Al Teatro Oscar storie di donne in bilico tra immaginazione e realtà, vita e morte. Elisabetta Vergani dà corpo e voce a donne coraggiose che hanno lascito un segno nella letteratura del Novecento.

È la brava Elisabetta Vergani a interpretare cinque vite straordinarie del secolo scorso, tanto diverse tra loro eppure tanto simili da avere in comune il grande amore: la scrittura. Il filo conduttore che lega Virginia Woolf, Katherine Mansfield, Milena Jensenka, Marina Cvetaeva ed Emily Dickinson è la consapevolezza di essere speciali, di essere nate scrittrici, di avere nella penna l’amica più fidata – oltre che l’unico mezzo per dire ciò che sentono davvero, senza filtri. La presa di coscienza di se stesse e della propria straordinaria inclinazione porta naturalmente alla necessità di un luogo tutto per sé – A room of my own di Woolfiana memoria – nel quale dar vita alle proprie fantasie e all’interno del quale il mondo esterno e quotidiano – così invadente – non può entrare.

Le cinque donne sono (rap)presentate attraverso i loro scritti e le loro lettere, nelle quali bramano la vita, la morte, la felicità ma, soprattutto, una stanza. Non a caso il viaggio comincia con brani tratti dal celebre scritto succitato di Virginia Woolf, dove l’autrice spiega l’importanza di avere un proprio spazio personale che, nella propria epoca, era in genere concesso solamente agli uomini.

Attraverso questi cinque ritratti si riscoprono altrettanti modi di essere donna e scrittrice. Momenti di assoluta felicità ed entusiasmo, di empatia con il mondo sono contrapposti a episodi in cui è lo sconforto a prendere il sopravvento. Mentre l’amarezza di dover lottare per l’affermazione dei propri diritti e desideri, a sua volta, si trasforma in forza prorompente che travolge le eroine nel turbine della scrittura.

Il tutto è raccontato dalla Vergani che, forse, avrebbe potuto equilibrare meglio la scelta delle letture e calibrare con più precisione la loro ripartizione. Probabilmente sarebbe stato più dirompente un approfondimento delle meno note Cvetaeva, Jensenko e Mansfield a discapito delle notissime Woolf e Dickinson, alle quali è dedicato gran parte dello spettacolo.

In ogni caso l’attrice interpreta ottimamente tutte queste esperienze – con sentimento e raffinatezza – in un dialogo costante con il pianoforte di Filippo Fanò.

Serata senza dubbio interessante.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Oscar
via Lattanzio 58 – Milano
fino a domenica 20 febbraio
orari: ore 21.00 – domenica ore 17.00

Da una stanza all’altra – viaggio nella letteratura femminile del ‘900
drammaturgia e regia Elisabetta Vergani
con Elisabetta Vergani (voce) e Filippo Fanò (pianoforte)
musica Filippo Fanò
video Claudio Coloberti
luci e suono Giulia Rota

produzione Farneto Teatro

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