Invecchiano anche i maestri

Uno spettacolo al Menotti di Milano su Gaber e Brassens che rivela tutti i limiti e l’età delle loro riflessioni. Interpretato, però, magistralmente da Andrea Mirò e Alberto Patrucco.

Lo ammetto: mi sono annoiata. Eppure Andrea Mirò e Alberto Patrucco cantano benissimo, l’arrangiamento musicale è buono, lo spettacolo gira bene e con i ritmi giusti, i protagonisti sono affiatati. Ma Degni di nota, in scena al Menotti di Milano, ha un neo: benché i testi siano riveduti, corretti e aggiornati dai due autori, Patrucco e Voceri – che si sono spinti fino alla morte di Licio Gelli (avvenuta pochi giorni prima che assistessi allo spettacolo) –, risentono di due difetti: la misoginia di Brassens e una certa vetustà delle riflessioni, spesso ormai banalotte, di Gaber. A dirla tutta, ci sono due aggravanti: anziché partire con una filippica contro i “vip” che sembra uscita da un cabaret televisivo, Patrucco avrebbe potuto rendere più attuale il disincanto di Gaber. Che è datato, ma all’epoca pungeva. In più Patrucco è un buon attore e cabarettista, ha uno straordinario senso e ritmo delle battute, ma non è Gaber: non ha la sua aria stralunata, le sue facce incredibili e buffe, non ha quella sua “animalità” da palcoscenico, che ne ha fatto un personaggio unico nel nostro panorama musical-teatrale. Gaber ha aperto una strada: chi gli va dietro deve farsi venire un’idea, perfino quando lo interpreta. Quanto a Brassens: che noia le canzoni scelte! Su Andrea Mirò non ho commenti: è bravissima, si sa, è una vera musicista. Ha la straordinaria dote di non civettare mai con il pubblico e il suo partner, di non provare a sedurli in nessun modo, di non cedere ad alcun trucchetto. Però: come mai ha accettato un repertorio così vintage? Fosse stato davvero un repertorio vecchio, sarebbe andata bene perfino la misoginia: è un fatto storico. Ma quelle canzoncine contro le donne “che rompono” (tesi che Brassens ripeteva anche nelle interviste, senza molta fantasia e senza riflettere abbastanza né sul genere di donne che frequentava né su stesso) sono proprio brutte e volgarotte. Perché ritirarle fuori? Sia Gaber sia Brassens hanno fatto di meglio. A chi li sceglie ancora come maestri, e ci sono tanti motivi per farlo, occorre una grande capacità di selezione. Detto questo, il pubblico ride. In fondo ride anche davanti al cabaret televisivo. Quanto ai musicisti che accompagnano: non strafanno. E alcuni arrangiamenti sono debolucci. Ma, nell’insieme, reggono la scena.

Lo spettacolo è andato in scena
Teatro Menotti
via Ciro Menotti 1° – Milano
fino all’1 gennaio 2016

Degni di nota. Tra Gaber e Brassens
testo di Alberto Patrucco e Antonio Voceri
regia di Emilio Russo
con Andrea Mirò e Alberto Patrucco
e con Daniele Caldarini (pianoforte e tastiera), Francesco Gaffuri (contrabasso e basso elettronico), Beppe Gagliardi (batteria e percussioni)
musiche di Georges Brassens e Giorgio Gaber
arrangiamenti e direzione musicale di Daniele Caldarini e Andrea Mirò
produzione Tieffe Teatro Milano

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