Tra Blowin’ in the Wind e On the Road

loc_dialoghisulluomoNei magnifici “interni” del centro storico di Pistoia, tre giorni di grandi eventi e folta partecipazione di pubblico confermano la dimensione di assoluto valore del Festival dell’Antropologia Contemporanea, i Dialoghi sull’uomo, giunto quest’anno alla sua quarta edizione, dedicata a L’oltre e l’altro. Il viaggio e l’incontro.

Filo conduttore della tre giorni pistoiese è stato il tentativo di rintracciare,, attraverso le sensibilità di interpreti molto diversi tra loro, le diverse “inflessioni” semantiche del viaggio, visto come momento di incontro con l’altro, occasione per un cambio di prospettiva rispetto alla propria unilateralità ed esperienza fondamentale nella sfida della cosiddetta globalizzazione.

Ad alternarsi – infatti – vere e proprie lectio magistralis, racconti personali, conferenze “scientifiche”, letture sceniche e concerti: eventi straordinariamente interessanti e altri meno riusciti, in un bouquet di una tale ricchezza e varietà, di fronte alle quali la complessa organizzazione – gravata da un inedito fine maggio, freddo e piovoso – si è sempre dimostrata professionale e disponibile.

Tra i momenti di particolare interesse, il dibattito – interessante ed esaustivo dal punto di vista statistico e sociologico – di apertura, Il viaggio da fenomeno sociale ad affermazione identitaria. Un dialogo tra Franco Iseppi – presidente del Touring Club Italiano – e Roberto Weber – fondatore della società di ricerche di mercato SWG – su come stia cambiando il “modo di” e l'”essere in” viaggio degli italiani nell’epoca del low cost, dei B&B e delle agenzia viaggi online, e su come queste novità siano allo stesso tempo “riflesso e causa di” ulteriori innovazioni di carattere sociale e culturale, oltre che turistico ed economico.

Tra le categorie degli imperdibili non possiamo non citare 6 km all’ora e Antropotiko Tefteri. Canzoni per un’Odissea intorno all’uomo; performance, la prima, del narratore partenopeo Erri de Luca, che, per doti culturali e potenzialità istrioniche, si è confermato – ironico e affabile – tra i pochi in grado di prendere alla lettera lo spirito “dialogico” del festival; la seconda, concerto di chiusura del cantautore tedesco di nascita, ma italiano di adozione, Vinicio Capossela. Malcelando un intimo fastidio per la situazione (in palese contraddizione con le parole utilizzate per presentarla), difatti, lo scrittore ha prima raccontato “a braccio” un breve affresco di quel viaggio che lo aveva portato – concretamente e idealmente – lontano dalle proprie origini napoletane, e ha poi confessato con estrema disinvoltura il proprio disagio nello svolgere – di fatto – un monologo, “chiamando” così a colloquio il folto pubblico che, da parte sua, non si è lasciato sfuggire l’occasione per conversare con questo intellettuale di rara e originale profondità.

Nonostante l’evidente primato di una china – autoreferenziale – da profeta consolatorio (il traghettatore Noé) su quella dell’omerico poeta narrante (visibile, ad esempio, nella scomposta versione di Ovunque proteggi del finale), rimane complessivamente eccezionale il concerto del fin troppo ispirato Vinicio Capossela, il cui titolo – Antropotiko Tefteri. Canzoni per un’Odissea intorno all’uomo – potrebbe essere preso quale manifesto di quest’edizione dei Dialoghi. Titolo di un concerto che – anche per il suo costo estremamente contenuto di 7 euro – ne ha ben sintetizzato il significato, ovvero realizzare un momento di riflessione “democratica” teso a stimolare la formazione e il potenziamento di un senso di apertura nei confronti di quel mondo globalizzato nel quale, in realtà, gli uomini e le donne si trovano immersi (anche se con minor velocità) da sempre, e promuovere un atteggiamento di incontro/confronto e di consapevolezza capace di esorcizzare la paura (non a caso, la figura di Ulisse è stata una delle più citate).

Un elenco di “luci” che potrebbe continuare, ma a cui fa da parziale contraltare quello – comunque più corto – delle ombre, alcune delle quali assolutamente inaspettate, come la relazione dell’antropologo indiano, di fama mondiale, Arjun Appadurai: Nuovi viaggi immaginari e flussi globali – che, nell’affrontare la tematica della nuova relazione tra globale e locale (visto nell’interessante prospettiva secondo la quale entrambe sarebbero “forme” strutturali “provocate” da una reciproca azione di negoziazione/relazione/reazione) è apparsa sbrigativa (forse limitata dalla durata standard di 60/70 minuti degli eventi) e, per il suo essere condotta praticamente senza riferimenti concreti, legata a un’impostazione (accademica?) troppo teorica.

