvero L’altro mondo o Gli stati e gli imperi della luna
regia Alessandro Preziosi
con Alessandro Preziosi

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