Musica per corpi senza organi

ref2013Per RomaEuropa 2013, la post-techno di Alva Noto e Byetone scuote e fa ballare il Brancaleone.

Nel 1969, in un libro centrale della sua produzione intitolato La logica del senso, il filosofo francese Gilles Deleuze coniò la nozione di “corpo senza organi”, che poi sarebbe divenuta centrale nello sviluppo del suo pensiero soprattutto nel connubio con lo psichiatra Felix Guattari, col quale negli anni successivi avrebbe realizzato le opere Antiedipo e Millepiani. Il corpo senza organi fu un’intuizione deleuziana perfettamente adeguata al cosiddetto postmodernismo e all’epoca della de-soggettivazione: scompare il soggetto scientifico e organico, scompare la sua psicologia, nella contemporaneità siamo diventati flussi di desideri, crocevia dove si intersecano, si sovrappongono e scorrono tensioni e stimoli che trascinano i corpi e li fanno vibrare, prima ancora di tradursi in informazioni. Non ci sono organi maggiormente predisposti a recepire determinati impulsi, ma siamo corpi che nella loro totalità subiscono e reagiscono ad essi, e questo è particolarmente vero se riflettiamo sulle ultime frontiere della cultura massmediologica. Quando Deleuze parlava di questo, si era solo agli albori della nostra contemporaneità, ma per esempio in musica non è un caso che proprio dalla fine degli anni ’60 e con gli anni ’70 l’elettronica si stesse affermando come il genere esemplare della nostra epoca: Brian Eno, i Kraftwerk, Jean Michel Jarre e Vangelis tra i tantissimi altri, sembra volessero rivolgersi proprio ai corpi senza organi facendoli muovere, scuotendoli e trascinandoli come fossero macchine. Quella gloriosa eredità, in tempi più vicini ai nostri, è stata accolta da straordinari artisti tra i quali spicca il nome del tedesco Carsten Nicolai, in arte Alva Noto, ieri in concerto al Brancaleone per RomaEuropa col suo progetto Diamond Version. Seguire e restare aggiornati dei vari progetti che hanno fatto di Alva Noto uno dei nomi più significativi della musica contemporanea è molto difficile: qui Nicolai è affianco di Byetone, ovvero Olaf Bender, per un live set strepitoso, con un allestimento di luci e video che ha trascinato i corpi senza organi del folto pubblico in uno spettacolo potente e suggestivo. La grandezza di Noto sta nel fatto che nel corso della sua intensissima attività artistica ha sempre tenuto un occhio di riguardo alla multimedialità e al piano visivo dei suoi spettacoli, e d’altronde ha contribuito alla musica “colta” con sperimentazioni di rigorosa finezza di livello intellettuale (basti pensare alla sua ricerca dedicata al “glitch”, ovvero all’errore algoritmico che il software commette in maniera anche imprevedibile, e che Noto utilizza come mezzo di composizione); dall’altro lato però, Noto calca le scene della musica techno e minimal dagli anni ’90, e sa che in occasione di un concerto al Brancaleone non c’è molto spazio per accademismi di tal genere. Alva Noto sa che i corpi senza organi schierati davanti alla console vogliono ballare, essere colpiti dai suoni a bassa frequenza, essere scossi e tramortiti dal ritmo. Quando Noto arriva alla console affianco a Bender, l’ovazione è generale, si è capito da subito che sarebbe stato un evento, ma era già l’una di notte e il concerto è proseguito per poco più di un’ora. D’altronde al Brancaleone gli orari sono sfuggenti, e forse la categoria del tempo appartiene a qualcosa che abbiamo alle spalle piuttosto che al postmodernismo.

alvanoto

La performance è andata in scena all’interno di Romaeuropa 2013
Brancaleone
via Levanna, 13 – Roma
venerdì 15 novembre, ore 23.00

NEA / Sensoralia presenta
Diamond Version
Alva Noto (Carsten Nicolai)
Byetone (Olaf Bender)

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