Il primo dei Cinque Concerti Romantici organizzati da I Pomeriggi Musicali, completamente dedicato a Tchaikovskij, risveglia nel pubblico un’attenzione tutta particolare che sfocia, alla fine, in un tripudio.

Il Teatro degli Arcimboldi gremito di gente è lo scenario in cui si è svolto il primo dei cinque appuntamenti riservati alla musica romantica dove protagonista assoluto è stato il compositore russo Tchaikovskij, ideale raccordo con le serate della scorsa stagione – terminate con l’esecuzione del suo Concerto per violino e orchestra della Sinfonia n.5. Quest’anno, però, il programma è stato più articolato prevedendo, in apertura, l’Ouverture-Fantasia Romeo e Giulietta, un must del repertorio romantico del secondo Ottocento. I temi – celeberrimi anche per i meno avvezzi al genere – sono sempre ben ripartiti nelle varie sezioni dell’orchestra, in cui i fiati danno davvero un’ottima prova della loro bravura: sempre intonati e con la giusta quantità di suono, sembrano sostenere, quasi aiutare gli archi che, a volte, mostrano qualche difficoltà d’insieme. In ogni caso, la potenza e l’immensità delle melodie non vengono minimamente intaccate: quel senso di perfetta armonia tra la musica e l’infinito, che riempie il petto sciogliendosi in un respiro profondo, permane.

Questo senso di pienezza prepara l’ascolto delle Variazioni su un tema rococò per violoncello e orchestra, brano tra i più difficili e conteso, amato e temuto dai violoncellisti di tutto il mondo. A eseguirlo Enrico Dindo, vincitore nel 1997 del Concorso Rostropovich di Parigi che, da quella vittoria, si è imposto come uno dei migliori violoncellisti della sua generazione. Grande musicalità e un approccio attento alla partitura contraddistinguono questa interpretazione che diventa da manuale se si considera l’aspetto tecnico e la precisione dell’intonazione anche nei salti più difficili. Il tutto viene condotto con grande sicurezza e al piacere di una bella esecuzione si aggiunge quello di vedere e sentire un musicista che prova – e quindi è in grado di trasmettere – la gioia del suonare. Dindo concede come bis un Andante cantabile, sempre di Tchaikovkij, questa volta accompagnato solo dagli archi dei Pomeriggi e senza l’ausilio di Aldo Ceccato – direttore della serata.

A chiudere la performance è la Sinfonia n. 4 in fa minore op. 36 del 1877 che – a detta del compositore – vede tutto ruotare attorno al tema del fato. Ecco quindi un altro elemento prettamente romantico dar vita a una musica dalle proporzioni titaniche, unico veicolo possibile per esprimere l’amore, le speranze e le delusioni dell’uomo, non senza l’aggiunta di qualche elemento autobiografico, di cui spesso si sente l’eco nelle composizioni del “nostro” (come molti sapranno Tchaikovsij ha avuto una vita sentimentale tormentatissima).

Ancora una volta i fiati hanno avuto la meglio – in particolare corni e oboi, questi ultimi capitanati dal bravissimo Francesco Quaranta. Buona nel complesso l’esecuzione diretta da Ceccato, omaggiata dal pubblico con una vera e propria ovazione.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro degli Arcimboldi
viale Dell’Innovazione, 20 – Milano
martedì 7 giugno, ore 21

Del romanticismo decadente
Tchaikovskij:
Romeo e Giulietta ouverture-fantasia
Variazioni su un tema rococò per violoncello e orchestra
Sinfonia n. 4 in fa minore op.36
direttore Aldo Ceccato
violoncello Enrico Dindo
orchestra dei Pomeriggi Musicali

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