«L’interno del labbro di un grosso felino»

La disobbedienza civile e il terrorismo della compagnia udinese-bolognese Cosmesi arrivano sulla scena del Festival Internazionale del Teatro in Piazza di Santarcangelo, alzando da subito una parete di parole sovversive, affilate e a doppio taglio.

Di natura violenta non è uno spettacolo semplice. Nascosta dietro uno schermo trasparente, Eva Geatti accompagna in silenzio i testi sovraimpressi che appaiono e scompaiono senza soluzione di continuità, di fatto aspettando che la prima tornata filosofica giunga al suo termine. È H.D. Thoreau a parlare. Il filosofo ambientalista statunitense autore del Walden ovvero Vita nei boschi introduce sotto i colpi di un vento sferzante il tema della Natura, essenza ambivalente per antonomasia, ed è proprio sul doppio che si basa tutta la pièce: due canali di comunicazione, due «biografie di riferimento», due condizioni esistenziali estreme e due mondi a confronto.

Sulla scena, abitata prima da un uomo vestito à la clochard e poi da un professore emerito, non accade quasi nulla. L’attenzione del pubblico deve rimanere incentrata sul testo, sulla parola scritta, resa mobile e viva grazie a un tecnicismo puramente estetico che ne alleggerisce la pesantezza didascalica. «Che cosa significa selvaggio, dov’è altrove? Come viene cercato l’isolamento e intrapresi la fuga, l’astensione, l’essere in disparte?». Queste le domande inevase su cui Cosmesi ci invita a meditare, incoraggiandoci a creare ognuno la propria risposta, distaccandosi dall’oralità della voce in off per entrare in uno spazio riflessivo personale, coadiuvato proprio dal testo liberamente fruibile e quindi disponibile ad appropriazioni soggettive.

Il professore emerito di cui si accennava prima altri non è che Ted Kaczynski (La società industriale e il suo futuro), contraltare dicotomico nella sfera orale della neonata creazione Cosmetica. Le parole di quest’uomo, noto ai più con il nome di Unabomber (quello vero, non l’emulo italiano), vengono affiancate a quelle dello scrittore ottocentesco per creare un cortocircuito ideologico di grande efficacia. A parità di critica della società industriale, per entrambi fautrice di un consumismo (tecnologico e non) aberrante e paralizzante, i toni anarco-rivoluzionari del bambino prodigio dell’Illinois amplificano la natura violenta dell’essere umano, facendola deragliare dai binari più animaleschi e leopardiani stesi in precedenza da Thoreau.

Al di là di questo meccanismo narrativo frammentario di indubbia riuscita, però, non sembrano esserci ulteriori sforzi creativi degni di nota (eccezion fatta per lo sfondamento della quarta parete, che aggiunge carne alla brace della disamina tecnologica). L’unico testo prodotto “in casa” – e pronunciato da una flebilissima voce che rende necessario il raddoppiamento linguistico dei sovratitoli –, oltre a una certa bellezza poetica, non offre altro che considerazioni banali («stare insieme per non stare da soli») e solipsistiche, così come solipsistica e sterile è la partitura coreutica. Delegando ogni responsabilità al testo scritto (per quanto incarnato), infatti, la compagnia quasi annulla il corpo performante, che si ritrova a muoversi sul palcoscenico con uno scopo puramente ancillare, senza coniugarsi con gli altri linguaggi già di per sé saturi. Il grido fisico risulta smorzato, quindi, da un sovraccarico comunicativo che finisce per annoiare, ripetendosi sempre uguale. Ciononostante, l’idea di mettere in danza testi filosofici rimane valida e si spera che in un futuro l’interdisciplinarietà messa in scena da questi performer riesca a dare frutti più maturi e saporiti.

Lo spettacolo è andato in scena all’interno del Festival internazionale del teatro in piazza di Santarcangelo
Lavatoio

via Ruggeri 1
giovedì 14 luglio, ore 20.30
venerdì 15 luglio, ore 23
sabato 16 luglio, ore 19

Di natura violenta
di Eva Geatti e Nicola Toffolini
con Theo, Eva Geatti
con le voci di Guido Beretta, Filippo Pagotto
musiche, registrazioni e suono dal vivo Marcello Batelli
grafiche Alberto Merlin
collaborazione alla drammaturgia Tommaso Granelli
luci Cosmesi, Enzo Fascetto Sivillo
programmazione interattiva Frank Halbig
consulenza per l’allestimento Giovanni Brunetto, Federico Bacci
con la collaborazione di Orchestra giovanile di Firenze
musicisti Marcello Batelli, Janet Zadow, Riccardo Senesi, Filippo Scarafia, Roberto Seidita, Jacopo Pitta
amichevole collaborazione Sarah Chiarcos, Emanuele Kabu, Michele Bazzana, Davide Macor, Debora Ercoli
produzione Cosmesi, 2015
co-produzione Centrale Fies
in collaborazione con Ateliersi, Murmuris/Teatro Cantiere Florida, residenza artistica presso Kinkaleri | spazioK.prato centro di residenza regionale
si ringrazia Le Murate Progetti Arte Contemporanea, Accademia Musicale di Firenze

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