Il teatro come amore, cura, rispetto, inclusione, dialogo. Questa la magia di TrenOff, il microfestival che ha invaso, per una sera, un quartiere periferico di Bologna grazie all’audacia e alla perseveranza di Instabili Vaganti.

Parafrasare il titolo di un libro di Raymond Carver, che ha aiutato un’intera generazione a confrontarsi con l’idea preconfezionata dell’amore e le consuetudini prive di intimità della relazione con l’altro da sé, sorge spontaneo per parlare della due giorni che si è svolta a Bologna, nella zona popolare di Barca.
Per il turista (italiano e straniero) il capoluogo emiliano è sinonimo di bellezza: lo sfavillio di piazza Maggiore e lo srotolarsi infinito dei suoi portici. Per altri è l’accorato dolore per la strage del 1980, o l’orgoglio per la medaglia d’oro al valor militare per la Resistenza partigiana contro il nazi-fascismo. Per altri ancora è una capitale culturale con la sede universitaria più antica del mondo occidentale e l’elenco delle sue case editrici. Ma esiste anche un’altra Bologna, quella nera raccontata da Carlo Lucarelli in Almost Blue (e fedelmente trascritta per il cinema da Alex Infascelli), quella sregolata del mercato degli affitti agli universitari fuori sede, quella delle periferie urbane degradate, e quella civile che scende in piazza per gridare la riapertura del centro sociale Làbas, sgomberato un mese fa a colpi di manganello (come ha ricordato dal palco Alessandro Bergonzoni).
A noi di Persinsala piace di più quest’ultima. Quella che si impegna a costruire politiche sociali utopiche, ma non illusorie, perché un altro mondo è ancora possibile.
E in questo solco sembrano essersi mossi anche Instabili Vaganti che, venerdì 8 settembre, hanno permesso ai cittadini della zona Barca di riappropriarsi dello spazio antistante il complesso edilizio Treno, edificato (insieme all’intero quartiere circostante) alla fine degli anni 50 dal Gruppo Vaccaro, e inteso come un microcosmo di compartecipazione e buon vicinato con edifici residenziali a pochi piani, attività commerciali e ludiche e uno splendido parco. Ma gli anni sono passati e la sera, davanti al Treno, quando le luci calano, la gente rientra nelle proprie abitazioni e chiude le porte a doppia mandata. L’8 settembre, però, questo non è accaduto. Una piccola folla festosa ha invaso 300 metri di strada chiusa al traffico e i portici di fronte alle attività commerciali ancora aperte (molti i negozi abbandonati), per ridere, pensare, interagire, emozionarsi e applaudire le tredici compagnie e artisti che si sono esibiti per strada, rispondendo al bando Metti in moto la cultura. Un bando che ha anche comportato l’assegnazione di due premi importanti, soprattutto in un momento di crisi economica come questo, ossia di 1000 euro e una residenza di dieci giorni per la produzione di uno spettacolo, e un secondo che dà l’opportunità di un’altra residenza di dieci giorni sempre all’interno del LIV, lo spazio gestito da Instabili Vaganti a Bologna.
Aldilà però dell’assegnazione dei premi (per dovere di informazione ricordiamo che li hanno vinti, rispettivamente e meritatamente, Turconi-Deblasio con Mondo Cane e C&C Company con A peso morto, oltre alla menzione speciale a Respirale Teatro per Again by now), quello che ha colpito maggiormente è stato vedere bambini dai 4 ai 14 anni assistere rapiti alle rappresentazioni, tifando, interagendo, dando pareri e perfino suggerimenti – coinvolti dalla magia del teatro, che è la relazione fisica e materiale con l’altro da sé, con linguaggi espressivi non stereotipati, con modelli di comportamento dati per scontati che, visti sulla scena, fanno riflettere (non a caso, il teatro è specchio della società) e suscitano dubbi – Abbi dubbi, cantava Bennato.
Questo teatro è il miglior antidoto al degrado urbano, al senso di abbandono degli anziani, all’accettazione di modelli preconfezionati degli adolescenti, al vuoto culturale della televisione, alle porte blindate (fisiche e mentali). Questo teatro è il riappropriarsi dello spazio da parte della polis, il rivendicare una democrazia sociale che vada aldilà di quella formale della politica romana. Ed è anche un recuperare, stranamente, la dimensione del quartiere – popolare nel senso di inclusivo e compartecipato – che sembrava animare gli intenti dei suoi progettisti.
Anche la premiazione, il giorno successivo, è stata in qualche modo diversa dal solito. Perché gli applausi non sono stati di maniera, al contrario: i partecipanti – artisti e compagnie – si sono confrontati volentieri raccontando l’esperienza dal loro punto di vista come una sfida vinta. Perché hanno sentito anche loro di aver fatto parte, per una sera, di un progetto più grande e importante; di essere arrivati, attraverso TrenOff, al cuore di un mondo che difficilmente si reca a teatro e, allora, come negli anni Settanta, è stato il teatro a recarsi dal suo pubblico – quello di domani: dei bambini dal 4 ai 14 anni che, secondo noi, è anche quello da coltivare ben più dell’abbonato annoiato della domenica pomeriggio. Una premiazione che ha visto la presenza del Presidente di quartiere, Vincenzo Naldi, che si è impegnato perché TrenOff continui a viaggiare e la prossima stazione non sia tra cinque anni (come accaduto finora alla manifestazione, che aveva visto la prima edizione nel lontano 2012). Ma soprattutto una premiazione che ha risvegliato un po’ in tutti i presenti il senso di stare partecipando a un qualcosa che non si pone solamente contro, bensì a favore: dell’arte, della cultura, della bellezza – quella bellezza che, un po’ retoricamente, ci piace pensare salverà il mondo.

Gli eventi si sono svolti nell’ambito di TrenOff:
venerdì 8 settembre, dalle ore 19.00
complesso di edilizia residenziale pubblica Treno
zona popolare Barca – quartiere Borgo Panigale/Reno
piazza Giovanni XIII – Bologna
Vetrina Urbana del Contemporaneo
spettacoli, performance, interventi site-specific e installazioni di artisti e gruppi selezionati attraverso il bando internazionale Premio Metti in moto la cultura
hanno partecipato: Alice Mazzara, Andrea Roccioletti, Azul Teatro, C&C Company, Costantino Rizzuti, Erika Salamone, Francesca Antonino, I Nani inani, La Ribalta Teatro, Maria Carpaneto, Respirale Teatro, Simona Migliore, Turconi-Deblasio

sabato 9 settembre, ore 12.45
LIV Performing Arts Centre
via Raffaello Sanzio, 6 – Bologna
nomina del vincitore del Premio Metti in moto la cultura (offerti da Reno Motor Co.)

Foto Valerio Agolino

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