Mantova si trasforma in un teatro a cielo aperto per accogliere la decima edizione di Segni d’Infanzia e Oltre, il festival di teatro e di arte performative dedicato ai più piccoli ospitato dalla cittadina lombarda.

A una settimana di distanza dalla conclusione di Segni d’Infanzia e Oltre, un festival che cerca di avvicinare le nuove generazione al mondo dell’arte performativa e del teatro, noi di Persinsala vi proponiamo il nostro diario personale, con una sintesi degli spettacoli che ci hanno entusiasmato di più. Anche quest’anno, infatti, il palinsesto si è presentato ricco di eventi suddivisi per fascia d’età e in grado di soddisfare tutti i gusti. Oltre alle rappresentazioni teatrali vere e proprie, il festival ha proposto una serie di laboratori in cui la parola d’ordine è stata mettere le mani in pasta, e poi ancora seminari, incontri e spuntini a base di merende della nonna e cultura.

Andiamo con ordine.
Nella bellissima location del Palazzo Ducale è andato in scena Duetto, uno spettacolo dedicato ai più piccoli (1-4 anni), che intende riflettere sul rapporto tra vecchie, nuove generazioni e tecnologia. Improvvisando un gioco fatto con dispositivi mobili e semplici nastri di carta, Duetto ha combinato questi due strumenti per parlare di gioco, di creatività e di genitorialità nell’epoca del virtuale. Protagonisti sono, infatti, un genitore con la sua bambina, che interagiscono utilizzando un tablet come nuovo strumento di gioco. In una circostanza dematerializzata e inconsistente come quella del gioco digitale, il nastro diventa l’espediente ultimo tramite cui preservare il senso di confine tra spazio fisico e spazio virtuale e per ricongiungere questi due poli nell’ordine del materiale e terreno, dove trova consistenza fisica e quasi materica anche la complicità e l’affetto tra i due protagonisti.
A Teatro Ariston in scena DOT (3-6 anni), uno spettacolo in cui i protagonisti sono Laia, bambina precisa e ossessionata da pulito e ordine, e Dot, un bambino che lascia il segno. Il terreno di gioco è un muro bianco, che Laia vuole mantenere tale e che Dot prova a riempire di puntini colorati. I due sono allora coinvolti in una sfida in cui, per la prima volta, il muro diventa non un elemento di separazione, bensì di unione. Su quel muro, infatti, Laia e Dot trovano lo spazio ludico della condivisione. Il risultato è un gioco di coppia, dove la tecnologia diventa lo strumento di collaborazione e dialogo.
Cambio di stile con Tripula (di 5 anni in su e per tutti), un allestimento che ha coinvolto tutti gli spettatori nell’avventura dei fratelli Montgolfier verso la realizzazione del primo volo dell’essere umano nel cielo. Dirottato all’interno di pallone aerostatico alimentato dal cattivo odore delle scarpe dei presenti, il pubblico ha spiccato il volo verso il cielo alla ricerca di una serie di oggetti perduti dai fratelli Montgolfier durante i loro mille tentativi di librarsi nell’aria.
Soupe nuage noire (dai 6 anni) riporta in auge la genitorialità e il delicato rapporto tra adulti e bambini. Attraverso l’espediente di una zuppa di fagioli, che diventa il filo conduttore di tutta la narrazione, il protagonista-papà va alla ricerca della ricetta originale della zuppa, vagando in un flusso di ricordi che accarezza tutte le persone della sua vita le quali, in un modo o in un altro, possono conoscerne la ricetta. Ad accompagnare gli attori, sul palco una serie di strumenti musicali per scandire il ritmo emotivo di ogni singola scena.
Sfidante e stupefacente allo stesso tempo è Diva con marionette in lingua inglese per i più grandi (dai 12 anni in su). Tutto si svolge in un minuscolo baldacchino, che diventa unica scenografia dove accogliere uno scienziato pazzo, il suo aiutante e una bellissima diva da conquistare. Vecchio e nuovo, analogico e digitale collaborano alla realizzazione di uno spettacolo che è stupore e incredibilità ad ogni scena.
Chiacchierata fra tromba, pennello, pennino e violino con i testimonial di quest’edizione, Paolo Fresu, propone, invece, una performance polifonica adatta a tutti e dove al suono degli strumenti musicali si intona la voce silenziosa e costante ora di un pennello ora di un pennino. L’esperimento, infatti, è di supportare il processo creativo della pittura e del disegno utilizzando il ritmo scandito da tromba e violino. I bambini sono stati coinvolti in prima persona nel processo di creazione, divenendo parte integrante delle opere prodotte in estemporanea dall’artista Alessandro Sanna.
Questa non è che una rapida panoramica di tutti gli spettacoli del festival, senza contare gli innumerevoli eventi satellite, in strada, nelle piazze e nei giardini limitrofi al centro città.
Segni d’Infanzia ci ha salutato annunciandoci un’edizione speciale per il prossimo 2016, l’anno in cui Mantova sarà incoronata Capitale Italiana della Cultura. Noi di Persinsala non mancheremo di sicuro!

Gli spettacoli sono andati in scena all’interno di Segni d’Infanzia e Oltre:
Mantova, location varie
dal 28 ottobre all’1 novembre 2015

Duetto
regia di Valeria Frabetti, Andrea Buzzetti
di e con Chiara Carrara, Andrea Rodegher
produzione Teatro prova in collaborazione con La Baracca Testoni Ragazzi

DOT
Compagnia maduixa
con Laia Sorribes, Ezequiel Gil
scritto e diretto da Juan Pablo Mendiola
coreografia Mamen García

Tripula
compagnia Farres Brothers
di Pep Farres, Jordi Farres, Jordi Palet
con Pep Farres, Jordi Farres

Diva
di Sofie Krog

Chiacchierata fra tromba e pennello, pennino e violino
con Paolo Fresu, Sonia Peana, Alessandro Sanna

Soupe Nauge Noire
produzione Companhia Caotica
regia Jochen Pasternacki
di Caroline Bergeron, Antonio Pedro
con Antonio Pedro, Gonçalo Alegria
interprete traduttore Samuele Hili, Compagnia Ambasciatore Mamma mia

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