Deludente, per altri motivi, anche Tra la via Emilia e il West. Viaggio e incontro nella canzone di Guccini (il quale, proprio in questi giorni, ha annunciato che sarà Danilo Sacco a sostituirlo durante il tour del suo ultimo disco, L’ultima Thule). In questo caso, infatti, si sono contrapposte la straordinaria verve emiliana del cantautore modenese – capace di costruire “da solo” una situazione di grande convivialità e intimità con il pubblico – e l’eccessiva emozione del suo intervistatore (ammessa dallo stesso Marco Aime), inefficace nel richiamare – con pertinenza e interesse – la tematica della serata attraverso l’analisi antropologica della musica di uno tra i suoi maggiori protagonisti, come pure era stato “promesso” nelle note di presentazione.

Ciononostante, il record di partecipazione (oltre 15.000 presenze), la qualità indiscussa dei personaggi coinvolti, le potenzialità ancora inepresse (nel tentativo di raggiungere una platea più ampia possibile, alcuni interventi hanno probabilmente “confuso” divulgazione con superficialità, pur garantendo una significativa capacità informativa per i non “addetti”) e il notevole sforzo organizzativo delle istituzioni con un investimento che ha portato – tra l’altro – a eventi gratuiti associati al biglietto del festival (quali diverse mostre in zona), oltre alla nascita di una collana UTET dedicata ai Dialoghi sull’uomo (che lascerebbe intendere una capitalizzazione sul progetto non di breve termine), rappresentano tutte ottime premesse per la prossima edizione del festival, un’eredità da non disperdere e solide basi – con margini del miglioramento – per una kermesse che ha già raggiunto importanti risultati concreti.

Dialoghi sull’uomo si è svolto:
varie location, Pistoia

venerdì 24 maggio, ore 17.30:
Apertura
Ivano Paci, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia
Samuele Bertinelli, Sindaco di Pistoia
Giulia Cogoli, Ideatrice e Direttrice di Pistoia – Dialoghi sull’uomo

in contemporanea:
piazza del Duomo
(gratuito)
Attilio Brilli
I mille volti del viaggio

ore 19.00:
teatro Bolognini
Franco Iseppi e Roberto Weber
Il viaggio da fenomeno sociale ad affermazione identitaria

ore 21.15:
piazza del Duomo
Francesco Guccini e Marco Aime
Tra la via Emilia e il West. Viaggio e incontro nella canzone di Guccini

ore 21.30:
Teatro Manzoni
Paolo Rumiz e Alfredo Lacosegliaz Patchwork Ensemble
La cotogna di Istanbul. Reading musicale

sabato 25 maggio, ore 11.00:
piazza del Duomo
Eva Cantarella
La curiosità di Erodoto

ore 12.00:
Teatro Bolognini
Paolo Rumiz
La scrittura delle scarpe

ore 15.00:
piazza dello Spirito Santo
Tony Wheeler e Gabriele Romagnoli
Professione giramondo

ore 16.00:
Teatro Bolognini
Folco Quilici
28 giorni per arrivare in Polinesia

ore 12.00 e ore 17.00:
sala Maggiore Palazzo Comunale
Gabriella Caramore
Tra deserto e mondo. I luoghi di Gesù di Nazaret

ore 18.30:
piazza del Duomo
Arjun Appadurai
Nuovi viaggi immaginari e flussi globali

ore 21.15:
piazza del Duomo
Claudio Magris
Il viaggio: andata o ritorno?

ore 21.30:
Teatro Manzoni
Giuseppe Battiston legge Ryszard Kapuściński
Parlare di guerra e sognare la pace

domenica 26 maggio, ore 10.30:
piazza del Duomo
Marco Aime
Lontano da dove? Diverso da chi? Il viaggio e l’immaginario

ore 10.30 e ore 16.00:
partenza atrio Palazzo Comunale
Andrea Bocconi e Claudio Visentin
LENTA-MENTE. Una conferenza in cammino

ore 11.30:
Teatro Bolognini
Francesco Surdich
L’Oriente di Marco Polo e Ibn Battuta

ore 15.00:
piazza dello Spirito Santo
Allan Bay
Il viaggio del cibo

ore 16.00 e ore 18.30:
sala Maggiore Palazzo Comunale
Adriano Favole
Viaggiatori e antropologi nello sguardo dei nativi

ore 17.30:
Teatro Bolognini
Colin Thubron
Il viaggio e lo scrittore: sulla Via della Seta

ore 18.30:
piazza del Duomo
Erri De Luca
6 km all’ora

ore 21.00:
Teatro Manzoni
Vinicio Capossela
Antropotiko Tefteri. Canzoni per un’Odissea intorno all’uomo

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