Le tre età della musica

In una serata completamente dedicata al Classicismo il pubblico del Teatro Dal Verme ha potuto confrontare tre momenti diversi nella vita di un musicista: l’esordio, l’affermazione giovanile e l’apice della carriera.

Al Dal Verme – ormai è risaputo – piace stupire, almeno tanto quanto interessa proporre un repertorio ricercato o, quanto meno, inusuale.
Giovedì 3 maggio, però, si è usciti dai soliti schemi proponendo addirittura tre personaggi completamente diversi tra loro, eppure in qualche modo complementari: Daniele Rustioni – direttore d’orchestra ventottenne con una consolidata carriera internazionale alle spalle – alla guida dell’Orchestra dei Pomeriggi Musicali, in una prima parte tutta mozartiana comprensiva del Concertone per due violini e orchestra in do maggiore e del Concerto per violino e orchestra n. 3 in sol maggiore KV 216, eseguiti da Davide De Ascaniis – esordiente ventunenne – e da Sonig Tchakerian – musicista premiata in numerosi concorsi prestigiosi e insegnante dello stesso De Ascaniis.
Il Concertone – che prevede la presenza di entrambi i solisti – è un brano raramente eseguito, che ha una portata teatrale notevole e richiama da vicino alcuni momenti del Don Giovanni o de Le nozze di Figaro e, proprio a questa dimensione, sembra tendere la direzione di Rustioni. Colpisce inoltre come i due violini abbiano un timbro affine, sebbene un suono differente: più filante quello di De Ascaniis e maggiormente aggressivo quello di Tchakerian. Il respiro musicale è, al contrario, il medesimo e il duo è ben affiatato. Risultato assolutamente compatto anche nel rapporto con l’orchestra e un’esecuzione complessiva che definiremmo vivace.
Per il Concerto in sol maggiore rimane sul palco solo Tchakerian che regala al pubblico una bella prova, musicalmente interessante, con un suono – elegante e molto curato – che sembra lontanissimo dal brano precedente.
Una menzione particolare va all’Adagio che sa essere pura poesia già dalle prime – apparentemente banali, ma in realtà difficilissime: cinque note del violino dove in ogni ripetizione Tchakerian riesce a tenere gli spettatori con il fiato sospeso. Sensazione che il pubblico sperimenta nuovamente nel primo bis – dalla grande difficoltà virtuosistica – che entusiasma la maggior parte dei presenti ma che, forse, non rende pienamente giustizia alla maestria della solista. Perfino meglio il secondo bis – questa volta condiviso con De Ascaniis – che propone un adattamento di un Capriccio per due violini di Wieniawski.
Nella seconda parte, l’Orchestra torna protagonista con la Sonfonia n. 104 in sol maggiore Hob. I:104 di Haydn, alla quale Rustioni dedica ogni attenzione ed energia per una resa perfetta e senza sbavature, e dove al Menuetto – Trio: Allegro, segue il Finale: Allegro spiritoso, autentico vortice di entusiasmo.
Ovazione assoluta non solo da parte del pubblico, ma anche di un’orchestra entusiasta.

Lo spettacolo è andato in scena:
Teatro Dal Verme
via Giovanni sul Muro, 2 – Milano
giovedì 3 maggio, ore 21.00

Mozart:
Concertone per due violini e orchestra in do maggiore
Concerto per violino e orchestra n. 3 in sol maggiore KV 216

Haydn:
Sinfonia n. 104 in sol maggiore Hob. I:104
violini Davide De Ascaniis e Sonig Tchakerian
direttore Daniele Rustioni
Orchestra I Pomeriggi Musicali

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